Ti posso spiegare... - Teatro Sette (Roma)

Scritto da  Martedì, 01 Aprile 2014 

Dal 18 marzo al 13 aprile al Teatro Sette è in scena “Ti posso spiegare...”, esilarante spettacolo scritto da Michele la Ginestra e Adriano Bennicelli, in cui gli spettatori vengono trascinati in un viaggio tra le pieghe dei rapporti affettivi, permettendo loro di entrare con arguzia e simpatia nelle tipiche dinamiche di coppia.

 

 

 

 

 

 

 

 

TI POSSO SPIEGARE
di Michele La Ginestra e Adriano Bennicelli
con Michele La Ginestra, Beatrice Fazi e
con (si alterneranno sul palco) Maria Chiara Centorami e Francesca Bellucci
musiche Antonio Di Pofi
scene Rossella Inzillo
aiuto regia Lilla Vancheri
disegno luci Francesco Mischitelli
le foto esposte sono di Domenico Di Ruocco
la foto di Francesca Bellucci è di Riccardo Sirica
regia Roberto Marafante

 

 

Sin dal debutto la commedia ha inanellato una serie impressionante di sold out tanto da costringere la compagnia a prevedere repliche aggiuntive. La risposta del pubblico è la migliore testimonianza di quanto il buon teatro venga alla fine apprezzato e di come proporre prodotti qualitativamente pregiati ripaghi degli sforzi profusi. Questi sono i casi in cui il buon teatro diviene baluardo isolato contro la dilagante pigrizia culturale, alimentata da format televisivi sempre più omologati e omologanti che ci trascinano in una pericolosa condizione di anestesia cerebrale.


A condividere la scena con Michele la Ginestra vi sono la simpatica e bravissima Beatrice Fazi, dal pubblico televisivo ricordata nel ruolo di Melina Catapano di “Un medico in famiglia”, e le avvenenti e talentuose Maria Chiara Centorami e Francesca Bellucci, che danno vita ad una brillante e spassosa storia d’amore fatta di equivoci, presunti tradimenti, approssimativi tentativi riparatori.


Quante volte abbiamo esordito in un nostro tentativo di giustificazione con il partner con un banale quanto istintivo “Cara non è come credi…Ti posso spiegare” salvo poi, appena un istante dopo, rendersi conto che tra tutte le possibili risposte l’unica frase che non andava detta era proprio quella.


La storia ruota intorno alle dinamiche coniugali di una tradizionale coppia di sposi, interpretati da Michele La Ginestra e Beatrice Fazi, che nella routine di una vita affettiva supercollaudata e per certi versi ordinaria, saranno inaspettatamente costretti a confrontarsi con l’improvvisa presenza nel letto matrimoniale di una avvenente ragazza francese di cui, apparentemente, si ignorano i motivi della materializzazione. Da qui in un alternarsi di giustificazioni, spiegazioni, gelosie più o meno fondate, entreremo nella mente e nei cuori dei nostri protagonisti a cui non potremo che affezionarci, trovando nei loro difetti e nei loro pregi inevitabili motivi di identificazione.


L’intreccio, per quanto risulti basato sulla tipica dinamica che caratterizza un po’ tutti i rapporti affettivi di coppia, trova il suo elemento di distinzione nel garbo e nella delicatezza di una scrittura drammaturgica efficace che non presta mai il fianco alla volgarità ma si distingue per la freschezza e la grande capacità interpretativa degli attori in scena. Tra gag esilaranti, liti accese ed innocenti bugie, lo spettacolo fila via tutto di un fiato senza interruzioni e senza alcun calo di ritmo, sviluppandosi in un perfetto crescendo emotivo. In questo ancora una volta Michele la Ginestra ha dimostrato le sue doti di attore brillante, riuscendo con immediatezza a conquistare il pubblico con la sua innata comicità fatta di una mimica insuperabile e una espressività impareggiabile, dimostrandosi così uno di quegli attori che, al di là delle indiscutibili doti tecniche, riesce, grazie a quella innata dote di simpatia e naturalezza, a stabilire con il pubblico un rapporto di immediata condivisione e partecipazione donandosi con grande generosità.


In particolare l’attore romano raggiunge momenti di esilarante comicità quando, vestendo i panni di conquistatore collaudato, intraprende manovre, tanto spudorate quanto comiche, di seduzione nei confronti della giovane fanciulla francese, e noncurante della sua totale ignoranza per qualsivoglia lingua straniera, si cimenta in dialoghi improponibili caratterizzati da una mescolanza di idiomi differenti, che alternando presenze di dialetti di varia estrazione con avventurose incursioni in un personalissimo uso della lingua inglese e francese, daranno vita ad uno slang tutto personale fatto di suoni e intonazioni assolutamente esilaranti. Come altrettanto divertente risulterà l’interpretazione che l’attore romano fa dell’ubriaco, in un assolo di grande comicità dando sfoggio, tra l’atro, di una padronanza assoluta della scena. Questi momenti vengono più volte accompagnati da fragorosi e sinceri applausi tanto da coinvolgere gli stessi attori in risate non da copione.

 

Così, nell’alternanza tra un flashback apparentemente chiarificatore e una situazione che ci riporta sull’orlo dell’irreparabile, l’intrigo si dipanerà sino ad arrivare, non prima di un piccolo brivido, ad un esito che metterà comunque tutti d’accordo.
La regia di Roberto Marafante si conferma di indiscussa qualità, caratterizzata da una freschezza ed elasticità che la rende sempre originale e funzionale alla storia, valorizzandone tutti i passaggi drammaturgici e fondendoli in un perfetto equilibrio.

 

 

Teatro Sette - via Benevento 23, 00161 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/44236382, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Biglietti: intero € 22, ridotto € 16 (prevendita compresa)



Articolo di: Dino De Bernardis
Grazie a: Andrea Martella, Ufficio stampa Teatro Sette
Sul web: www.teatro7.it

 

 

 

 

 

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