Ti regalo la mia morte, Veronika - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Giovedì, 11 Febbraio 2016 

Dal 2 al 14 febbraio. Con "Ti regalo la mia morte, Veronika", Antonio Latella incontra per la seconda volta la poetica di Rainer Werner Fassbinder, dopo la messa in scena de "Le lacrime amare di Petra von Kant" nel 2006. La base di questo nuovo lavoro non è però un testo teatrale dell’autore bavarese, ma parte dell’opera cinematografica che Fassbinder ha dedicato alla rappresentazione e all’analisi della donna. Partendo dalla rievocazione della vicenda di Veronika Voss, ultima tra le protagoniste del suo cinema, lo spettacolo incontra alcune tra le figure femminili grazie alle quali il regista ha consegnato forse una grande, unica opera in cui sguardo cinematografico e biografia personale tendono inevitabilmente a coincidere. Una corsa folle, senza protezioni, una prolungata allucinazione in cui realtà e finzione diventano quasi indistinguibili. Un viaggio nella mente di Veronika, diva sul viale del tramonto e vittima della morfina somministrata da medici senza scrupoli, dove i ricordi diventano illusorie gratificazioni e i sentimenti merce di scambio, dove persino la morte è accettabile, come liberazione o nuova possibilità.

 

Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione presenta
TI REGALO LA MIA MORTE, VERONIKA
tratto dal film "Veronika Voss"
di Rainer Werner Fassbinder
regia Antonio Latella
traduzione e adattamento di Antonio Latella e Federico Bellini
con Monica Piseddu (Veronika Voss)
e in o.a. Valentina Acca (Henriette / Margot), Massimo Arbarello (ombre), Fabio Bellitti (ombre), Caterina Carpio (Grete / Maria), Sebastiano Di Bella (ombre), Estelle Franco (Dottoressa Katz / Martha), Nicole Kehrberger (Josepha / Emma), Fabio Pasquini (Capo - Coro, Ebreo, Regista), Annibale Pavone (Robert Krohn), Maurizio Rippa (Capo Polizia / Elvira)
scene Giuseppe Stellato
costumi Graziella Pepe
musiche Franco Visioli
luci Simone de Angelis
ombre alTREtracce
assistente alla regia Brunella Giolivo
Utilizzo della sceneggiatura Die Sehnsucht der Veronika Voss di Peter Märthesheimer e Pea Fröhlich, da una bozza di Rainer Werner Fassbinder, per gentile concessione della Fondazione Rainer Werner Fassbinder - Berlino e di Verlag der Autoren – Francoforte sul Meno / Germania.”
“Per gentile concessione di Arcadia & Ricono Srl a socio unico, via dei Fienaroli, 40 - 00153 Roma - Italy”

 

Freme Anelante Sulla Scena, Brancola Incerta Nella Disperazione, Esprime Rappresentazione, Veronika! Invoca aiuto ad un'illuminata, voyeuristica platea… attraversando un aleatorio binario, quello del carrello di una cinepresa, quello della sua vita, deragliata per colpa della scimmia, la morfina che Fassbinder le ha voluto iniettare nelle vene di pellicola, per dar fine alla sua vita prima che finisse. Prigioniera fra i metalli paralleli ed una fila di legnose sedie da cinema d’essai, neanche Latella potrà salvarla, solo la sua anima sfilerà via, proiettata sull’enorme pelliccia bianca sullo sfondo, grazie ad occasionali, imprevisti esseri umani che si alternano e sfuggono in ogni vita, a maggior ragione se ex-diva, ormai sul viale del tramonto, celebre ai tempi del nazismo, malinconici resti di una morfinomane.

Scimmione bianco virgola - scimmione bianco punto - scimmione bianco puntoevirgola, la punteggiatura viene scandita vibrante dai suoi irrinunciabili incubi, li mette a nudo e quasi soffoca sotto i loro folti e opprimenti carapaci. Antonio Latella dopo "Un tram che si chiama desiderio" e "Francamente me ne infischio" torna a condividere la sua passione per il cinema, a destrutturarne la partitura e l’essenza dei prigionieri personaggi sui quali riconoscere ed esorcizzare le proprie ossessioni; quel bisogno d’amare di Veronika, sconfitto dietro abiti luccicanti e distratti applausi, con la lancinante consapevolezza dell’immane umana tragedia del tempo che bruciava appena fuori dai palchi, dai suoi camerini, fiamme vive dietro gli occhi compiacenti degli affascinati gerarchi, cercava scampo dietro le gonne della dottoressa Katz, disperava per l'amore per Robert.

Sedie pieghevoli, scimmie, in fondo caritatevoli, non c’è linguaggio artistico, per quanto fascinoso, che soddisfi la voglia di arrivare all'autenticità, sembra dirci il mantellino rosso che svela il pudore della trasgressione. La cinepresa, scivolando lentamente dal bene al male, ci punta il suo faro addosso inchiodandoci alla nostra sottaciuta verità. Un enorme albero di ciliegio prorompe delicatamente sul palco, ci conduce apparentemente altrove dal rammarico, delicati fiori bianchi impreziosiscono gli abiti ottocenteschi di Maria, Margot, Emma, Elvira… e Robert? Dov’è? Conveniva l’Esistenza Che Hai Ottenuto Veronika?

Latella orchestra con estetica visionaria impeccabili interpreti: Monica Piseddu, Annibale Pavone, Valentina Acca, Candida Nieri, Caterina Carpio, Nicole Kehrberger, Fabio Pasquini, Maurizio Rippa, Massimo Arbarello, Sebastiano Di Bella e Fabio Bellitti, offrendoci la ricerca di un'inappuntabile, irrinunciabile, estraniazione ed il ricordo di un maiuscolo artista.

 

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684000346, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria: telefono 06/684000311 (ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line www.vivaticket.it
Orario spettacoli: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19,
giovedì e domenica ore 17, lunedì riposo
Durata: 1 ora e 50 minuti

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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