Testimonianze ricerca azioni - Teatro Akropolis (Genova)

Scritto da  Sabato, 17 Novembre 2018 

Sta chiudendo i battenti, a Genova, la nona edizione di un appuntamento ormai tradizionale nel panorama teatrale: il festival “Testimonianze ricerca azioni”. Organizzato, anche quest'anno, dal Teatro Akropolis con la direzione artistica di Clemente Tafuri e David Beronio. Nei primi giorni del cartellone, c'eravamo anche noi di SaltinAria.it, ospiti dell'organizzazione della kermesse.

 

La prima giornata, giovedì 8 novembre, è stata all'insegna della meraviglia, con due spettacoli, uniti dall’idea di instaurare un’inedita relazione col pubblico e andare oltre l’apparenza, che hanno fatto appello alle corde più fanciullesche degli spettatori. L'apertura è stata affidata alla compagnia spagnola Eia, con lo spettacolo circense "Espera", parola che in italiano significa “attesa”. Si è cominciato dalle campane, dalle corde e dalle trottole, per poi creare. Soprattutto a partire dai corpi dei due circensi, che ruotano, danzano, si arrampicano l'una sull'altro, fino a coinvolgere nelle loro creazioni anche gli ignari e imbarazzati spettatori delle prime file. Peccato solo per la mancanza di un costante e adeguato commento musicale, soprattutto negli inevitabili tempi morti. Lo spettacolo rientrava nel progetto "Critica e visioni sul circo contemporaneo", realizzato in collaborazione artistica con Boris Vecchio / Associazione Sarabanda. A seguire è toccato al duo di danzatrici palermitane Sabrina Vicari e Federica Aloisio mettere in scena "Eoika", parola greca che significa “sembrare qualcosa”. Arti che si allungano e si moltiplicano, schiene trasformate in volti, fino all'orgia finale in cui tutte le parti del corpo si mescolano e si confondono. Un tono che passa dal divertente all'horror, ma con il filo conduttore di una grande ed evidente fantasia nell'ideazione e nella realizzazione.

Venerdì 9 novembre si è proseguito con una serata interamente dedicata a Teatro Akropolis e alla sua ricerca sull’origine della creatività e alle sue prime espressioni organizzate. L'anima più teorica della compagnia ha trovato sfogo nella presentazione del volume "Trame nascoste. Studi su Giorgio Colli", edito da AkropolisLibri e a cura di Clemente Tafuri e David Beronio, che prende le mosse dall’omonimo convegno di studi tenutosi durante la precedente edizione del festival. Con la partecipazione della saggista e scrittrice Federica Montevecchi è stata illustrata la più importante raccolta di studi sul filologo, filosofo e traduttore fino ad oggi mai realizzata. Quanto alla pratica dell'azione sul palcoscenico, invece, questa si è sviluppata con la prima assoluta dello spettacolo di Teatro Akropolis "Pragma. Studio sul mito di Demetra", con Domenico Carnovale, Luca Donatiello, Aurora Persico e Alessandro Rosi diretti da Tafuri e Beronio. Uno studio su una delle tracce più antiche della cultura occidentale, il mito rappresentato nei misteri all’origine del teatro. La ricerca condotta sulle fonti e sugli studi filosofici ha portato alla composizione scenica della vicenda, alla rielaborazione di frammenti antichi in presenza del corpo in scena, attraverso le danze arcaiche e il potere archetipico della visione tragica.

La terza giornata è stata interamente dedicata alla danza Butoh, in collaborazione con Samantha Marenzi e Alessandra Cristiani ed ospitata per l'occasione dal palazzo Ducale, nel cuore della città della Lanterna. Un evento unico nel panorama nazionale e che ha riscosso un incredibile successo anche di partecipazione dall'estero. Un’alternanza di performance e riflessione (tre spettacoli, un incontro e una mostra) che ha messo a confronto i maestri e le ultime generazioni di performer. Ha aperto Alessandra Cristiani con "Clorofilla": un'interpretazione emotivamente intensa, aiutata dalla splendida cornice del salone del Maggior consiglio. Masaki Iwana (uno dei maestri Butoh più importanti al mondo) con "Vie de Ladyboy Iavn Ilitch" e Imre Thormann (allievo diretto di uno dei padri del Butoh, Kazuo Ohno) con la sua ultima creazione "Enduring Freedom" hanno completato il programma della giornata.

Il primo weekend del festival “Testimonianze ricerca azioni” si è concluso con il pomeriggio di domenica dedicato ad "Anticorpi Explo. Tracce di giovane danza d’autore", la realizzazione del network indipendente italiano composto da trentadue operatori attivi in quindici regioni. Tre i lavori selezionati per l'occasione. Francesco Colaleo e Maxime Freixas della compagnia Cie MF | Maxime&Francesco hanno danzato "Chenapan", uno spettacolo nostalgico (per le relazioni fisiche oggi sempre più spesso sostituite da quelle virtuali) ma anche divertente, ispirato tanto alla comicità di Stanlio e Ollio, quanto all’assurdità di Vladimiro ed Estragone di "Aspettando Godot". Simone Zambelli si è esibito in "Non ricordo", una riflessione sulla condizione degli uomini e sull'esperienza riportata al cuore, l'organo che per gli antichi era sede della memoria. Infine, Luna Cenere ha danzato "Kokoro", cioè il suo “essere interiore”: la ricerca di un’unicità dell’essere, un percorso interiore che si mostra nello spazio come un’architettura corporea.

Un inizio scoppiettante per questa nona edizione del festival, dalla durata ridotta nel tempo ma dal numero ancora maggiore degli spettacoli in programma. Il trionfo del duro lavoro del teatro Akropolis, che continua negli anni la sua difficile ricerca nel mondo dell'espressione corporea, esplorando generi spesso sconosciuti e oscuri ma che, anche grazie al loro impegno di riscoperta, continuano ad affascinare e ad attirare fette sempre maggiori di pubblico.


Articolo di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: Teatro Akropolis
Sul web: www.teatroakropolis.com

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