Tito/Giulio Cesare - Teatro Bellini (Napoli)

Scritto da  Domenica, 17 Marzo 2019 

Dal 13 al 24 marzo. Al Teatro Bellini di Napoli, ritornano, dopo il fortunato debutto nella scorsa stagione in occasione della rassegna “Glob(e)al Shakespeare”, curata da Gabriele Russo, gli allestimenti innovativi e contemporanei delle tragedie scespiriane “Tito” e “Giulio Cesare”, per la regia dello stesso Russo nel primo caso e di Andrea De Rosa nel secondo. Una rilettura dei capolavori shakespeariani intelligente e ben pensata, che permette di riapprezzare due opere del drammaturgo inglese in una chiave del tutto inedita.

 

TITO/GIULIO CESARE
Due riscritture originali da Shakespeare

ATTO I - TITO
riscrittura Michele Santeramo
con Roberto Caccioppoli, Antimo Casertano, Fabrizio Ferracane, Martina Galletta, Ernesto Lama, Daniele Marino, Francesca Piroi, Daniele Russo, Leonardo Antonio Russo, Filippo Scotti, Rosario Tedesco, Isacco Venturini/Andrea Sorrentino
regia Gabriele Russo

ATTO II - GIULIO CESARE
riscrittura Fabrizio Sinisi
con Nicola Ciaffoni, Daniele Russo, Rosario Tedesco, Isacco Venturini, Andrea Sorrentino
regia Andrea De Rosa

scene Francesco Esposito
costumi Chiara Aversano
luci Salvatore Palladino, Gianni Caccia
progetto sonoro Alessio Foglia, G.U.P. Alcaro
produzione Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini

 

L’audacia è forse una delle più nobili caratteristiche per un teatrante, specie se posto di fronte a un gigante da sfidare come Shakespeare. Perché il Bardo, nella sua drammaturgia e nell’impostazione dei personaggi come originariamente descritti, aveva già raccontato tutto dell’opera, riuscendo a regalare un caleidoscopio di sentimenti che poteva far reputare il capolavoro shakespeariano già di per sé completo.

Ciò che sorprende del progetto “Tito/Giulio Cesare”, è dunque la straordinaria capacità di regalare un’inedita quanto affascinante rilettura di due pietre miliari della letteratura di Shakespeare - grazie alla riscrittura e regia di Michele Santeramo e Gabriele Russo per il primo atto, e di Fabrizio Sinisi e Andrea De Rosa per il secondo -, fondendo in un corpus unico due testi complessi, particolarmente lunghi e intrinsecamente ricchi di aspetti da analizzare. Proprio qui risiede la sfida degli autori e registi dello spettacolo, nella riscrittura di una partitura scenica capace di raccontare le vicende di Tito o della morte di Giulio Cesare, riuscendo ad avere un ritmo narrativo coerente e giustificato nonostante i tagli che vengono evidentemente apportati al testo originale.

“Tito” propone una rappresentazione splatter, anticonformista e ironica del testo originale, nel pieno stile registico di Russo. La sua capacità di portare sulla scena elementi spaventosi o macabri, unitamente a una dose di umorismo dark, gli consente di firmare delle regie non banalmente “alternative”, ma correttamente pesate in un registro stilistico che veste perfettamente la narrazione. La rappresentazione corale è una macchina ben congegnata, grazie alla compresenza in scena di tutti gli interpreti che attendono il loro ingresso seduti ai lati del palcoscenico, in pieno stile shakespeariano. Interessante anche la chiave ironica del testo, con una leggerezza esecutiva rafforzata da talune pause nelle quali gli interpreti escono dal personaggio e si fanno attori che talvolta sbagliano od omettono per errore alcune battute, alleggerendo il ritmo di quello che sarebbe, altrimenti, un testo tragico e vendicativo senza sosta.

Andrea De Rosa firma invece una regia più contemporanea, con una provocazione storica, immaginando l’impero romano in un periodo nel quale la guerra si combatte a colpi di bombe atomiche e di gas letali per i nemici. Ecco quindi un’insolita battaglia di Filippi di Marco Antonio contro Bruto e Cassio che si combatte a colpi di arma da fuoco, in un’atmosfera bellica sospesa in una dimensione non ben definita. Al centro, il cadavere di Cesare che sta per essere sepolto, mentre i tre capi della congiura (Casca, Cassio e Bruto) sono rintanati in fosse e ne fuoriescono per giustificare la loro azione: l’uccisione del tiranno Cesare. La rilettura di De Rosa si sofferma proprio sulla legittimità o meno dell’uccisione di Cesare, incastonando la riflessione in un’idea senza tempo sul ruolo del tiranno al potere.

Entrambi gli allestimenti condividono l’impianto scenografico firmato da Francesco Esposito che, insieme ai costumi di Chiara Aversano, riesce con maestria a contestualizzare i due testi in una dimensione contemporanea distorta e postmoderna veramente suggestiva.

“Tito/Giulio Cesare” è un progetto che nella sua unicità riesce a regalare due solide riletture del teatro elisabettiano, con una notevole capacità degli interpreti di caratterizzare la rappresentazione nella direzione di una presa di distanza dal testo originale per crearne materia teatrale nuova e pulsante di interrogativi e verità legati indissolubilmente al presente.

 

Teatro Bellini - Via Conte di Ruvo 14, 80135 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/5491266, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: aperto dal lunedì al sabato dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; domenica dalle 10.30 alle 13; tutti i giorni un'ora prima dello spettacolo
Orario spettacoli: feriali ore 21; domenica ore 18; mercoledì 20/03 ore 17.30; sabato 23/03 ore 19
Biglietti: da euro 14 a euro 32, under 29 euro 15
Durata spettacolo: 2 ore, escluso intervallo

Articolo di: Francesco Gaudiosi
Grazie a: Katia Prota, Ufficio stampa Teatro Bellini
Sul web: www.teatrobellini.it

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