Tradimenti - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Domenica, 20 Dicembre 2015 

Il capolavoro drammaturgico di Harold Pinter approda sul palcoscenico del Teatro Eliseo nella regia di matrice eminentemente cinematografica disegnata da Michele Placido. In primo piano le algide atmosfere borghesi di un ménage a trois ad alta densità cerebrale, nel quale l'irruenza passionale ed il trasporto degli istinti hanno da lungo tempo finito per soccombere sotto un coacervo inestricabile di rimpianti, disonestà, inganni perpetrati verso il prossimo ma in primo luogo verso se stessi, incolmabile insoddisfazione e raggelante solitudine dell'anima. Protagonisti del viaggio a ritroso concepito dal ricercato genio creativo pinteriano, Ambra Angiolini, Francesco Scianna e Francesco Biscione.

 

TRADIMENTI
di Harold Pinter
traduzione Alessandra Serra
regia Michele Placido
con Ambra Angiolini e Francesco Scianna
e con Francesco Biscione
scene Gianluca Amodio
costumi Mariano Tufano
musiche originali Luca D’Alberto
light designer Giuseppe Filipponio
produzione Goldenart Production

 

"Betrayal", scritto dal premio Nobel Harold Pinter nel 1978, viene considerato uno dei testi più rappresentativi della sua produzione drammaturgica, per la sua acuminata capacità di scandagliare l'universo degli umani desideri e debolezze, instaurando al contempo un arguto parallelismo fra il totale fallimento di ogni anelito sentimentale e l'annientamento di ogni utopia rivoluzionaria che, a dieci anni dal fermento sessantottino foriero di promesse di rinascita, aveva ormai svelato inesorabilmente il proprio desolante naufragio. Il sostrato emotivo e storico su cui poggiano le istanze dei tre protagonisti è dunque un comune denominatore di fallimenti esistenziali, ideologici, politici, sociali ed economici che sembra non concedere margini di speranza, offrendo come exit strategy solamente l'accettazione dell'impossibilità di concretizzare quei sogni utopici ed un misero ripiegamento in un confortevole alveo di rassicurante mediocrità. Di fronte a questi nodi gordiani di intricatissima soluzione, assumono pertanto un ruolo decisamente marginale le contingenze autobiografiche che vorrebbero indicare, come fonte di ispirazione per l'opera, la relazione extraconiugale intrattenuta dall'autore con la giornalista televisiva Joan Bakewell, protrattasi per sette anni dal 1962 al 1969, mentre era ancora sposato con l'attrice Vivien Merchant.

L'intreccio narrativo viene dipanato con un radicale sovvertimento dell'ordine cronologico, espediente drammaturgico fortemente innovativo per il periodo in cui fu concepita la pièce: le vicende rappresentate trovano infatti il proprio incipit nel 1978 allorchè incontriamo Emma, gallerista d'arte seducente ed intimamente tormentata, sorseggiare un drink in un pub londinese in compagnia di Jerry, agente letterario dalla carriera sempre più scintillante, a due anni di distanza dall'epilogo del loro legame amoroso clandestino. Ben sette anni di relazione segreta, consumata tra le mura accoglienti di un appartamentino loro rifugio dalle asperità del quotidiano, dall'ottundente tran tran lavorativo, ma soprattutto dall'asfissiante routine matrimoniale vissuta con i rispettivi compagni, il cinico editore Robert - che, a complicare ulteriormente la situazione, è anche amico fraterno di Jerry nonché suo testimone di nozze - e la devota Judith. Ripercorreremo la parabola di questo sentimento nutrito lungo sette anni di menzogne, attraversandone le tappe più significative, tra cui lo spegnersi progressivo dell'entusiasmo iniziale, la rivelazione da parte di Emma a Robert delle proprie divagazioni fedifraghe durante un soggiorno romantico tra le calli veneziane e il sopraggiungere di gravidanze inattese, sino a riannodare le fila del racconto nell'atmosfera frivola e disinibita di un party in pieno stile sessantottino, condito da alcool e droghe leggere, durante il quale una sensualissima Emma in succinto abito vermiglio diviene per la prima volta oggetto di un corteggiamento serrato da parte di Jerry, amico fraterno di suo marito.

Il testo di Pinter, ricco di suggestioni, evocativo, denso di ironia pungente e potentissimo nel definire le complesse psicologie dei suoi personaggi e le tortuose dinamiche che ne segneranno il destino, non viene però valorizzato dalla regia di Michele Placido e dalle interpretazioni dei tre protagonisti Ambra Angiolini, Francesco Scianna e Francesco Biscione. Tutto appare estremamente ricercato, borghese, bon ton come il contesto sociale in cui si collocano i personaggi, ma la forza emotiva del dramma di Pinter sembra congelarsi, divenire evanescente, nella freddezza della voce microfonata, nell'affievolirsi del tormento interiore che invece nel copione pinteriano serpeggia costantemente, nella patina glamour che su tutto si adagia smarrendo in diversi passaggi il coinvolgimento dello spettatore e lasciando purtroppo il sapore di un'occasione sfumata.

 

Teatro Eliseo - via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì ore 20, mercoledì e domenica ore 16, sabato ore 16 e ore 20
Biglietti: platea 34 €, balconata I centrale 29 €, balconata I laterale 23 €, balconata II centrale 22 €, balconata II laterale 17 €, balconata III centrale 15 €, balconata III laterale 13 €

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Maria Letizia Maffei, Ufficio Stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

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