The Houseboy - Colosseo Nuovo Teatro (Roma)

Scritto da  Domenica, 23 Maggio 2010 
the houseboy

Dal 18 al 23 maggio. Approda anche a Roma lo spettacolo che ha infiammato con maggior vigore la platea milanese della rassegna di teatro omosessuale “Liberi amori possibili”: tratto dal controverso film omonimo di Spencer Schilly, “The Houseboy” racconta il percorso iniziatico del giovane protagonista che, da un abisso di sesso, violenza e depravazione, riuscirà a cogliere il bagliore di speranza offerto da un amore timido, sincero e delicato. Uno spettacolo decisamente intenso e coraggioso, senz’altro crudo ed esplicito, ma che saprà commuovere e indurre allo riflessione lo spettatore che vi si accosti con spirito ricettivo e spogliandosi della maschera di superficiale ed ottuso moralismo che troppo spesso la società ci impone.

Massimo Stinco, NoirDesir.it, The Blue Seagull International Production presentano

Quando il gatto non c’è…

THE HOUSEBOY

scrittura scenica di Massimo Stinco

dalla sceneggiatura originale del film omonimo di Spencer Schilly

con Fabio Maffei (Ricky), Simone Marzola (Blake), Tony Allotta (Simon), Giovanni Di Lonardo (Dj), Riccardo Bergo (Dillon), Orazio Sagone Manzella (Dominic), Simone Fucci (Kurt), Massimo Stinco (Frank), Jacopo Guidoni (Master) e Regina Miami (Mamma Natale)

Regia Massimo Stinco

Scenografia e costumi Giuliano Pannuti

Luci Marco Faccenda

Musiche Muse, Craig Armstrong, Asche&Spencer

Assistente alla regia Gianluca Esposito

Coreografi Franco Heera Carola, Massimiliano Terranova

Foto Azzurra Primavera

Grafica Francesco Ghisu

Spettacolo vietato ai minori di 18 anni

 

In sala si percepisce una palpabile curiosità per lo spettacolo che sta per avere inizio: merito sicuramente dell’aura di mistero ed interesse suscitata dal passaparola seguito all’esordio milanese della pièce avvenuto qualche settimana fa e della tematica decisamente originale e controversa che verrà affrontata.

the houseboyRicky è un ragazzo poco più che ventenne e da oltre un anno svolge con devozione e passione il “mestiere” dell’houseboy. Quella degli houseboys è una tendenza proveniente, come prevedibile, da oltreoceano e parrebbe diffondersi sempre più consistentemente anche nel nostro paese: si tratta di ragazzi giovanissimi che si fanno mantenere da coppie omosessuali mature vivendo assieme a loro, occupandosi di curare la loro casa e rendendosi anche disponibili ad intrattenere rapporti sessuali; accade poi frequentemente che si instauri un vero e proprio ménage à trois, una relazione erotico-sentimentale molto difficilmente incasellabile negli standard canonici imposti dalla nostra società. Ricky vive questa esperienza di condivisione totale con la coppia formata dal premuroso ed affettuoso Simon e dal più cinico e disincantato Dj; i due, in partenza per Miami dove trascorreranno le vacanze natalizie in compagnia dei loro familiari, lasciano la casa in custodia al ragazzo il quale però fortuitamente ascolta una loro conversazione dalla quale comprende che al loro ritorno verrà insensibilmente scaricato e sostituito da un nuovo e più aitante giocattolo di piacere. Questa scoperta casuale lo fa precipitare nella disperazione più sconfinata, sentendosi tradito dalla coppia e soffrendo soprattutto per l’abbandono da parte di Simon, verso il quale probabilmente nutre più di una semplice amicizia, una sorta di tenera fascinazione per l’uomo adulto ed apparentemente sempre tenero nei suoi confronti. Rimasto solo in città con il suo dolore sordo ed insopportabile, privo del conforto della sua famiglia che l’ha gelidamente allontanato dopo la rivelazione della sua omosessualità, Ricky cerca un facile ed immediato sollievo, un annebbiamento temporaneo dei propri pensieri tumultuosi, in una serie di incontri con altri ragazzi, sesso fugace, violento, meccanico e del tutto privo di trasporto sentimentale con corpi reperiti su internet, macelleria virtuale del nuovo millennio. Ha così inizio una spirale che lo condurrà a divenire oggetto, per suo stesso masochistico desiderio, di depravazioni sessuali di ogni natura, fin quando non arriverà addirittura a progettare il suo suicidio che nei suoi piani dovrebbe avvenire la notte della vigilia di Natale, cosicchè al loro ritorno i suoi “datori di lavoro” possano trovare il suo cadavere esanime nel loro appartamento e rendersi conto della delusione mortale che gli hanno inferto. Fortunatamente però ecco giungere del tutto inaspettato un appiglio, un nuovo e forse sconosciuto conforto capace di regalargli con gioia quel calore umano che finora Ricky era stato costretto ad elemosinare: durante una passeggiata all’aria aperta per ammirare le festose luci natalizie del suo quartiere (ben lontano dall’atmosfera cupa e torbida delle chat-line e dei siti per incontri) si imbatte difatti in Blake, uno studente romantico, idealista e bohemienne con il quale nasce un’immediata sintonia, un’amicizia spontanea, naturale ed avvolgente. Sarà proprio l’amore che tra loro sboccerà travolgente e appassionato a salvare l’anima perduta di Ricky, ad allontanarlo dalla spirale autodistruttiva nella quale era sprofondato e a rassicurare noi spettatori sull’ineluttabile verità che la purezza di un sentimento sincero e cristallino può sconfiggere la crudezza, l’indifferenza e l’insensibile violenza del mondo che ci circonda.the houseboy

Una trama indubbiamente originale, frutto della magistrale rielaborazione scenica operata dal regista e autore Massimo Stinco a partire dalla sceneggiatura del film omonimo di Spencer Schilly del 2007. Lo stile della narrazione risente chiaramente di ritmi di sapore cinematografico ma declinati in modo tale da rendere l’intreccio assolutamente fruibile dallo spettatore, in maniera estremamente dinamica e coinvolgente. A tal fine sicuramente svolge un ruolo eccellente la scenografia semplice ma al contempo innovativa e perfettamente funzionale, curata da Giuliano Pannuti, la quale grazie all’utilizzo di una pedana girevole, consente di trasformare il palcoscenico di volta in volta nella camera da letto dell’appartamento dove Ricky svolge i propri servigi di houseboy e incontra i propri innumerevoli amanti, nella terrazza dove scambia le prime furtive occhiate e le prime timide parole con Blake, nella cucina dove lo conduce uno degli uomini incontrati nel suo abisso di perdizione.

Ciò che però colpisce maggiormente dello spettacolo è il coraggio, talvolta forse anche eccessivamente audace, di alcune scelte registiche: gli attori in scena recitano per la stragrande maggioranza del tempo completamente nudi e i furiosi amplessi che segneranno la decadenza morale del protagonista sono tutt’altro che suggeriti; la dovizia di particolari nella rappresentazione dei rapporti sessuali è assolutamente ricca, il che ovviamente ha reso necessario vietare lo spettacolo ai minorenni. Tale approccio registico ha anche causato la reazione piuttosto sdegnata di alcuni spettatori che, nelle prime rappresentazioni romane, hanno abbandonato la sala a metà spettacolo. A questo proposito sorge spontaneamente un interrogativo: queste persone così “per bene”, fantomatici sostenitori della morale e del buon costume, non si erano minimamente informati su quale sarebbe stata la vicenda narrata? E soprattutto, a terzo millennio ormai inoltrato, è ancora possibile che ci si scandalizzi in maniera così calorosa per dei corpi nudi, per della sessualità magari sfrontata e dal gusto voyeuristico ma pur sempre tratteggiata con eleganza e forza espressiva? Non sarebbe il caso di vedere finalmente al di là delle apparenze, gettare questa maschera di ottuso moralismo e cercare di reperire il reale messaggio di uno spettacolo così ardito e profondo? Interrogativi che probabilmente non riceveranno una risposta, ma che non possiamo fare a meno di continuare instancabilmente a porci.

the houseboyUn elogio particolare va indiscutibilmente tributato agli attori in scena; d’altra parte la compagnia NoirDesir ci ha piacevolmente abituato a spettacoli di notevole spessore ed intensità (tra cui ricordiamo, percependo ancora distintamente i brividi sulla pelle da esso suscitati, l’emozionante e viscerale “CuoreMio”) e quindi eravamo sicuri che non saremmo stati delusi da questo nuovo esperimento del tutto in linea con il suo stile teatrale audace e vigoroso. Ottima l’interpretazione del protagonista Fabio Maffei che, con una recitazione mai eccessiva o sopra le righe, riesce a tratteggiare con delicatezza il travaglio intimo del suo complesso personaggio comunicandoci con vividezza tutte le sue emozioni e stati d’animo, dall’angoscia della solitudine sino alla speranza della rinascita; non meno appassionata e struggente la prova recitativa di Simone Marzola che, con il suo Blake, rappresenta la voce fuori dal coro, il coraggio di farsi ancora portatore di un romanticismo idealista, di una generosità d’animo e di una capacità di comprensione che non possono non conquistare lo spettatore e farlo affezionare a questo personaggio simpatico, ironico e positivo (significativo che sia l’unico dei numerosi giovani protagonisti in scena a non svelare mai la propria nudità, forse a simboleggiare il desiderio di preservare gelosamente i propri affetti e la propria sessualità da occhi indiscreti). Sicuramente da esaltare anche le performance di Orazio Sagone Manzella nei panni dell’aggressivo e brutale Dominic e soprattutto quella di Simone Fucci nel ruolo del carismatico e intrigante Kurt. Infine come non menzionare il cameo di dirompente allegria e solarità offerto da Regina Miami, solitamente perfetta padrona di casa delle notti estive in Versilia e in questa circostanza nei panni di una straordinaria Mamma Natale che, nell’atmosfera piuttosto cupa e tenebrosa della pièce, travolge il pubblico intero con la sua ineguagliabile carica di energia ed effervescente vivacità.

Uno spettacolo senza dubbio di non facile lettura e adatto solamente ad un pubblico adulto, pronto a mettersi in gioco senza pregiudizi e ipocriti moralismi, uno spettacolo che però consigliamo vivamente a tutti gli estimatori del teatro che ancora ha il coraggio di sperimentare, raccontare frammenti di vita in maniera drammaticamente schietta e veritiera, regalare emozioni incisive e laceranti allo spettatore.

 

Colosseo Nuovo Teatro – via Capo d’Africa 29/a, 00184 Roma

Per informazioni: 06/7004932

Orario spettacoli: da martedì 18 a venerdì 21 maggio ore 22.30, domenica 23 maggio ore 21.30

Biglietti: intero 13€, ridotto 8€ (più 2€ di tessera)

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio Stampa Compagnia NoirDesir

Sul web: www.noirdesir.itwww.thehouseboy.it

 

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