Ti sposo, ma non troppo - Teatro Ghione (Roma)

Scritto da  Martedì, 15 Gennaio 2013 

Torna in scena a Roma, nella deliziosa cornice del Teatro Ghione dove resterà fino al 20 gennaio, la commedia scritta, diretta e interpretata da Gabriele Pignotta “Ti sposo, ma non troppo”. Reduce dal successo riscosso al Teatro Nino Manfredi di Ostia durante il periodo natalizio con la commedia “Mi piaci perché sei così”, l’inossidabile (e speriamo indissolubile!) coppia Pignotta-Avaro ripropone al pubblico romano la commedia che, insieme a “Scusa sono in riunione, ti posso richiamare?” e  “Una notte bianca”, completa la trilogia sul racconto di una generazione e delle sue insicurezze, delle difficoltà di relazione e dell’incapacità di legami profondi in cui poter credere.

 

 

 

 

 

 

 

Marco Belardi e Comedy&Co. presentano
Gabriele Pignotta in
TI SPOSO, MA NON TROPPO
una commedia di Gabriele Pignotta
scritto, diretto e interpretato da Gabriele Pignotta
con Fabio Avaro, Cristina Odasso, Siddartha Prestinari

 

 

“Ti sposo, ma non troppo” è uno spettacolo godibilissimo, spumeggiante, intelligente, che affronta con acuta attenzione e con ironia l’indagine sul disagio sentimentale di quattro trentenni alle soglie di una maturità che stenta ad affermarsi, e che lascia il posto a un desiderio costante di evasione e di fuga dalle responsabilità
Lo strumento di evasione ha il nome della tecnologia più usata (e abusata) dei nostri tempi: Facebook, il social network che viene rappresentato come una “rete” per accalappiare prede, e che - permettendo la relazione “virtuale” tramite un anonimo e “protettivo” monitor - consente di rappresentarsi e presentarsi sotto mentite spoglie, fingendo di essere quello che si vorrebbe essere. 
Andrea (Fabio Avaro) e Lotty (Siddartha Prestinari) sono una coppia alle prese con i preparativi del suo imminente matrimonio, ma la loro relazione è già logorata da noiose convenzioni e da ricorrenti incomprensioni. La chat diventa per entrambi, per scelta o per caso, lo strumento di evasione, il momento tanto atteso della giornata in cui poter concentrare (di nascosto) piacevoli istanti di emozioni e di pathos, inesistenti nella routine quotidiana.
Luca (Gabriele Pignotta) è il classico “dongiovanni” alla continua ricerca di donne da conquistare, attività che esercita sfoderando abilmente le sue consapevoli doti di maschio seduttore. Quando incontra per caso un’affascinante ragazza – Andrea (Cristina Odasso) - che è stata appena lasciata dal fidanzato sull’altare, fa di tutto per conquistarla, celandosi dietro la falsa identità di uno psicologo. Ostentando quelle caratteristiche di maschio aggressivo ma dolce, simpatico e romantico che a lei, glielo dice lei stessa durante una “seduta”, piacciono tanto, riuscirà a conquistarla.
Inevitabile, e assolutamente ben congegnato e sorprendente, l’intreccio relazionale dei quattro personaggi che, tra equivoci, scambi di persona e false identità, danno luogo a esilaranti scene di autentico divertimento a cui il pubblico risponde con risate fragorose e applausi a scena aperta.
La pièce risulta per tutta la propria durata divertente e spassosa; in un evolversi continuo di situazioni imprevedibili e accattivanti si traccia il percorso, con il giusto equilibrio di situazioni dolci e amare, della ricerca della felicità e dell’amore vero. Quello che poteva sembrare un gioco, però, si rivelerà alla fine un imprescindibile esercizio per la presa di coscienza di sé, dalla quale è poi impossibile fuggire.
Le rocambolesche invettive per sottrarsi o concedersi all’amore si riveleranno inutili, e il cerchio delle coppie si chiuderà al motto di “Non chiedere di essere amata, semplicemente ama!... perché l’amore ti coglie all’improvviso, quando decide lui…
Davvero meritevole la performance regalata da Pignotta con grande forza interpretativa, ottimamente sostenuto dall’abile padronanza scenica di Fabio Avaro; insieme, perfettamente armonizzati, danno vita a un gioco drammaturgico di sorprendente effetto, con un ritmo costante perfettamente calibrato. Ben integrate nel cast le protagoniste femminili, Siddartha Prestinari e Cristina Odasso, che interpretano con abilità e talento i loro rispettivi personaggi esaltandone le peculiari caratterizzazioni: l’inquieta e insoddisfatta Lotty, e la fragile e un po’ nevrotica Andrea, turbata dall’abbandono sull’altare e alla ricerca disperata di un uomo da sposare.
Particolarmente esilarante e di notevole spicco nel contesto di tutta la pièce, la scena in cui – finalmente - i quattro protagonisti si ritrovano per la prima volta tutti insieme. In un susseguirsi frenetico di riconoscimenti di identità vere o presunte assistiamo, con beneficio di ilare e spassoso sentimento, alla scena che consideriamo “cult”, in cui i nostri eroi danno vita a una serie di dialoghi incalzanti in un crescendo esplosivo (come le risate del pubblico in sala)  di gag, sorprese, e battute ad effetto.
Decisamente azzeccata e piacevole la trovata scenica che illumina il palco da una parte o dall’altra in perfetta sincronia con il “bip” che segnala l’arrivo del messaggio in chat, creando un efficace effetto di alternanza nel botta e risposta; da una parte troviamo Lotty/Siddartha Prestinari e dall’altra Andrea/Fabio Avaro, inconsapevoli delle loro vere identità ed eccitati dal gioco seduttivo.
Il gioco di luci, sapientemente disegnato, apporta allo spazio scenico una particolare dinamicità, adeguata e congeniale ai luoghi che sono rappresentati con una scenografia moderna e lineare. Appropriati e coinvolgenti gli intermezzi musicali che sottolineano i cambi di scena e che, in pochi istanti di buio, accompagnano con sostenuto vigore il susseguirsi e l’avvicendarsi degli attori in scena.
Il taglio registico e il linguaggio scelto dall’autore rivelano un carattere prettamente cinematografico, ed è proprio nel giorno in cui abbiamo assistito alla replica che Pignotta ha annunciato, dai microfoni di Radio Città Futura, che questo spettacolo, prodotto da Marco Belardi, diventerà un film.
Spendiamo ancora parole di meritato plauso nei confronti di Gabriele Pignotta che si conferma autore e attore di assoluto talento, capace di una scrittura agevole e immediata, di una cifra registica efficace e funzionale al testo, e soprattutto di una capacità interpretativa davvero pregevole.
Lodevole il merito della menzione sul testo di Giovanni Antonucci “Storia del teatro italiano contemporaneo” che – come ha orgogliosamente rilevato lo stesso Pignotta dalle sue pagine Facebook - lo pone, e non solo per associazione alfabetica, tra autori di eccezionale rilevanza letteraria, come Pinter o Pirandello. Una grande soddisfazione, un prestigioso riconoscimento di cui Pignotta va meritatamente orgoglioso, che lo consacra al talento letterario.
L’appuntamento che Pignotta, insieme ai suoi compagni di scena, dà al pubblico romano nel momento dei saluti, è per il 23 maggio al Teatro Sistina dove porteranno in scena un’altra commedia parimenti divertente “Scusa sono in riunione, ti posso richiamare?”.
In un teatro completamente esaurito (simpatica la battuta di Pignotta che, guardandosi intorno e in alto in direzione della galleria, osserva: “vi hanno messo ovunque!”) e con un pubblico particolarmente caloroso e generoso di applausi, si chiude la serata, non prima di aver trasformato l’entusiasmo del finale nell’emozione più densa e amara che ci dà il ricordo, espresso con particolare commozione, della grande Mariangela Melato. E’ a questa grande artista, scomparsa proprio qualche ora prima, che Pignotta dedica, con autentico cordoglio e sottolineando “l’immortalità” degli artisti che vivranno sempre nelle loro opere, lo spettacolo a cui abbiamo appena assistito.
“Ti sposo, ma non troppo” è uno spettacolo per tutti, adulti e ragazzi, consigliato a chi desideri trascorrere un paio d’ore di sano divertimento, ridendo e sorridendo di situazioni ironiche e riflessioni intelligenti.

 

 

Teatro Ghione - via Delle Fornaci 37, 00165 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6372294
Biglietti: intero platea 23 € (+2 € prevendita), intero galleria 18 € (+ 2 € prevendita)


 
Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Sara Battelli, Ufficio stampa FP Media Relation
Sul web: www.teatroghione.it

 

 

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