Titanic - Teatro Nuovo (Milano)

Scritto da  Ilaria Guidantoni Mercoledì, 28 Novembre 2012 

Dal 27 novembre al 9 dicembre. Il cinema ha conquistato il teatro con i suoi effetti speciali. E’ un musical soprattutto luminoso dove la luce stroboscopica scolpisce, disegna e ritaglia scene e ruoli; orientando le emozioni. Non fosse per l’argomento sarebbe una commedia musicale più che un musical. C’è molta parola, belle voci senza la monumentalità del musical e l’enfasi data alla canzone. Qui è la luce il vero effetto musicale.

 

 

 

 

 

 

 

Barley Arts presenta
TITANIC
Il racconto di un sogno
regia di Federico Bellone
libretto Federico Bellone
musica Federico Bellone e Cristiano Alberghini
scene Hella Mombrini e Silvia Silvestri
costumi Marco Biesta
luci Valerio Tiberi
coreografie Chiara Vecchi
supervisione musicale, arrangiamenti e orchestrazioni Cristiano Alberghini
Personaggi e interpreti:
Francesco Ferrari - Danilo Brugia
Isabelle Duval - Valentina Spalletta
Madame Duval - Dora Romano
Capitano Edward J. Smith - Gipeto
Bruce Ismay - Marco D'Alberti
John O' Donnell - Luca Giacomelli
Thomas Andrews - Marco Massari
William Murdoch - Antonio Orler
Alice Brown - Nicoletta Ramorino
Emmeth Brown - Angelo De Maco
e con Andrea Fazio, Camilla Maffezzoli, Sergio Maniscalco, Angela Pascucci

 

 

Dopo 100 anni, la leggenda della nave da crociera più famosa del mondo ritorna sul palcoscenico in un musical, "Titanic", in scena dal 27 ottobre 2012 per un tour nei Teatri di Bologna, Trieste, Firenze, Reggio Emilia, Milano, Bergamo, Padova, Torino e tante altre città italiane (il calendario completo su www.titanicilmusical.it).
Lo spettacolo, con musiche e libretto originali, nasce da un'idea di Federico Bellone, già direttore artistico per Stage Entertainment in musical di successo quali "La Bella e La Bestia" e "Flashdance" fra gli altri, qui impegnato nel duplice ruolo di regista e co-produttore. Ad affiancarlo in questa veste c'è Barley Arts, che dopo due stagioni di successo con "We Will Rock You" dei Queen, giunge con "Titanic" alla sua seconda esperienza nella produzione di un musical.
Per la prima volta in Italia lo spettacolo si snoda su musiche tutte originali – scritte da Bellone con Cristiano Alberghini - tranne il tema “Playing Love”, concesso dal Maestro Ennio Morricone. Belle le musiche e l’orchestra dal vivo; belle le voci.
Certamente protagonista è quella di Valentina Spalletta, attrice teatrale - già apprezzata nel musical "Aladin" di Stefano D'Orazio - e qui interprete della giovanissima cantante lirica Isabelle Duval, affascinata e poi perdutamente innamorata corrisposta di Francesco. Nella parte della madre Madame Duval, troviamo Dora Romano, già diretta da registi quali Eduardo De Filippo, Ermanno Olmi e Glauco Mauri, solo per citarne alcuni. Fra gli interpreti dello spettacolo, nella parte di Francesco Ferrari, il giovane e romantico clandestino con il fascino dell’avventuriero che ricco di sogni si imbarca sul transatlantico verso la promessa dell’America rappresentata dalla Statua della Libertà, troviamo Danilo Brugia, già affermato attore, a breve di nuovo sugli schermi televisivi di Rai 1, protagonista della seconda serie della fiction "Rossella" (e volto popolare di “Centovetrine”). Insieme a loro un nutrito cast di attori-cantanti come Gipeto, Marco D'Alberti, Luca Giacomelli, Marco Massari, Antonio Orler, Nicoletta Ramorino, Angelo de Maco, Andrea Fazio, Camilla Mafezzoli, Sergio Maniscalco e Angela Pascucci.
Non è la musica o meglio la canzone ad essere protagonista in questo spettacolo quanto la luce e gli effetti luminosi stroboscopici, davvero grandiosi, che tracciano una partitura anche visiva sul palcoscenico, dandone il ritmo e l’inclinazione. Lo spettacolo è insieme struggente e romantico, seguendo da vicino la storia d’amore impossibile per l’incompatibilità di ambiente sociale tra i giovani protagonisti; ripercorrendo i ricordi dei coniugi Strauss, una coppia di ‘Giulietta e Romeo’ a lieto fine dopo 55 anni di matrimonio e ancora insieme nella scialuppa perché né un’emergenza né un naufragio potrebbe dividerli; salvi infine grazie all’arrivo della nave Caparzo. E ancora diventa commedia musicale nel seguire il battibecco della madre con la figlia, la prima un tempo con una carriera sulle scene, sacrificata poi ad un amore sbagliato, che rovescia sulla figlia le proprie frustrazioni ed ambizioni.
Il pubblico partecipa, si entusiasma, soffre e si commuove. Se nel musical spesso si perdono parole e contenuti, sfumature e soprattutto considerazioni psicologiche, “Titanic” non disdegna di entrare nella prosa dei personaggi, iniziando con la conferenza stampa che è il vero finale: le ragioni dell’azienda e quelle sociali, del denaro e delle gerarchie di rango che dividono gli uomini in passeggeri di prima, seconda e terza classe. Tutti uguali di fronte al destino, eppure resi diversi dalla priorità nel salire sulle scialuppe a seconda del tipo di biglietto acquistato. Fin troppo banale il confronto con l’attualità e con quanto continua a succedere ogni giorno sotto i nostri occhi, a pochi mesi dal naufragio della Costa Concordia.
Tra le righe la condanna per l’arroganza e la vanità di voler finire sui giornali e anche la pietà per i sogni degli uomini, i miti un po’ sempre uguali, della velocità e della potenza: il Titanic era considerato inaffondabile e la banchina del porto di New York fu allungata appositamente per il suo atteso (e mancato) arrivo.
Lo spettacolo è una sintesi, molto asciutta e incisiva, inaspettata per chi ha visto il film e conosce il ritmo dei musical. Qui manca il ritornello, l’indugio sull’aria e la canzone; non c’è ripetizione tra parlato e cantato, la luce cuce insieme l’alternarsi di prosa e musica. Costumi sontuosi non sfarzosi. Una bella ricostruzione di grande credibilità degli abiti e degli oggetti del Primo Novecento (la vicenda si svolge nel 1912 appunto). La leva è l’emozione che fa commuovere il pubblico e immerge come in un film. Il regista riesce a trasportare l’oceano dentro non potendo allargare l’orizzonte, così l’effetto emozionale è giocato non sull’immensità sconfinata ma sulla claustrofobia, che i rumori esasperano con l’uso tagliente delle luci, dell’oscurità che vibra attraverso raggi affilati come lance ed un rosso denso. E’ la luce ancora la vera parola della musica che sostiene la scenografia, il cui impatto forte è nello stesso tempo impalpabile e per questo realistico e credibile.
Momento clou l’effetto inondazione sul palcoscenico, ottenuto con l’anidride carbonica surgelata e sparata ad altissima pressione. Senza nulla togliere all’interpretazione degli attori. Ben bilanciati tra l’altro i ruoli. Bravo in particolare, a mio parere, l’amico di terza classe dell’amato di Isabelle.

 

 

Teatro Nuovo - piazza San Babila, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/794026 (dal lunedì al sabato dalle 10 alle 19, domenica dalle 14 alle 17), mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: feriali ore 20.45, sabato ore 16 e ore 20.45, domenica ore 16, lunedì riposo
Biglietti: dal martedì al giovedì poltronissima vip €49 - poltrona €37,50 – laterali €32; venerdì, sabato e domenica poltronissima vip €54 - poltrona €43 – laterali €37,50 

 

    

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Ufficio Stampa Lia Chirici – VerbaVolant
Sul web: www.teatronuovo.it

 

 

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