The Kitchen - Teatro Italia (Roma)

Scritto da  Sabato, 10 Ottobre 2009 
the kitchen

Dal 6 ottobre all’1 novembre. Una giornata frenetica nella cucina di un lussuoso ristorante londinese. Sullo sfondo la tetra ed opprimente atmosfera del dopoguerra, con i contrasti sociali tra popoli di diverse etnie e provenienze geografiche. In primo piano i sentimenti, i contrasti caratteriali e le riflessioni esistenziali di un gruppo di energici ed instancabili lavoratori, dipinti con eccezionale vividezza, energia e ritmo nel capolavoro del drammaturgo inglese Arnold Wesker e rappresentati egregiamente dalla talentuosa compagnia di giovani attori The Kitchen Company.

 

The Kitchen Company presenta

THE KITCHEN, Il mondo è una cucina

Di Arnold Wesker

Regia di Massimo Chiesa

Traduzione di Alessandra Serra

Con (in ordine alfabetico) Daniele Aureli (Kevin), Luca Avagliano (Nicholas), Gabriele Bajo (Gaston), Ippolita Baldini (Bertha), Elisabetta Becattini (Dafne), Fatima Corinna Bernardi (Sophie), Luca Bondioli (Alfredo), Amedeo Carlo Capitanelli (Mangolis), Elena Cascelli (Betty), Clelia Cicero (Winnie), Daria D’Aloia (Anne), Stella Egitto (Molly), Esther Elisha (Hettie), Ilaria Falini (Violet), Simone Francia (Max), Elisa Gabrielli (Cynthia), Barbara Giordano (Monique), Francesco Mecarelli (Dimitri), Camillo Milli (Marango), Nicola Nicchi (Peter), Daniele Parisi (Paul), Giovanni Prosperi (Hans), Giorgio Regali (Frank), Luca Catello Sannino (Michael), Giulia Santilli (Gwen), Elena Savio (May), Maria Chiara Tofone (Jackie), Giordano Torreggiani (Harry), Diego Venditti (Raymond), Carlo Zanotti (il Vagabondo), Marco Zanutto (lo Chef)

Scenografia di Props and Decors

Costumi di Isabella Rizza

Musiche originali di Arturo Annecchino

Luci di Raffaele Perin

 

Un testo teatrale straordinariamente coinvolgente ed ambizioso, una sfida raccolta con coraggio, solida preparazione ed un pizzico di intraprendenza dalla giovane e talentuosa The Kitchen Company. Formatasi un anno fa grazie all’intuizione del produttore e regista Massimo Chiesa, questa innovativa compagnia teatrale ha accolto nel proprio alveo una quarantina di attori ed attrici diplomati nelle principali scuole italiane (molti dei quali provenienti dall’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma), costruendo per loro un cammino di crescita che nel corso dei prossimi mesi li condurrà ad interpretare spettacoli di grande prestigio su alcuni dei più ambiti palcoscenici italiani. L’esordio romano nello storico Teatro Italia si è rivelato sicuramente un successo ben oltre le aspettative, una evidente testimonianza del pregiato valore di questo meritevole esperimento artistico.

La pièce teatrale “The Kitchen”, dopo aver riscosso enormi consensi per oltre mezzo secolo in tutto il mondo, giunge finalmente per la prima volta in Italia e, grazie all’eccellente direzione registica di Massimo Chiesa, regala al pubblico una rappresentazione carica di ritmo, incisività e profondità introspettiva, uno spaccato a tratti tagliente e caustico ed in altri momenti sentimentale ed emozionante di un ben preciso contesto storico-sociale. L’azione scenica si svolge interamente nell’indaffaratissima cucina del rinomato ristorante londinese Tivoli e, in questa ambientazione perfettamente ricostruita tra pentole, piatti e fornelli, viene descritta un’intera giornata dal faticoso risveglio nelle prime ore del mattino sino agli ultimi preparativi prima del servizio per la cena. In pochi istanti ci si ritrova coinvolti nel vorticoso lavoro quotidiano di questo nutrita schiera di cuochi, cameriere e lavapiatti che, sottoposti al rigido ed invadente controllo dell’avido proprietario Marango, cercano di sopravvivere alla fatica massacrante e di dimenticare il grigiore assordante delle loro esistenze sempre più desolantemente vuote. Tutta una galleria di personaggi si schiera dinanzi a noi con diverse esperienze di vita, etnie e provenienze geografiche (tedeschi, inglesi, irlandesi, francesi e ciprioti), nonché tratti caratteriali diametralmente opposti: inevitabile sarà raggiungere lo scontro, in alcuni momenti aggressivo e violento ed in altri episodi invece improntato sulla chiave della sagace ironia e dell’umorismo. Le tematiche affrontate in questo florilegio di ritratti, delineati con colpi di pennello tanto rapidi quanto intensi e ricchi di espressività, sono incredibilmente numerose: dall’intolleranza razzista che in quel periodo storico colpiva la popolazione cipriota all’incapacità di concepire la speranza di un futuro sereno dopo le tragiche vicende del secondo conflitto mondiale, dal sentimento d’amore che spesso percorre sentieri tortuosi tra affetti non corrisposti, tradimenti e scontri impetuosamente passionali all’enorme divario sociale esistente tra ricchi e poveri, dalla lotta di classe combattuta con l’obiettivo di elevare la propria condizione economica all’alienazione del lavoro ripetitivo, snervante e reso ancor più oneroso dalla pressoché totale assenza di una vera solidarietà ed amicizia tra i lavoratori.

Assolutamente singolare il fatto che compaiano simultaneamente sul palcoscenico oltre trenta attori che, perfettamente orchestrati da una sapiente regia, danno origine ad un’opera corale ed avvincente: la recitazione è fluida e scorrevole, senza alcuna brusca interruzione o difficoltà da parte dello spettatore di seguire l’andamento della narrazione. Gli interpreti, seppure quasi tutti alle prime esperienze di fronte ad una platea teatrale così numerosa e di prestigio come quella accorsa per il loro esordio capitolino, dimostrano una grande sicurezza, un talento recitativo naturale ulteriormente impreziosito da anni di studio e totale dedizione, una passione incredibile investita nel progetto di questa compagnia nata da pochi mesi ma già sorprendentemente amalgamata e coesa. Da segnalare in particolare le prove recitative offerte da Nicola Nicchi nel ruolo dell’impetuoso, passionale e sognatore Peter, diviso tra l’insopprimibile desiderio di un futuro migliore e la tormentata storia clandestina con Monique (la graziosa ed elegante Barbara Giordano), dal trascinante Luca Avagliano nei panni del pasticciere Nicholas e dall’esuberante Ippolita Baldini in quelli della cuoca Bertha; è poi doveroso citare il cameo di Camillo Milli, vero e proprio monumento del teatro e del cinema italiano, che veste gli ingrati panni del gretto ed insensibile proprietario del ristorante, rinunciando pertanto in questa occasione alla sua consueta solare bonarietà.

Particolarmente suggestiva anche la scenografia, curata da Props and Decors, che ricostruisce con certosina perizia la laboriosa cucina del ristorante, adottando scelte tecniche e cromatiche che giovano indubbiamente alla perfetta riuscita della rappresentazione e contribuiscono ad immergere immediatamente lo spettatore nell’atmosfera di un luogo di lavoro che, anziché essere tempio della creatività deputato alla creazione di deliziosi manicaretti, è invece piuttosto una sorta di fredda, inarrestabile ed impietosa catena di montaggio dove non si presta attenzione né alla qualità del cibo preparato né tantomeno alle condizioni di lavoro di coloro che, più che come esseri umani degni di rispetto, vengono considerati alla stregua di inanimati ingranaggi di un meccanismo produttore di ricchezza.

Infine vanno assolutamente menzionati dei “fermo immagine” estremamente artistici, affascinanti e poetici: in determinati istanti della rappresentazione tutti i personaggi si immobilizzano per qualche secondo per conferire maggiore rilevanza ad un concetto appena espresso e lasciare spazio a una breve ma eloquente ed espressiva pausa di riflessione. Attimi di grande originalità, accompagnati dalle luci (curate da Raffaele Perin) che si affievoliscono per creare un’atmosfera rarefatta e avvolgente e dalle musiche originali di Arturo Annecchino.

Uno spettacolo di grande spessore ed intensità, capace di delineare con attenzione ed efficacia uno spaccato storico-sociale, coniugandolo con la freschezza di una narrazione coinvolgente ed emozionante. E soprattutto uno spettacolo che costituisce una prova indiscutibile del talento di questa giovane compagnia di attori, che siamo sicuri essere solamente all’inizio di un duraturo percorso ricco di sperimentazione, raffinata arte teatrale e sorprendenti soddisfazioni.

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Teatro Italia

Via Bari 18, Roma

Orario degli spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.30, il secondo sabato di rappresentazione ore 17.00 e ore 21.00

Biglietti: intero 23€ (comprensivo di 1€ di prevendita)

Botteghino: dal lunedì al sabato ore 10.00/20.00, domenica e festivi ore 11.00/13.00 – 15.00/20.00

Per informazioni: (The Kitchen Company) 06/68808606 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Tourneè nazionale “The Kitchen” 2009/2010

Dal 29 settembre al 4 ottobre 2009 – Milano, Teatro Nuovo

Dal 6 ottobre all’1 novembre 2009 – Roma, Teatro Italia

15-16 dicembre 2009 – Lugano

17-18 dicembre 2009 – Carrara, Teatro degli Animosi

13 gennaio 2010 – Siena, Teatro Comunale dei Rinnovati

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Tiziana Cusmà, Ufficio Stampa The Kitchen Company

Sul web: www.thekitchencompany.itwww.teatroitalia.info

 

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