The Pride - Teatro Bellini (Napoli)

Scritto da  Martedì, 23 Febbraio 2016 

“The Pride”, in scena al Teatro Bellini di Napoli sino al 28 febbraio, ha l’ambizioso progetto di esplorare temi come il destino, l’amore, la fedeltà ed il perdono. E lo fa con un testo di Alexi Kaye Campbell e con quattro artisti straordinari, che a scene alterne guidano gli spettatori prima nella Londra degli anni Cinquanta e successivamente nel 2015. I nomi dei tre protagonisti non cambiano mai, ma questa sembra essere l’unica assonanza tra le due storie. Diretto ed interpretato da Luca Zingaretti.

 

THE PRIDE
di Alexi Kaye Campbell
traduzione Monica Capuani
con Luca Zingaretti
e con Valeria Milillo, Maurizio Lombardi ed Alex Cendron
scene Andrè Benaim
luci Pasquale Mari
costumi Chiara Ferrantini
musiche Arturo Annecchino
regia Luca Zingaretti
produzione Zocotoco
in coproduzione con Fondazione Teatro di Napoli



Ciò che siamo è veramente ciò che avremmo voluto essere?

Il drammaturgo contemporaneo Alexi Kaye Campbell, autore di questo scritto provocatorio, mette a confronto due epoche tra loro profondamente diverse, Londra nel 1958 e Londra nel 2015, lasciando che i suoi tre personaggi si muovano in scena creando un iniziale disorientamento nello spettatore.

Oliver (Maurizio Lombardi) nel 1958 è uno scrittore di favole per bambini, che nasconde la propria identità a se stesso e alle persone che lo circondano, si muove timidamente e quasi sussurra, come se la sua natura fosse qualcosa di scomodo e di indesiderato; nel 2015 invece è un mediocre giornalista dichiaratamente e sfacciatamente gay, rincorre la sua esistenza ed i suoi uomini, sposa le sue fantasie ed invade lo spazio e la vita delle persone che gli tendono una mano.

Sylvia (la straordinaria Valeria Milillo), nella Londra degli anni Cinquanta è un'attrice mancata, circondata dalle sue paure e troppo intelligente per quella vita borghese che la rende infelice e sempre troppo fragile e che la vuole cieca davanti alla realtà. Il contrasto con la Sylvia del 2015 è evidenziato anche dal suo colore di capelli, tanto scura e perfetta negli anni ’50, tanto bionda, energica e quasi disordinata anche nei gesti nella seconda storia. Sylvia piace e conquista, perché è intelligente e giusta.

Il Philip di Luca Zingaretti, è lontano da ciò che siamo abituati a vedere in televisione, il Commissario dai modi bruschi e fin troppo sensibile al fascino femminile che sembra essergli stato cucito addosso da Camilleri; in questa pièce teatrale infatti Zingaretti veste i panni di un “rivenditore di case” negli anni ’50. E’ Philip a condurre gli spettatori verso tutti i nodi essenziali dello spettacolo in scena: la ricerca della propria identità, la paura della propria natura, il perdono e l’amicizia.

Alex Cendron infine porta in scena l’unico personaggio dall’identità non ben definita; si muove ed interagisce con Oliver, Sylvia e Philip, vive i dilemmi dei protagonisti, senza preoccuparsi di chi siano realmente o della loro vera natura. Interagisce con loro, si muove nel loro stesso spazio, ma sempre da antagonista. E’ l’attore disilluso ed in vendita con il suo (nascosto) completo fascista; è il rivoluzionario editore che si tiene alla larga dai gay, ma che cerca il miglior giornalista gay in circolazione; è l’illuminato dottore che proverà a guarire Philip. E' il vero elemento di rottura delle due storie del gruppo.

Nella prima storia Philip scappa da ciò che sente e dalle notti insonni, incolpando il destino che ha scelto per lui, senza concedergli alcuna possibilità e lasciandogli l’amaro in bocca, quello di chi vede che dietro di sé ha lasciato ciò che avrebbe voluto essere. E’ un uomo che lascia che chi lo circonda sbatta incolpevolmente con tutti gli spigoli del suo carattere e della sua vera identità.

Ma chi è davvero Philip?

E’ il fotoreporter che nella seconda storia si innamora di Oliver? E’ l’uomo che è in grado di perdonare e di sorridere ancora? E’ l’uomo che pensa che la sua sia una malattia da curare?

Nella seconda storia emerge la forza di questo personaggio, che rincorre la vita; è un uomo forte, dai grandi sentimenti, e dalla intensa creatività. E’ un Philip che crea una naturale empatia con gli spettatori.

Tutto lo spettacolo non è solo un intenso racconto della vita di tre personaggi, ma è una parabola narrativa in cui si inseriscono, a ritmi alterni, momenti di emozione, di empatia/antipatia, di disgusto, di paura e di identificazione.

Ogni passo compiuto dai protagonisti li accompagna, nella prima storia, verso le loro ombre e verso la consapevolezza della paura di affrontare ciò che sono. Philip è un debole, Sylvia è fragile e Oliver è solo spaventato.

Oliver e Philip nella Londra del 2015 sono due uomini che non hanno lasciato che la paura ottundesse i loro sensi e hanno permesso alla loro ancestrale natura di vivere. Sylvia è teatrale, simpatica ed è il vero collante di questo spettacolo.

I tre attori si concedono al pubblico, regalando uno spettacolo che conferma la perfezione della programmazione del Teatro Bellini, e come una rappresentazione teatrale possa rivelarsi un’analisi coraggiosa di tematiche non semplici da affrontare.

In scena non c’è nulla che Luca Zingaretti ci abbia già mostrato, ma c’è il coraggio di un testo che viene costruito dialogo dopo dialogo, davanti allo sguardo degli spettatori, che possono solo fermarsi, respirare ed applaudire, dimenticando Salvo Montalbano.

 

Teatro Bellini - via Conte di Ruvo 14, 80135 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/5491266, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: aperto dal lunedì al sabato dalle 10:30 alle 13:30, dalle 16 alle 19 e dalle 20 alle 22:30; domenica dalle 10.30 alle 13 e dalle 17 alle 21
Orario spettacoli: martedì, mercoledì 24 febbraio, giovedì, venerdì, sabato ore 21, mercoledì 17 febbraio ore 17.30, sabato pomeriggio 20 febbraio ore 17.30, domenica ore 18
Biglietti: martedì/ sabato pomeriggio 1' settore 25€, 2' settore 20€, 3' settore 16€; mercoledì/ giovedì/ venerdì/ sabato/ domenica 1' settore 35€, 2' settore 30€, 3' settore 23€; over 65/ cral/ convenzioni 1' settore 30€, 2' settore 25€, 3' settore 20€ (esclusivamente per le repliche del mercoledì, giovedì e venerdì); under 29 15€
Durata: 2 ore e 25 minuti compreso intervallo

Articolo di: Romina Attianese
Grazie a: Katia Prota, Ufficio stampa Teatro Bellini
Sul web: www.teatrobellini.it

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