The Coast of Utopia, Viaggio - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Ilaria Guidantoni Sabato, 14 Aprile 2012 
The Coast of Utopia

Dal 10 al 15 aprile. Un bel lavoro dove la mano cinematografica vivifica il teatro. Scene raffinate, moderne, essenziali, nella verticalità che espande il palcoscenico; ricchezza rara di costumi non leziosi. Attenzione al testo letterario, parole metabolizzate e restituite in modo soave con una giusta dose d’ironia. Un grande prologo del quale aspettiamo il climax. La mente è appagata. Ora tocca all’emozione.

 

 

Produzione Fondazione del Teatro Stabile di Torino, Teatro di Roma, Zachar Produzioni di Michela Cescon presentano

THE COAST OF UTOPIA - VIAGGIO

La sponda dell'utopia
di Tom Stoppard
regia
Marco Tullio Giordana

con (in ordine alfabetico)

Andreapietro Anselmi (Barone Renne), Francesco Biscione (Stankevic), Giuseppe Bisogno (Sazonov), Roberta Caronia (Varvara Bakunin), Paola D'Arienzo (Tatiana Bakunin), Luigi Diberti (Aleksandr Bakunin), Denis Fasolo (Michail Bakunin), Corrado Invernizzi (Belinskij), Luca Lazzareschi (Herzen), Sara Lazzaro (Miss Chamberlain; Natalie Beyer), Tatiana Lepore (Mrs Beyer, madre di Natalie Beyer), Bob Marchese (Semyon, servo anziano), Giorgio Marchesi (Turgenev), Valentina Marziali (Masha, cameriera), Davide Paganini (Shevyrev), Fabrizio Parenti (Ogarov), Irene Petris (Varenka Bakunin), Odette Piscitelli (Katya), Marcello Prayer (Ketscher), Edoardo Ribatto (Polevoj; Gatto dal pelo rosso), Gabriella Riva (Aleksandra Bakunin), Nicolò Todeschini (Dyakov, sposo di Varenka; Pushkin), Sandra Toffolatti (Liubov Bakunin), Giovanni Visentin (Chaadaev)

e con la Fisarmonicista Marit Nissen

scene e luci Gianni Carluccio

costumi Francesca Sartori, Elisabetta Antico

musiche Andrea Farri

traduzione di Marco Perisse e Marco Tullio Giordana

regista collaboratore Daniele Salvo

organizzazione generale PAV

ufficio stampa Zachar Patrizia Cafiero & Partners

fotografo Fabio Lovino

 

The Coast of Utopia di Tom Stoppard è una trilogia (Viaggio-Naufragio-Salvataggio) scritta nel 2002 e rappresentata in numerose città tra le quali Londra, New York, Mosca e Tokyo: negli Stati Uniti ha vinto il maggior numero di Oscar teatrali mai assegnati.
Su progetto di Michela Cescon e Marco Tullio Giordana il capolavoro di Tom Stoppard debutta ora in Italia, prodotto da Fondazione Teatro Stabile di Torino, Teatro di Roma, Zachar Produzioni di Michela Cescon, con la regia di Marco Tullio Giordana, nella traduzione firmata da Marco Perisse e dallo stesso regista.

La trilogia ripercorre trentacinque anni di storia russa (1833-1868), il risveglio culturale e il fermento sociale: un grande sogno, agitato di fronte e in seno alla nobiltà terriera che si rivelerà un’utopia, romantica e incerta. I protagonisti sono l'anarchico Michail Bakunin, nato da una famiglia che coltiva la servitù della gleba e i matrimoni combinati di interesse, insieme ad una cultura patinata, come si direbbe oggi; il rivoluzionario scrittore e filosofo Aleksandr Herzen; il critico letterario Vissarion Belinskij, che emerge molto bene attraendo la simpatia del pubblico nella prima parte; e lo scrittore Ivan Turgenev.

Stoppard racconta una tipica storia russa di guerra e amore, un intreccio di pubblico e privato, un affresco corale degno della grande madre terra: così emergono i sogni utopici e le storie private, le passioni, gli innamoramenti, le delusioni, i dolori, con una levità e una profondità che hanno fatto paragonare l'opera alle grandi commedie di Cechov.

La storia intreccia il fallimento ideologico con quelli personali. E’ sul fronte sentimentale che si annuncia la disfatta perché si evidenzia la fragilità dell’uomo, pronto a scendere a compromessi al primo battito del cuore. I grandi intellettuali che dissertano di spiritualità e di assoluto si sporcano con amorazzi borghesi inconsistenti, rendendosi perfino goffi e ridicoli. Il primo ‘episodio’ dosa sapientemente l’uno e l’altro aspetto, illuminandoli vicendevolmente dal loro sordo dialogo, come il critico letterario che si giostra tra due donne e non trova di meglio per scusarsi di non aver scritto all’una in attesa, che a nulla sarebbe valsa una lettera, se indirizzata ad un’analfabeta. Vero è che gli opposti si attraggono.

Stoppard narra una comunità in viaggio, dalla campagna russa – dove comincia l’azione, riunita intorno ad una grande tavolata - continuando a Mosca, per poi seguire i protagonisti nel loro esilio europeo tra Parigi, Londra e l'Italia.

Una messa in scena impegnativa, che il regista Marco Tullio Giordana condivide con una compagnia di trentuno attori, supportata da un considerevole staff tecnico-artistico, in un progetto che coinvolge circa settanta persone. Dopo tre mesi di lavorazione e di prove, la trilogia che ha debuttato in prima nazionale al Teatro Carignano di Torino dal 20 marzo al 1° aprile, è arrivata al Teatro Argentina di Roma in programma dal 10 al 29 aprile.

Marco Tullio Giordana si muove con delicatezza, attenzione e rispetto verso il testo letterario, rendendone la profondità con l’enfasi nel dialogo, minimizzando invece l’azione. Il dibattito si rincorre di vicenda in vicenda, tra un entusiasmo e l’altro del giovane Bakunin che sembra scoprire sempre il filosofo giusto che diventerà la sua guida, come un nuovo amore che sembra sempre il primo o l’ultimo, quello definitivo. Il filo del pensiero è complesso e richiede un’alfabetizzazione alla quale il regista non fa sconti, regalando solo una certa soavità, senza rendersi divulgativo, né profanare la storia della filosofia; anzi regala allo spettatore accorto una buona dose di ironia, sapiente e leggerissima: “Cos’è l’ombra sulla caverna? Quella è la filosofia”. E il pensiero dev’essere pronto a trovare il riferimento al mito della caverna di Platone, nel X libro della Repubblica, in una rilettura critica della filosofia, assimilata quasi all’arte (copia delle copie, le cose, distante due gradi dalla realtà delle idee).

La mente si appaga e nasce l’attesa per l’emozione che dovrà venire, come in un lungo prologo: in questa prima tappa gli uomini sono i protagonisti mentre le interpreti femminili restano l’immagine della tradizione, della visione tradizionale o, al contrario, della trasgressione e del desiderio di abbandonarsi al sentimento, alla passione, a quel romanticismo del quale gli intellettuali parlano e le dame sentono. Il protagonista fa da cerniera tra il maschile e il femminile, tra forza della ragione, anelito dello spirito e debolezza della volontà; tra la ribellione ad una condizione e l’incertezza della costruzione di una realtà nuova. Appare come il vero personaggio in viaggio, quasi verso se stesso.

Grande raffinatezza nelle scene e nelle luci che disegnano fondali essenziali, con toni di colore puro dove la luce disegna le forme, mentre oggetti stilizzati, alberi, sagome di palazzi e un pianoforte scendono dall’alto e si ritraggono. L’impressione è che il palcoscenico si allunghi, allontanandosi e trasportando lo spettatore in una dimensione altrove: cinematografica.

Anche gli attrezzi di scena sono eleganti, minimalisti ma non freddi. I costumi notevoli, ricchi ed eleganti, con ricostruzione filologica. Il contrasto tra il fondale e i personaggi è armonico. Infine, la musica è dosata, diffusa, morbida, come una colonna sonora, della quale ci si accorge soprattutto nei momenti di stacco, quando manca. Non invade. Pervade.

 

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6840001

Orario spettacoli: martedì, mercoledì e venerdì ore 21, giovedì e domenica ore 17, sabato ore 19, lunedì riposo

Biglietti: poltrona intero 27 € (+3€ prevendita), ridotto 24 € (+3€ prevendita) – palchi platea, I e II ordine intero 22 € (+3€ prevendita), ridotto 19 € (+3€ prevendita) - palchi III, IV e V ordine intero 16 € (+2€ prevendita), ridotto 14 € (+2€ prevendita) – loggione 12 €

(la prevendita è applicata fino ad un'ora prima dello spettacolo; le riduzioni sono riservate ai giovani fino a 26 anni, agli adulti oltre 65 anni e ai possessori di Bibliocard)

Calendario rappresentazioni
Roma, Teatro Argentina 10 - 29 aprile 2012
dal 10/4 al 15/4 Viaggio
durata: Atto I 54` | Atto II 1h 10`
dal 17/4 al 22/4 Naufragio
durata: Atto I 52` | Atto II 52`
dal 24/4 al 29/4 Salvataggio
durata: Atto I 54` | Atto II 1h 20`

Articolo di: Ilaria Guidantoni

Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma

Sul web: www.teatrodiroma.net

 

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