Ti ricordi di me? - Teatro Ambra alla Garbatella (Roma)

Scritto da  Sabato, 31 Marzo 2012 
Ti ricordi di me?

Dal 20 marzo al 1° aprile. In scena all’Ambra Teatro, incastonato nel cuore del suggestivo quartiere popolare della Garbatella, una commedia agrodolce ed originale, “Ti ricordi di me?”, con un testo delicato e romantico e due protagonisti d’eccezione, la coppia perfettamente amalgamata, intensa e coinvolgente formata da Ambra Angiolini e Edoardo Leo.

 

 

Marco Belardi e Lotus Production presentano

TI RICORDI DI ME?

di Massimiliano Bruno

con Ambra Angiolini ed Edoardo Leo

regia di Sergio Zecca

 

Cosa può scaturire dall’incontro tra una maestra elementare narcolettica periodicamente preda di drammatiche amnesie che resettano la sua memoria come implacabili colpi di spugna ed uno scrittore di bizzarre fiabe narcolettico e bugiardo impenitente? Nel mondo reale probabilmente nulla di duraturo ed edificante; nel delizioso lavoro drammaturgico di Massimiliano Bruno, portato in scena con la regia accorta e rispettosa di Sergio Zecca, il risultato sarà invece una storia d’amore tenera e stravagante, spassosa e toccante, che diverte ed emoziona lo spettatore per poi commuoverlo e lasciarlo sgomento di fronte ad un’imprevista amara virata conclusiva. Il progetto teatrale nasce da un’intuizione del protagonista maschile, il talentuoso ed intenso attore romano Edoardo Leo (volto familiare alle platee cinematografiche e televisive, di recente cimentatosi con successo anche nella direzione registica con la pellicola “18 anni dopo”) ed assume i connotati di una brillante commedia romantica, a metà strada tra un linguaggio cinematografico che ne fa presagire una probabile futura trasposizione sul grande schermo, e la sensibilità narrativa di un racconto esistenziale che si snoda con garbo e morbidezza tra le pieghe di due sofferte solitudini che, per qualche istante, si incontrano donandosi reciprocamente una rinnovata e salvifica linfa vitale.

Beatrice, maestra elementare divisa tra una supplenza e l’altra ed ormai prossima al matrimonio con il fidanzato storico a cui la lega un rapporto ormai evidentemente stantio e privo di alcuna passione, si accinge ad intraprendere un percorso psicoterapico con il diciottesimo medico che tenterà di scovare i segreti che si annidano nella sua psiche contorta e compulsiva, affetta da attacchi di narcolessia e cataplessia (ovvero la perdita del tono muscolare solitamente provocata da dirompenti ed improvvise emozioni) e minacciata da uno spettro ancor più grave: una violenta sindrome dissociativa che conduce, a seguito di traumi emotivi, a una periodica e totale perdita della memoria. Proprio di fronte allo studio della sua nuova psicologa si imbatte in Roberto, fantasioso autore di favole bislacche e stranianti, che sta cercando di risolvere i suoi problemini comportamentali legati ad una inesauribile e ossessiva profusione di menzogne e alle mirabolanti imprese da cleptomane de noantri nei grandi magazzini romani. Per Roberto il colpo di fulmine esplode repentino e incontrollabile, decisamente più fredda ed ostile la reazione di Beatrice. Ha quindi inizio un estenuante corteggiamento - che assume quasi le fattezze di uno stalking – e i due ragazzi avranno modo di confrontare le proprie complesse dinamiche psicologiche nelle sedute di terapia di gruppo, durante le quali verranno a contatto con esilaranti personaggi come il complottista Ernesto Mitra, Veronica affetta dalla sindrome dell’ingenua prostituta, Tonino Pantalone con il suo alito aromatizzato alla soppressata e le avventurose rievocazioni di quartetti con travestiti all’interno di una Smart, o Teresella Nascimbene, depressa cronica incapace di accaparrarsi uno straccio di fidanzato.

Progressivamente le barriere di Beatrice si dilegueranno e svelerà a Roberto il proprio segreto più prezioso ed intimo, custodito gelosamente tra le pagine di un quaderno fotografico da cui non si separa a nessun costo: la drammatica morte dei suoi genitori in un incidente stradale a diciassette anni ha causato in lei la prima cicatrice indelebile, cancellando radicalmente la sua memoria che è stata poi ricostruita artificialmente dai terapeuti, si tratta dunque di una memoria indotta, non reale. La scoperta del tradimento dello storico compagno Amedeo causerà in lei un nuovo terribile shock, saranno necessari ben quindici mesi di terapia per ricostruire una parvenza di normalità, durante i quali Roberto, perdutamente innamorato, smarrirà totalmente le sue tracce senza però mai rassegnarsi; il destino giocherà fortunatamente in favore del loro delicato e sincero affetto, facendoli rincontrare tra gli scaffali di un supermercato e questa casualità segnerà l’inizio di una nuova vita, di un cammino lungo il quale Roberto la aiuterà a ricordare il passato trascorso assieme e che li condurrà al coronamento del loro amore rappresentato dalla nascita di un bambino, Ruben. Il tutto accompagnati dalle note magiche ed ineffabili di Fossati, con la magnifica poesia in musica “C’è tempo” che assurge a simbolo di un sentimento sbocciato nonostante le difficoltà, nonostante un passato intriso di dolore, nonostante tutto. Quando ormai i drammi e l’infinito travaglio degli anni sembrerebbero sedimentarsi in una rasserenante e placida quotidianità, ecco però che la psiche di Beatrice verrà nuovamente, tragicamente stravolta, dirottando la sorte verso rotte inimmaginabili…

Il pregiato atto unico, gustoso e divertente, dinamico e intenso, struggente e romantico, brilla grazie alle ottime interpretazioni di Edoardo Leo, tenero ed al contempo incisivo nel raccontare allo spettatore il sentimento sconfinato e generoso del suo personaggio, e di Ambra Angiolini, splendida e carismatica protagonista femminile della pièce. Dismessi i panni da diva televisiva ed appeso al chiodo il microfono di una carriera musicale tramontata ormai oltre un decennio fa, la poliedrica artista romana negli ultimi anni si è costruita con intelligenza, studio e misura una solida credibilità nei panni di attrice cinematografica e teatrale, talento dimostrato ad esempio nelle pellicole “Saturno Contro” di Ozpetek (per il quale è stata insignita del David di Donatello come miglior attrice non protagonista), “Bianco e nero” di Cristina Comencini e nei due capitoli di “Immaturi” di Paolo Genovese, o nello spettacolo “I pugni in tasca” tratto dal film di Marco Bellocchio ed andato in scena con notevole riscontro da parte di critica e pubblico durante la scorsa stagione. L’interpretazione della Angiolini colpisce per intensità e sincerità, in tutte le modulazioni comportamentali e nelle estremamente variegate sfumature delle dinamiche psicologiche del suo personaggio. E’ inoltre evidente l’affiatamento tra i due interpreti, una sintonia nata sul set del film “Ci vediamo a casa” di Maurizio Ponzi, che prosegue in questa esperienza teatrale (che ha debuttato a Roma e nel corso della prossima stagione sarà in tournèe nel resto della penisola) e che si replicherà in occasione della pellicola "Viva l'Italia" dell’autore della pièce Massimiliano Bruno, di cui a breve inizieranno le riprese, che vedrà accanto a loro nomi d’eccezione come Michele Placido, Alessandro Gassman, Raoul Bova e Rocco Papaleo.

Lo spettacolo sarà in scena ancora per questo week-end all’Ambra Teatro alla Garbatella, che dimostra anche in questa circostanza la sua apprezzabile attenzione verso la drammaturgia di qualità, dando spazio nel proprio cartellone a personaggi celebri dal forte appeal sul pubblico ma anche a giovani compagnie indipendenti di cui valorizzare il promettente talento, confermandosi come una delle realtà teatrali più luminose e interessanti della scena capitolina.

 

Teatro Ambra alla Garbatella - piazza Giovanni da Triora 15, Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/81173900

Orari botteghino: dal lunedì al sabato ore 10-13, 15-19, domenica ore 15-19

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Marzia Spanu, Ufficio stampa Teatro Ambra alla Garbatella

Sul web: www.ambragarbatella.eu

 

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