The Pass - Teatro Belli (Roma)

Scritto da  Domenica, 26 Novembre 2017 

Ha debuttato al Teatro Belli di Roma, nell’ambito della XVI edizione della rassegna “TREND - nuove frontiere della scena britannica”, imperdibile fucina di progetti di indiscusso valore alla scoperta della vivacissima drammaturgia d’oltremanica, “The Pass” di John Donnelly, con la regia di Maurizio Pepe. Un’acuminata, caustica ed al contempo ineffabilmente struggente riflessione che prende le mosse dalla silenziosa e bigotta ostilità nutrita dal maschiocentrico universo del calcio nei confronti dell’omosessualità, per investigarne i dolorosi effetti sull’individuo, privato della sua autenticità e soprattutto della sua libertà di espressione ed affettiva. Protagonisti in scena Edoardo Purgatori, Federico Lima Roque, Giorgia Salari e Gianluca Macrì per tre repliche sold out, salutate da un caloroso consenso degli spettatori, tra i quali lo stesso Donnelly, visibilmente entusiasta di questo primo adattamento teatrale italiano.

 

Produzione Associazione Culturale La Forma dell’Acqua / The Shape of Water presenta
nell’ambito della rassegna “TREND - nuove frontiere della scena britannica, XVI edizione”
THE PASS
di John Donnelly
traduzione Valentina De Simone
con Edoardo Purgatori, Federico Lima Roque, Giorgia Salari, Gianluca Macrì
casting director Federica Baglioni
sound design Lorenzo Benassi
assistente alla regia Valentina De Simone
regia Maurizio Pepe

 

The PassAnche quest’anno la rassegna Trend accompagna piacevolmente l’autunno romano lungo i sentieri del teatro contemporaneo inglese, instaurando un canale di comunicazione diretta e ascolto attento con i palcoscenici londinesi. “The Pass” ha debuttato al Royal Court Theatre nel gennaio 2014; due anni dopo, ne è stata anche tratta una versione cinematografica, diretta da Ben Williams, con protagonisti Russell Tovey e Arinze Kene, pellicola che ha suscitato un vivido interesse ed è anche stata nominata ai BAFTA Awards come “Outstanding Debut by a British Writer, Director or Producer” per Donnelly e Williams.

L’argomento è di indubbia attualità: l’ostracismo viscidamente sotterraneo che lo scintillante, milionario mondo del pallone riserva all’omosessualità, onta che i calciatori devono essere ben accorti a nascondere pena la perdita dei loro sfavillanti ingaggi e degli annessi faraonici contratti pubblicitari; ovviamente il tutto abilmente celato dietro una patina di perbenistica quanto falsa “accettazione” che si traduce solamente in proclami superficiali ma non nella naturale e sacrosanta comprensione che queste dinamiche medievali andrebbero polverizzate una volta per tutte.

A scontare questo avvilente status quo è il protagonista della pièce Cristian (Edoardo Purgatori) che seguiremo lungo dieci anni di esistenza tra il clamore delle conquiste sportive ed un soffocante segreto ostinatamente custodito. La parabola della sua giovinezza, tra i diciannove e i ventinove anni, si cristallizza attorno a tre momenti cruciali che ne segneranno gli snodi principali, tutti ambientati in camere d’albergo, metafora per eccellenza di transitorietà e fuggevolezza.

The PassPrima fermata del nostro viaggio: Bucarest, 2006. Cristian e Thomas (Federico Lima Roque) hanno diciannove anni e si trovano nella capitale rumena per vedere coronato il loro sogno più ambito. Da quando avevano otto anni si allenano duramente nella primavera di una celebre squadra di calcio ed è ora finalmente giunto il momento del debutto in prima squadra, peraltro nella prestigiosa cornice di una partita di Champions League; entrambi competono per il medesimo ruolo e in questa notte in cui sogni, rivalità ed amicizia entrano in cortocircuito l’adrenalina sale alle stelle, mista a testosterone ed eccitazione incontrollabile. Impossibile dormire, si allenano con musica a tutto volume, scherzano rumorosamente, si lanciano in goliardiche schermaglie, parlano delle loro conquiste femminili ma… l’imprevisto, o forse l’ineluttabile, irrompe improvvisamente: Cristian bacia Thomas.

Barcellona, 2011. Ancora una camera d’albergo, stavolta però decisamente più lussuosa, si tratta della suite imperiale in cui dimora uno dei calciatori più idolatrati del momento, niente meno che il Cristian che avevamo iniziato a conoscere nel primo segmento narrativo. Elegante, ricercato, arrogantemente conscio del potere esercitato dai suoi successi sportivi - e soprattutto dalla conseguente smisurata ricchezza - crede di poter avere ai suoi piedi ogni donna col minimo schiocco di dita ed infatti è in compagnia di Linda (Giorgia Salari), la sensuale lap-dancer con cui si accinge a trascorrere una notte bollente; la tutt’altro che sprovveduta conquista non ha però subito il fascino magnetico del calciatore, nutre ben altre intenzioni, nella fattispecie è stata ingaggiata per riprendere segretamente la loro torbida avventura sessuale, con una videocamera sapientemente occultata nella sua borsetta. Le apparenze però non sono ancora del tutto svelate: ben presto si comprenderà che Cristian era perfettamente a conoscenza della trappola ordita ai suoi danni, anzi ne è addirittura il mandante, con l’obiettivo di divulgare in rete un filmato a luci rosse che attesti inequivocabilmente l’infondatezza delle accuse di omosessualità che gli vengono rivolte. Ed è pronto a pagare qualunque somma affinché questo avvenga…

The PassMilano, 2016. Cristian ha ormai raggiunto i ventinove anni, la sua parabola calcistica sembra volgere verso l’epilogo a causa di un infortunio al legamento crociato del ginocchio e alle sue spalle c’è anche un matrimonio naufragato, con tanto di figli affidati alla sua ex-moglie. Il suo fascino magnetico e la sua egemonia sportiva si stanno inesorabilmente sgretolando, precipitandolo in una solitudine in cui l’eco del segreto che ha caparbiamente difeso a ogni costo rimbomba sempre più assordante. Invita nella sua suite il vecchio compagno di squadra di un tempo, quel Thomas a cui ha sottratto il ruolo da titolare in prima squadra e che non vede da dodici anni, quel Thomas che ora vive serenamente procacciandosi da vivere con un lavoro semplice ma onesto, l’idraulico, e che ha accettato con naturalezza la propria omosessualità intraprendendo una relazione affettiva stabile con un ragazzo. Ha inizio una notte di bagordi, tra alcol, droghe e atti di vandalismo gratuito, in cui viene coinvolto anche l’ingenuo cameriere Enrico (Gianluca Macrì), un turbinio di eccessi che potrebbe concludersi drammaticamente. Fortunatamente il peggio viene evitato ma allorché Cristian e Thomas resteranno da soli, non sarà più tempo per sotterfugi e menzogne: il pretesto usato da Cristian per convocare l’amico di un tempo (aiutarlo economicamente, incaricandolo di ristrutturare la sua villa a Santorini) si dissolverà, Cristian dovrebbe almeno ora confessare senza infingimenti il suo essere gay e i suoi sentimenti per Thomas. Nemmeno stavolta le difese titaniche di Cristian crolleranno, Thomas lo abbandonerà per sempre, a lui rimarranno solamente isolamento ed angoscia, un labirinto di splendente cristallo in cui resterà per sempre intrappolato.

The PassLa drammaturgia di John Donnelly declina le tematiche nodali della pièce - l’omofobia ed il machismo imperanti nel mondo del calcio, la volgare invadenza dei media nel vissuto dei personaggi pubblici, la lacerante mancanza di autenticità e l’incomunicabilità derivanti da questi presupposti - non ergendosi su un piedistallo, esprimendo giudizi o offrendo soluzioni decisive; la potenza viscerale di questo plot scaturisce piuttosto dall’aderire con un realismo ruvido, senza sconti, istintivo e materico all’epidermide del protagonista, nel suo tormentato dissidio interiore tra le fulgide apparenze e i fantasmi che si annidano nella sua interiorità, incapace di uscire allo scoperto, dichiarare la propria natura più intima, cogliere l’ultima occasione per avere accanto chi si è amato lungo una vita intera.

La regia di Maurizio Pepe investiga con attenzione le pieghe di questo racconto, incastonato nella fissità spaziale delle tre camere d’albergo che lo incorniciano, una immobilità che si traduce nell’involuzione psicologica del protagonista, incapace di squarciare la barriera di menzogne dietro la quale si è da sempre trincerato. Con sguardo onesto e disincantato Pepe disvela i coni d’ombra di quest’umanità che brancola nel buio, tracciando degli impietosi ma emozionanti ritratti psicologici, attraverso un lavoro con gli attori di grande accuratezza. Molto appropriate e suggestive anche le scelte musicali che contrappuntano con efficacia alcuni dei passaggi più significativi della narrazione, in special modo l’amarissima conclusione accompagnata dalle note malinconiche della ballad “Say Something” di A Great Big World e Christina Aguilera, brividi a fior di pelle che accompagnano a lungo lo spettatore dopo la chiusura del sipario.

The PassIncisiva Giorgia Salari nei panni della lap-dancer senza scrupoli che cerca di incastrare il calciatore Cristian; la giovane e seducente attrice romana (che ricordiamo in passato in alcuni lavori teatrali di Gabriele Lavia e Luca Ronconi e più di recente nei panni di Maria Elena Boschi nello spettacolo di Marco Travaglio “Perché no: tutte le bugie del Referenzum”) plasma il suo ruolo con un ben dosato equilibrio tra sferzante ironia e impulsiva passionalità.

Come non sottolineare infine la prova attoriale davvero carismatica, profonda e vigorosa di Edoardo Purgatori, in scena ininterrottamente per l’intera durata della pièce con una solidità interpretativa che testimonia una totale adesione emotiva al personaggio; una presenza scenica che, al di là della prestanza fisica indispensabile per approcciare il ruolo, emerge ancor più distintamente nei passaggi in cui affiorano tutta la vulnerabilità, la solitudine e le debolezze di un giovane uomo ormai sconfitto ed arresosi al destino. Purgatori con questa interpretazione di grande generosità e intensità non fa certamente rimpiangere quella pur pregevole di Russel Tovey nella pellicola di Ben Williams e si conferma attore di ottima caratura.

Ancora una volta “TREND - nuove frontiere della scena britannica” si rivela fucina di teatro contemporaneo di pregiata qualità; dopo queste tre repliche accolte da un calorosissimo successo, auguriamo vivamente a “The Pass” di tornare in scena presto e per ben più lunga tenitura, come questo spettacolo senza dubbio merita.

 

Teatro Belli - Piazza Santa Apollonia 11/a, Roma (Trastevere)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 17, 18 e 19 novembre ore 21
Biglietti: posto unico € 10; carnet 10 ingressi € 50

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Paola Rotunno, Ufficio stampa Trend - nuove frontiere della scena britannica
Sul web: www.teatrobelli.it

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