Toilet - Teatro Sette (Roma)

Scritto da  Lunedì, 22 Aprile 2019 

E’ andata in scena al Teatro Sette di Roma una claustrofobica "tragicommedia", “Toilet”, che conferma la geniale vena comica di Gabriele Pignotta, in questa occasione intrisa di risvolti inquietanti e ricchi di suspence.

 

AB Management e Diaghilev presentano
TOILET
una storia scritta, diretta e interpretata da Gabriele Pignotta
aiuto regia Julie Ciccarelli
scene Tiziana Liberotti
supervisione artistica e acting coach Cristiana Vaccaro
musiche originali Stefano Switala

 

Nel mondo ci sono tante, tantissime storie che, per una ragione o per un'altra, vale la pena raccontare: anche quelle apparentemente più banali, quelle storie di gente qualsiasi, di uomini qualunque che in una mattina qualunque si alzano e vanno a lavorare, possono evolvere inaspettatamente e divenire momenti catartici che ti cambiano l'esistenza. E' il bello e il brutto della vita: mentre ti crogioli nel tuo solito tran tran, accade "qualcosa" che tuo malgrado capovolge le tue prospettive e le tue priorità, che ti ridimensiona e che ti costringe a riflettere su quanto hai (o non hai) fatto fino a quel momento della tua vita.

Non sempre si ha la sensibilità e la capacità di cogliere quel momento, a meno che non si tratti di un evento schiacciante, dirompente, inevitabile, contro il quale puoi opporre poca, se non addirittura nessuna, resistenza: soltanto se ti ritrovi isolato dal mondo e rinchiuso in te stesso, quasi come se vivessi in una "prigione" esistenziale, sei costretto a guardarti allo specchio e ad uscire dallo schema precostituito che è la tua routine, ammettendo con te stesso le tue debolezze, le tue paure e i tuoi fallimenti.

"Toilet" è proprio il racconto di questo momento catartico. Un posto apparentemente innocuo, come il bagno di uno sperduto autogrill, diventa una prigione inespugnabile, ma altro non è che la metafora di un'anima inquieta che si ritrova a fare i conti con se stessa, con quell'esame di coscienza troppe volte rinviato.

Scritta, diretta e interpretata da Gabriele Pignotta, "Toilet" è una pièce teatrale senz'altro carica di umorismo, di modernità narrativa, di irresistibile verve, ma anche di tanta e profonda inquietudine, che resta celata soltanto fino ad un certo punto. Flavio è un uomo impegnato, passa la giornata al telefono, pieno di appuntamenti e di questioni urgenti di lavoro da risolvere. Come sempre, ha una giornata intensa, e lungo la strada che lo porterà ad una serie di riunioni e di incontri di lavoro, decide di fermarsi in un autogrill per andare in bagno. Una volta espletate le sue necessità, però, non riesce più ad uscire: la porta è bloccata e a nulla valgono le sue grida e richieste di aiuto, perché fuori non c'è nessuno che possa sentirlo. Passano i minuti, Flavio si rende conto di non sapere dove si trova perché è entrato in bagno mentre era al telefono, senza fare caso alla strada né al luogo, ma cerca di risolvere la questione sbrigativamente, chiamando, in un crescendo di esilaranti gag, prima la segretaria, poi i carabinieri, continuando a rispondere alle telefonate di lavoro e cercando di mantenere il controllo della situazione, perchè la situazione è talmente stupida quanto assurda che certo non può considerarsi pericolosa. Quando però i minuti diventano ore, e le ore diventano giorni, quel bagno fatiscente assume sempre più i contorni sinistri e claustrofobici di una trappola. Flavio è costretto a cercare in se stesso una forza che non credeva di avere: si dibatte in quella soffocante gabbia fatta di mattonelle scarabocchiate, orinatoi e specchi, inevitabilmente la solitudine lo costringe a ripensare alla sua vita, alle persone importanti che ne fanno parte e che forse ha trascurato, a quello che non ha ancora fatto, agli errori commessi, rivedendo, forse per la prima volta nella vita, la sua scala di valori. E intanto cerca febbrilmente quella via di fuga, con il telefono tra le mani come unica via di comunicazione col mondo esterno, e solo tre caramelle da mettere nello stomaco, e sembra quasi di vivere in un videogame a tempo, di cui la sopravvivenza - intesa come rinascita dell'uomo - si palesa essere l'ambìto premio finale. L'epilogo - che non sveliamo - non scioglie i dubbi e ci lascia capire che basta poco a capovolgere ancora tutto...

Il protagonista si conferma, ancora una volta, non solo autore e regista di grande talento ed intuizione, ma anche solido interprete: il pubblico in sala viene catturato e rinchiuso con lui in quel "bagno-prigione", e se da una parte si diverte e ride del paradosso cui assiste, dall'altra si sente obbligato a fare autocritica, a riflettere sul senso della propria vita. Una prova artistica eccellente, grazie alla quale Gabriele Pignotta si colloca ad un gradino ancora più alto e maturo del suo percorso artistico, professionale ed umano.

 

Teatro Sette - via Benevento 23, 00161 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/44236382, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal lunedì al sabato ore 10.30-21, domenica ore 16-18
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: intero € 24, ridotto € 18 (prevendita compresa)

Articolo di: Stefania Ninetti
Grazie a: Giovanna Palombini, Ufficio Comunicazione Globale Promotion Srl
Sul web: www.teatro7.it

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