The One - Teatro Belli (Roma)

Scritto da  Domenica, 23 Novembre 2014 

La tredicesima edizione della rassegna "Trend - nuove frontiere della scena britannica" torna a dischiudere lo sguardo sulle trame drammaturgiche intessute oltremanica: crudi, lisergici, violenti e appassionati ritratti di un'umanità in disarmo, di relazioni tra individui ormai votate alla più assoluta e sconfortante incomunicabilità, costruiti con un linguaggio affilato e diretto ed una potenza espressiva più difficilmente rintracciabili sui palcoscenici nostrani. Opere ed autori poco conosciuti in Italia, drammatizzazioni recenti, un'indagine acuta sulle generazioni più giovani e le loro esistenze frequentemente condotte ai margini di una società inospitale e respingente, al di fuori delle rassicuranti convenzioni, il tutto portato in scena da artisti già apprezzati, compagnie in crescita e vivaci compagini di attori-studenti. E' proprio quest'ultimo il caso del sorprendente e vigoroso atto unico "The One", testo di debutto di Vicky Jones accolto lo scorso anno da un clamoroso successo al londinese Soho Theatre e premiato con il Verity Bargate Award; a proporre questo testo al Teatro Belli, nell'ambito della rassegna Trend, è la Compagnia Twins del Centro Sperimentale di Cinematografia. Incarnano i tre tormentati personaggi protagonisti di un perverso gioco psicologico al massacro i tanto giovani quanto talentuosi Gianmarco Saurino, Margherita Laterza e Barbara Petti, magistralmente diretti con sicurezza e personalità da Roberto Di Maio.

 

THE ONE
di Vicky Jones
traduzione Natalia di Giammarco
con Margherita Laterza, Gianmarco Saurino e Barbara Petti
assistente regia Beatrice Fedi
musiche e video ATO
regia Roberto Di Maio
produzione Twins Compagnia del Centro Sperimentale Cinematografia

 

Interno di appartamento borghese, un divano e dinanzi a noi le macerie in disgregazione di un rapporto di coppia ormai alla deriva. Sesso consumato meccanicamente tra un annoiato zapping televisivo, l'infantilismo di pop-corn lanciati al vento e riacchiappati al volo ed il tentativo di ravvivare una passione ormai definitivamente estinta tra qualche trasgressione porno e la ricerca spasmodica di stuzzicanti novità. E' questo il lacerante panorama che sin dai primi istanti si dispiega dinanzi ai nostri occhi, fiumi di alcool per rendere più sopportabile il nichilismo assordante di anime senza più obiettivi, con la colonna sonora azzeccatissima del successo del momento, quella "Chandelier" di Sia che condivide la stessa sensazione di sofferenza ottundente e assenza della benchè minima speranza.

Facciamo quindi la conoscenza dei nostri due protagonisti: Jo (Margherita Laterza), alla soglia dei trent'anni, ineffabilmente inquieta, spirito arguto animato da un'ironia che fin troppo frequentemente approda su territori di indicibile perfidia e perversa bassezza, è in fremente attesa della nascita di un nipotino, attraverso le lunghe ore di una nottata che cambierà il corso della sua esistenza; al suo fianco Harry (Gianmarco Saurino), dieci anni in più sulle spalle, un tempo suo professore universitario e ora suo compagno, condivide questi momenti febbrili cercando di assecondare le bislacche richieste della ragazza, ormai totalmente senza controllo; da tempo sono stati superati i confini che dovrebbero essere tracciati dal sentimento d'amore, dal rispetto reciproco, finanche dalla civile convivenza e la loro relazione veleggia tra slanci vertiginosi, abissi di insoddisfazione, feroci scambi di invettive, violenza verbale ed anche fisica, dove lo stupro selvaggio viene tranquillamente ipotizzato come soluzione per riscoprire l'intesa sessuale di un tempo. Ad irrompere improvvisamente in questo tutt'altro che pacifico ménage di coppia, il terzo vertice che andrà a comporre un doloroso triangolo emotivo: Kerry (Barbara Petti), impacciata ed irrequieta amica di Harry, cerca asilo e sostegno, ma scopriremo solo successivamente cosa si annida come piaga verminosa nel suo passato e quali siano le sue reali intenzioni; afferma di essere stata violentata dal proprio compagno - sebbene in realtà si sia trattato solamente di un rapporto sessuale da lei non desiderato, al quale non aveva però opposto alcuna resistenza -, ma la motivazione della sua repentina incursione va piuttosto ricercata nel legame più che amichevole che anni prima aveva intrecciato con Harry e nell'ossessione erotica che ha da allora continuato a covare segretamente, sotto il più rispettabile manto di una limpida amicizia.

Quest'ospite imprevisto contribuirà alla deflagrazione del rapporto di coppia tra Jo ed Harry, attirando lo spettatore in una spirale soffocante di sensualità, passione, degenerazione morale, assenza di ideali e principi. Un'ultima fulminea parentesi di gioia ricolma il cuore allorchè Jo confessa un'inaspettata gravidanza, suscitando un tracimante, tenerissimo entusiasmo in Harry; si tratta però solamente dell'ultima, volgare, implacabile menzogna sferrata per affondare il colpo mortale nella psiche esausta del giovane uomo, che in cuor suo aveva sempre coltivato un sogno di paternità e forse la speranza attraverso un pargoletto di recuperare le redini di una vita e di un amore indirizzati ormai a velocità supersonica verso uno schianto letale. Dinanzi a quest'ultima sordida meschinità non rimane ad Harry che intimare a Jo di abbandonare entro il giorno successivo l'appartamento; risoluto si allontana, ormai avvolto dalle prime luci dell'alba. L'epilogo volutamente non concede certezze o risolutive definizioni: si tratterà di una separazione senza ritorno, probabilmente auspicata da entrambi ma senza il coraggio di richiederla a voce piena? Oppure questo sarà solamente l'ennesimo capitolo del machiavellico gioco di fughe e inseguimenti che caratterizza il loro rapporto insensatamente crudele?

Il testo di Vicky Jones è un magma in continua atroce eruzione. Disegna un atto unico di inaudita potenza e modernità, mostrando smisurato coraggio nell'affrontare tematiche decisamente scomode senza reticenze e con un linguaggio tutt'altro che politically correct, risultando a tratti disturbante per la sua carica distruttiva e per l'annientamento scientifico di ogni margine di positiva illusione. La regia di Roberto Di Maio è incisiva, possente e pienamente aderente allo spirito autentico del testo: ritmo sostenuto, una sapiente orchestrazione di musiche e videoproiezioni ed il focus concentrato con virulenza sui dialoghi serrati tra i tre magnifici protagonisti in scena sono gli ingredienti perfettamente calibrati di un lavoro di direzione registica di primissimo livello.

Un lavoro teatrale come questo impone senza deroghe ai propri interpreti un rigorosissimo lavoro di introspezione e ricerca attoriale. Sembrerebbe una prova assolutamente impervia, vista la giovanissima età dei tre protagonisti, tutti provenienti dalla feconda fucina del Centro Sperimentale di Cinematografia. Invece la loro prova recitativa appare solida e decisa: Barbara Petti con pochi calibrati accenti colora la personalità insinuante e concitata della terza incomoda Kerry; Margherita Laterza percorre gli ossessivi, schizofrenici sentieri mentali di Jo con una caparbietà ed una forza davvero accattivanti. Un applauso ancor più sonoro va però tributato a Gianmarco Saurino che veste con singolare carisma, presenza scenica ed intima adesione emotiva il complesso, tormentato ruolo di Harry. Sfida particolarmente ardua data la diametrale lontananza fisiognomica dal personaggio, un professore accademico ormai avviato sulla strada della maturità e fisicamente tutt'altro che seducente, al punto da non suscitare più alcuna attrazione di natura sessuale da parte della sua compagna. Saurino raccoglie la sfida con intraprendenza e grande intelligenza attoriale, plasmando il protagonista maschile della pièce a tutto tondo, con una preziosa ricchezza di sfumature.

Un lavoro teatrale dunque di indiscutibile valore, che conferma la qualità della proposta drammaturgica offerta dalla rassegna Trend ormai da ben tredici edizioni, e al quale auguriamo al più presto di tornare in scena per una più lunga, meritatissima tenitura.

 

Teatro Belli - Piazza Sant’Apollonia 11/A, 00153 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti: posto unico € 10
Orario spettacoli: tutte le sere alle ore 21,00

Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Paola Rotunno, Ufficio stampa Trend - nuove frontiere della scena britannica
Sul web: www.teatrobelli.it

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