The Women - Teatro dell’Angelo (Roma)

Scritto da  Giovedì, 03 Maggio 2012 
The Women

Dal 24 al 29 aprile e dal 2 al 6 maggio. In scena al Teatro dell’Angelo l’originale, sofisticata e corrosiva commedia della scrittrice newyorkese Clare Boothe Luce, magistralmente tradotta, adattata, diretta e coprodotta da Carlotta Corradi ed interpretata da un pirotecnico, irresistibile e perfettamente assortito cast interamente al femminile. Un vortice di passioni inconfessabili, segreti tradimenti, pettegolezzi plateali ed insinuanti, torbide manipolazioni seduttive, matrimoni d’interesse e divorzi imbarazzanti travolge un manipolo di amiche-nemiche dell’alta borghesia americana, in una narrazione dal ritmo incalzante e dalla comicità cinica ed intrigante sullo sfondo di un’attenta ricostruzione, scenografica, musicale e stilistica, delle atmosfere degli anni Trenta.

 

Produzione Quattroquinte presenta

THE WOMEN

di Clare Boothe Luce

adattamento e regia di Carlotta Corradi

con Lydia Biondi (la ponderata signora Morehead), Betta Cianchini (la cinica Edith), Caterina Corsi (l’attrice Miriam), Francesca Ferrazza (la dolce Peggy), Giada Fradeani (Mary, la moglie tradita), Silvia Giuliano (la tenera Jane), Ornella Lorenzano (la piccola Mary), Claudia Mei Pastorelli (la perfida Sylvia), Daph Mereu (la pungente Nancy), Aglaia Mora (la pettegola Olga), Giorgia Sinicorni (l’amante Crystal), Giorgia Trasselli (la Contessa de Lage innamorata dell’amore)

aiuto regia Tullia Raspini

direzione Charis Goretti

costumi Laura Distefano

scene Silvia Nurzia

musiche Radiosa Romani

 

The WomenIngenuamente si potrebbe supporre che un testo drammaturgico del 1936, per di più una commedia interamente focalizzata sulle dinamiche relazionali della high society al femminile divisa tra partite di bridge, saloni di bellezza, party mondani e tenute di campagna, sia destinato ad apparire decisamente poco accattivante per le esigenti platee teatrali attuali, ormai tristemente assuefatte a grossolani monologanti comici di ascendenza televisiva o viceversa magneticamente attratte dall’espressionismo ermetico di una certa ricerca sperimentale.

Quando però ci si imbatte fortuitamente nel connubio tra un lavoro teatrale dallo straordinario gusto, ironia, intelligenza e fascino e un adattamento sapiente, rispettoso e raffinato, allora questa avventata congettura potrà essere agevolmente smentita. E’ assolutamente questo il caso di “The Women”, frutto della penna sottile e penetrante di Clare Boothe Luce, direttrice di periodici del calibro di “Vanity Fair”, “Time”, “Vogue” e “Life”, fiera attivista politica tra le fila del partito repubblicano, fervente anticomunista e giornalista attenta alle problematiche della sfera sociale, industriale e finanziaria, nonché dal 1953 al 1956 ambasciatrice statunitense in Italia. Una donna estremamente attiva, poliedrica, coraggiosa e combattiva, caratteristiche che ritroviamo cristallinamente riflesse nei numerosi personaggi del pulsante microcosmo rigorosamente al femminile di questa stuzzicante e deliziosa pièce dalla quale nel 1939 è stata anche tratta una trasposizione cinematografica, per la regia di George Cukor con protagoniste Norma Shearer e Joan Crawford, seguita nel 2008 da un remake diretto da Diane English ed interpretato da Meg Ryan, Annette Bening ed Eva Mendes.

The WomenLe magmatiche vicende di questo suggestivo affresco di genere, coinvolgente rievocazione delle bizzose intemperanze, degli astuti sotterfugi amorosi e del costante e continuo ricorso alla caustica arte del pettegolezzo più becero, ruotano attorno al tradimento perpetrato da Stefano Haines ai danni della devota e generosa moglie Mary. Dopo che per anni quest’ultima ha instancabilmente dedicato la propria esistenza alla cura della famiglia ed ha sostenuto con convinzione la crescita professionale del marito grazie al cospicuo patrimonio garantitole dalle sue nobili origini, si trova a scoprire una verità indiscutibilmente scomoda, tra un’insinuazione della sua migliore amica Sylvia (in realtà tutt’altro che fidata e solidale ed anzi donna animata da una viscerale invidia, arrampicatrice sociale di prim’ordine ed incline alla maldicenza più perfida e torbida che si possa immaginare) e una malaccorta rilevazione dell’estetista Olga durante l’applicazione dello smalto “rosso giungla”, il più à la page del momento. Il suo animo viene devastato dallo scoprire che Stefano è caduto vittima delle arti ammaliatorie di Crystal, sensuale profumiera ed implacabile mangiatrice di uomini; a nulla varranno i consigli all’insegna della discrezione e dell’avvedutezza di sua madre, si imporranno piuttosto i suggerimenti del nugolo di onnipresenti e invadenti “amiche”, lo scandalo sarà divulgato sui quotidiani e il divorzio si rivelerà l’unica strada percorribile. Ma forse non tutto sarà perduto…come scopriremo lasciandoci accompagnare lungo un’ora e mezza di esilaranti disavventure dalle carismatiche protagoniste di questa giostra di amori, emozioni e imprevedibili ribaltamenti di prospettive.

L’adattamento curato con certosina dedizione e palpabile entusiasmo da Carlotta Corradi, che già avevamo applaudito di recente con il sorprendente, incantevole atto unico “Lipstick, commedia in tre strati più epilogo”, restituisce alla perfezione le atmosfere levigate e rarefatte, gli scambi di battute ironicamente al vetriolo, la sospensione delle verità impronunciabili che poi inevitabilmente tutti finiscono per possedere, che costituiscono il piatto forte di questa saporita commedia, tanto moderna e spregiudicata nel suo avventurarsi tra le umane virtù e debolezze quanto piacevolmente ed elegantemente retrò nelle sue ambientazioni. La resa scenica si prefigge distintamente l’obiettivo di accentuare questo stile “vintage”, ricreando l’effetto della pellicola in bianco e nero di Cukor: con tale finalità le scene sontuosamente arredate con mobilio stile anni Trenta (realizzate da Silvia Nurzia) ed i ricchissimi e lussuosi costumi capaci di fotografare con precisione un’epoca e al contempo contribuire alla caratterizzazione psicologica dei personaggi (opera di Laura Distefano) ripercorrono tutte le sfumature del grigio, con solamente qualche sporadica concessione al colore. Di grandissimo pregio anche la colonna sonora, con le musiche originali della compositrice Radiosa Romani, orchestrate per l’occasione con strumenti d’epoca. Infine, a dichiarare ancor più esplicitamente l’intenzione di mantenersi fedeli alla ricostruzione delle atmosfere della pellicola cinematografica, l’espediente di ricorrere ai titoli di testa e di coda per presentare le interpreti e il cast tecnico/artistico (anch’esso rigorosamente al femminile) e alle didascalie proiettate per descrivere sinteticamente gli snodi cruciali dell’intreccio, i passaggi temporali e i luoghi in cui sono ambientati i diversi segmenti della narrazione.

The WomenLa regia puntuale, dinamica ed esuberante della Corradi dirige con sicurezza e disinvoltura il ricchissimo cast di talentuose interpreti; apparentemente sembrerebbe un’impresa titanica, se non addirittura folle, quella di coordinare ed armonizzare una compagnia tanto variegata e numerosa, arginando protagonismi e velleità da primadonna…e invece tutto scorre liscio in maniera naturale e spassosa, frutto di un lavoro d’ensemble ineccepibile e fortemente motivato. Una compagnia di attrici assolutamente strepitose tra le quali ci piace segnalare l’effervescente presenza scenica di Claudia Mei Pastorelli, la sagace e briosa ironia di Betta Cianchini, la sempre straordinaria ed elegante espressività di Lydia Biondi, la pungente Daph Mereu con i suoi arguti aforismi e, ciliegina sulla torta, la travolgente ed istrionica Giorgia Trasselli nei panni di una contessa inguaribilmente romantica dallo spirito decisamente energico.

Una commedia estremamente godibile, in cui le donne di oggi riscopriranno immutate e perfettamente interpretate le loro passioni, speranze, incertezze e necessità; uno spettacolo la cui visione gioverebbe a molti uomini per cercare di districare le insondabili ed affascinanti complessità dell’universo femminile. Ridendo di gusto, con qualche stuzzicante spunto tematico su cui riflettere.

 

Teatro dell’Angelo - via Simone de Saint Bon 19, 00195 Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/37513571, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18.30

Biglietti: da 23,00 euro a 14,00 euro

Durata: 90 minuti

 

Articolo di: Andrea Cova

Foto: tratte dal profilo Faceook dello spettacolo

Grazie a: Ufficio stampa Valentina Venturi

Sul web: www.teatrodellangelo.it - www.quattroquinte.it

 

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