Teoria del Gender, questo sconosciuto (singolare maschile) - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Domenica, 31 Gennaio 2016 

Scioccante, irriverente, comico. Il punto di vista della Compagnia Teatrale Atopos sulla questione di scottante attualità della "Teoria del Gender": "Vi insegniamo noi un paio di regolette! L’educazione, la famiglia, questa gente maledetta, a confronto con il genere. Quindi il desiderio di invisibilità: dell' FtoM (Female to Male) e dell' MtoF. Dell' essere uomini oggi e dell' esserlo stati."

 

La Compagnia Teatrale Atopos presenta
nell'ambito della rassegna THE GENDER SHOW - Tre spettacoli senza paura
TEORIA DEL GENDER, QUESTO SCONOSCIUTO (SINGOLARE MASCHILE)
regia e drammaturgia Marcela Serli
con Cesare Benedetti, Laura Caruso, Nicole De Leo, Arianna Forzani, Antonia Monopoli, Stefania Pecchini, Irene Serini, Marcela Serli, Christian Zecca
assistente alla drammaturgia Irene Petra Zani
testi ispirati alle parole e ai pensieri di Roberto Borghi, Laura Caruso, Pier Ferdinando Casini, Nicole de Leo, Mario Mieli, Associazione Pro Vita, Matteo Salvini, La Sacra Bibbia, Irene Serini

 

Lo spettacolo inizia davanti al bar del Teatro Franco Parenti di Milano. La regista e anche interprete Marcela Serli sale su una pedana e richiama la nostra attenzione. Chiede se c’è qualcuno che vuole dire qualcosa di sé. Dopo il primo istante di panico generale che si ha sempre in questi casi, si capisce che è tutto preparato. Sale su una transessuale, che parla della sua trasformazione e del fatto che compierla era per lei di vitale importanza affinché potesse liberamente dare voce a se stessa, per esprimere la sua natura più profonda.

Poi entriamo in sala e inizia lo show. La front-man è una woman che senza dubbio prima era un man… Quello che hanno visto i miei occhi è: un’incredibile creatura piena di gioia, vita e dotata di uno straordinario senso dell’umorismo. Inizia lo spettacolo tra gag e battute sessiste davvero divertenti, specialmente se si pensa che c’è chi dice certe cose credendoci davvero. La nostra presentatrice ha il supporto di due stagiste una più assurda dell’altra: l’imbranatissima Maria Teresa (se non ricordo male) e Isabel, irreprensibile americana dal piglio severo.

Lo show regge bene e ci fa davvero divertire finché ad un certo punto arriviamo ad un cambio di registro, la regista sembra dire: “Fin qui abbiamo scherzato, ma adesso facciamo sul serio”. Entra in scena un ragazzo, Christian, che ci racconta come dalla Cristina che era è diventato il ragazzo che è oggi, della situazione della sua carta d’identità e dei mille lavoretti che è costretto a fare. Purtroppo la storia era più efficace quando si scherzava, lo spaccato di vita vissuta non convince e la storia di Christian-Cristina non commuove come dovrebbe. Si avverte quasi un sottile senso di fastidio nel vedere qualcuno che cerca di impietosire per la sua triste situazione. Per fortuna il passaggio è breve, Christian-Cristina sdrammatizza quasi subito, cercando di tirare fuori quanta più ironia può. Non è un attore viene da pensare, questo un po’ affatica il ritmo dello spettacolo che in ogni caso subisce una certa empasse in questo momento.

Si giunge dunque alla conclusione dove la nostra front-woman che prima era un man, si spoglia nuda (in slip) mostrandoci con totale semplicità e onestà il suo corpo. Un corpo non perfetto e tonico, ma autentico. Un corpo che ha in sé due storie e due vite che si amalgamano in mostro strano e innaturale e naturale allo stesso tempo. In tempi come questi, con il “Family Day” che ci siamo lasciati alle spalle, si parla e molto di genere e di diritti. C’è tanto da cambiare ancora. Ma viene da chiedersi: chi è davvero l’essere più debole? Quando le vittime cessano di essere tali, escono da questo ruolo e camminano per la strada con serenità, profondamente felici di quello che sono, le cose inevitabilmente cambiano. Con questo spettacolo si apre senz’altro un dibattito, un dialogo allegro su un tema che può smettere di causare sofferenze e può diventare un punto di grande svolta per tutti.

Gli interpreti di questo lavoro colpiscono, si mettono a nudo e in tutte le declinazioni possibili dell’azione. In questo momento storico, oggi, è di vitale importanza che progetti come questo continuino, si perfezionino, approfondiscano e crescano. Marcela Serli e i suoi attori stanno facendo qualcosa di utile oltre che divertente e intelligente, utile davvero a tutti, anche ai maschi alfa. A quei maschi a cui è stato detto da bambini che piangere, mostrare le emozioni, essere gentili era roba per femminucce.

 

Teatro Franco Parenti - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono biglietteria 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: mercoledì e venerdì ore 22.00
Biglietti: intero 15€

Articolo di: Caterina Paolinelli
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

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