Thanks for Vaselina - Teatro Out Off (Milano)

Scritto da  Maria Pia Boido Mercoledì, 02 Ottobre 2013 

Thanks for VaselinaDall'1 al 6 ottobre. Tutte le famiglie felici sono simili fra loro, ogni famiglia infelice lo è a modo suo, ma famiglie felici forse non ne esistono più, in questo tempo in cui ogni giorno va in scena l’assurdità e la mancanza di senso di relazioni sempre in bilico tra la tragedia e la farsa. In un appartamento che è l’unico spazio della rappresentazione, vanno in onda tre atti di ordinaria domestica follia, tra coltivazioni di marijuana e perduti carlini corrieri della droga, madri fumatrici di spinelli e ciccione dal cuore tenero, troppo tenero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carrozzeria Orfeo presenta
THANKS FOR VASELINA
dedicato a tutti i familiari delle vittime e a tutte le vittime dei familiari
drammaturgia Gabriele Di Luca
regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
interpreti Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Beatrice Schiros, Alessandro Tedeschi, Francesca Turrini
musiche originali Massimiliano Setti
luci Diego Sacchi
costumi e scene Nicole Marsano e Giovanna Ferrara
disegni e locandina Giacomo Trivellini
organizzazione Luisa Supino
ufficio stampa leStaffette
coprodotto da Carrozzeria Orfeo e Fondazione Pontedera Teatro
in collaborazione con La Corte Ospitale, Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria

 

 

Interno quasi piccolo borghese, tavolo, tre sedie, finestra e divano; ed ecco che in questo ambiente modesto appaiono Fil e Charlie, aspiranti coltivatori semi–professionisti di marijuana, che cresce rigogliosa in armadi posizionati sul fondo del palcoscenico.
Charlie è un massimalista, ideologizzato, chiuso in una visione a senso unico della realtà e dei rapporti, impegnato in una lotta senza quartiere contro lo sfruttamento capitalista; Fil è un cinico, che mal tollera l’idealismo del compare.
Qualcosa, si capisce subito, è andato storto; la compagna di Fil, elemento di questa improbabile banda, si è involata, di lei non si sa più niente, come del Carlino utilizzato come corriere della droga e intercettato all’aeroporto, destinazione Messico.
Al quadretto si uniscono presto la madre di Fil, mammina cara che, come si apprende nel prosequio, ha un passato di ludopatia curato in clinica ed è sempre sull’orlo del vizio; Wanda, un’enorme imponente fatina rosa che agita un crick cercando di applicare le regole del corso di autostima; questo per tacer del padre, ultimo a comparire in scena, dall’indefinibile identità di genere (transessuale, bisessuale, lesbica?) e ostaggio di una setta religiosa.
La trama, fatta di mille intrecci e di dialoghi al vetriolo, violenti e tenerissimi, prosegue a ritmo indiavolato per tutti e tre gli atti; i personaggi si insultano, si rinfacciano colpe, si usano o provano a usarsi, ciascuno preda delle sue nevrosi e dei suoi fantasmi.
Il rapporto con l’altro è sempre sul filo dello scoppio d’ira, fino alla violenza fisica, perché l'altro non è che il corno di un conflitto perenne tra il bisogno di amore ed una disillusione che non salva niente: la religione, la famiglia, i santoni, le dipendenze, i rapporti filiali, la morte, la malattia.
Dramma corale, in cui l’unica pura è la povera Wanda, col suo amore simil incestuoso per il fratello spastico e nessun altro al mondo, agnello sacrificale pronta ad immolarsi per chiunque le dimostri un po’ di affetto, pronta a quasi tutto, cicciona antipatica, come rivendica quasi con un certo orgoglio; sarà lei infine a rappresentare, con un’improbabile gravidanza, lo sguardo che comunque si apre sul futuro, nonostante tutto, nonostante il fatto che, se mai uno infine riuscisse a ribellarsi, a pisciare sul destino, quel giorno il vento sicuramente girerebbe contrario.
Perché tutto è già deciso, e questi poveri personaggi, cui non si può non voler bene, sono già segnati, perduti e perdenti.
Il tutto, va detto, raccontato in un testo che è un meccanismo a orologeria; si ride tanto, e spesso, all’insegna del politicamente scorretto, si ride dei personaggi e dei loro tic, ma anche delle trovate più surreali, dei tormentoni, mentre a poco a poco ognuno svela la sua verità, il suo punto di vista, il suo personale modo di fare fallimento.
Perché di fallimento si tratta, questo è chiaro; non resta che un po’ di voce per ringraziare chi usa la premura di non fare troppo male, usando la vaselina, per l’appunto.

 

 

Teatro Out Off - via Mac Mahon 16, 20155 Milano
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45; domenica ore 16.00
Per esigenze sceniche i posti sono limitati
Prenotazione obbligatoria: 02/34532140

 

 

Articolo di: Maria Pia Boido
Grazie a: Marialuisa Giordano e Raffaella Ilari, Ufficio stampa leStaffette
Sul web: www.teatrooutoff.it - www.carrozzeriaorfeo.it

 

 

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