Teatro Millelire - Presentazione della stagione teatrale 2012-2013

Scritto da  Giovedì, 06 Settembre 2012 

Teatro Millelire

Con emozione serena e la tensione incerta degli inizi, Lorenzo De Feo e Antonio Lupi, direttori artistici del neo-nato spazio teatrale Millelire, sito in Via Ruggero di Lauria 22, hanno presentato alla stampa e agli addetti ai lavori la programmazione della prossima stagione teatrale. Inaugurato nel giugno scorso, il teatro trova la propria sede in un locale situato all’interno di un cortile di un palazzo del ‘900 nei pressi di Piazzale degli Eroi, nel territorio del XVII Municipio capitolino.

 

 

E’ proprio con i ringraziamenti al Presidente dell’istituzione territoriale di cui fa parte l’Associazione Culturale Millelire che prende il via l’evento. Lorenzo De Feo chiama sul palco e ringrazia Antonella De Giusti per l’impegno e la sensibilità dimostrata per la diffusione nel territorio di propria competenza di eventi culturali. Antonella De Giusti sottolinea ancora quanto sia importante, per il senso etico e culturale della cittadinanza, la pianificazione di eventi teatrali, non trascurando di affermare quanto sia significativo l’aspetto promozionale; si impegna, allo scopo, a pubblicare sul sito istituzionale del suo Municipio un link che riporti le attività e la programmazione del teatro.

Si comincia illustrando le attività fuori cartellone, seminari e workshops. Vengono chiamati sul palco Maria Pia Fiacchini (sorella di Renato Zero, fondatore di Fonopoli) e Vincenzo Incenzo per la presentazione delle attività di Fonopoli, organizzazione che – come sottolineato dalla Fiacchini – opera ormai da più di vent’anni praticando, un po’ “dietro le quinte”, tutte quelle attività che possono definirsi e ricondursi ad un modello di “arte di periferia”. Incenzo sottolinea quanto sia deleterio per un paese tenere conto solo dei numeri, facendo chiaro riferimento al PIL e a tutti i parametri di economia che vengono considerati per valutare un paese; un paese si qualifica per la sua cultura, la sua arte: esse sono l’unica formula possibile per qualificare ed elevare un paese.

Le tre iniziative con cui Fonopoli sarà presente presso Millelire sono:

“I lunedì di Fonopoli” - tre serate in cui verranno presentate proposte artistiche già seguite e selezionate: una serata a tema, una serata dedicata alla canzone d’autore, una serata “rosa” dedicata all’arte al femminile;

“La canzone in cui viviamo” – un seminario che, come sottolineato dallo stesso Incenzo, è un viaggio attraverso le strategie compositive, un percorso di scrittura creativa per capire e conoscere come si costruisce una canzone;

“Fotografia? Si grazie” – un workshop sulla teoria e sulla pratica fotografica, di Alessandro Leone.

E’ la volta di Mirella Mazzeranghi che, invitata sul palco, presenta il suo laboratorio intitolato “Il Monologo” e spiega la specificità di questo particolare componimento teatrale per esaltare le potenzialità artistiche dell’attore. Il laboratorio verterà quindi sul componimento drammaturgico che più esprime l’emotività e la presenza scenica percorrendo le opere di quattro autori classici per arrivare ad affrontare e dare vita al personaggio.

Un altro workshop per attori sarà condotto da Nadia Baldi. Denominato “Apparizione di una Storia” realizzerà il concetto, ormai in disuso, di “cantina”, realtà storica che viene ricordata come luogo-simbolo da cui sono nati, artisticamente, personaggi del calibro di Carmelo Bene, Carlo Cecchi, Toni Servillo.

De Feo dà il via ora alla presentazione delle Compagnie presenti in sala e in cartellone con i loro spettacoli, sottolineando come sia bastato un solo lancio sulla rete web affinché molte Compagnie abbiano proposto la propria candidatura alla programmazione del Millelire. Precisa poi che, trattandosi di una programmazione nazionale, molte delle Compagnie – oggi – non hanno potuto esser presenti.

Si comincia con l’affermazione, non priva di sentito orgoglio, da parte dei due direttori artistici di aver voluto dare, nella scelta degli spettacoli in cartellone, maggiore spazio alla drammaturgia contemporanea, e assoluta e prioritaria considerazione al requisito della qualità.

L’intento preciso e fermo è quello di voler dare a questo spazio la connotazione di “salotto culturale”, piuttosto che ridurne l’uso ad uno spirito, piuttosto degradato, da “affittacamere” come tanti club invece, purtroppo, usano fare.

Giselda Palombi della Compagnia Grosso Gatto presenta i due spettacoli in programmazione di cui cura la regia: “Sotto un manto di stelle” e “Santi, Suore e Profezie” testo descritto come altamente anticlericale, al punto da sortire naturale ironia sulla possibilità che venga censurato prima della sua rappresentazione.

Il regista Giuseppe Tesi è in cartellone con “Dialogo….?” di Natalia Ginzburg, un testo sull’incomunicabilità di una coppia. Per realizzare questo lavoro Tesi – lo ha spiegato lui stesso  - ha attinto, svolgendo una fitta e profonda analisi, anche da altri testi della Ginzburg, per arrivare a rappresentare nel modo più completo possibile la profonda inquietudine e il senso di incomunicabilità dei personaggi. Tesi è in cartellone anche con lo spettacolo che chiuderà la stagione, “L’impero dei sensi di colpa” di Duccio Camerini, che racconta la storia di una donna invaghitasi, complice una videocassetta porno, di uno spogliarellista. L’attore per questo ruolo (come si evince anche dal programma) non è stato ancora designato e, sottolinea con ironia il regista, la scelta sarà molto accurata perché dovrà avere il "phisique du role".

Sale sul palco Andrea Martella della Compagnia Vuoi dei Kiwi, in cartellone con la regia di “Quattro figlie, quattro città”, un adattamento di un testo di Enrico Maria Lamanna. E’ una storia di relazioni familiari, minate da questioni importanti come la malattia e l’eutanasia. Consapevole della difficoltà di affrontare nel modo giusto temi importanti e dolorosi come quelli cui abbiamo fatto cenno, Martella sottolinea con soddisfazione di essere riuscito nell’intento usando l’ingrediente più idoneo, la leggerezza.

Forte e chiaro il riferimento alla SLA, malattia diffusa di cui spesso si parla quando colpisce persone famose, ma che – purtroppo – colpisce anche tante persone di cui mai si parla; lo spettacolo diventa dunque un mezzo attraverso cui poterlo fare, anche perché parte dell’incasso che ne deriverà sarà devoluto alla ricerca per lo studio della malattia.

E’ la volta della presentazione di un testo che tratta un tema delicato e importante attraverso il dialogo tra due donne: il nazismo e i suoi crimini. Sale sul palco il regista Harris Freedman che presenta, insieme alle due protagoniste Lydia Biondi e Michetta Farinelli, lo spettacolo “Ella’s secret”. Con rigoroso rispetto e con delicata commozione il regista spiega, in un italiano simpaticamente “stentato”, la drammaticità del dialogo, che diventa anche scontro, tra due donne coinvolte in una vicenda umana spietata e dolorosissima.

“L’odore del mondo” è lo spettacolo che porterà in scena Gisella Szanislò. Intervenuta sul palco con Iacopo Maria Bicocchi che ne cura la regia, parla del suo monologo scritto ispirandosi alla storia vera, vissuta con atroce sofferenza a seguito di un episodio che le sconvolge la vita, di una ragazza moldava tradita proprio dal suo nucleo familiare. Il racconto si svolge, come sottolinea con allegra soddisfazione l’autrice, sul filo di una “ricetta” che conferisce al testo quella leggerezza e quella delicatezza di cui un testo così forte ha bisogno per essere rappresentato in modo allettante.

Risale sul palco Harris Freedman per il suo “Cajkovskij” che sarà rappresentato su questo palco in prima mondiale, anticipato “solo” da una lettura scenica al Covent Garden di Londra. Sul palco con lui Irma Ciaramella (protagonista femminile insieme a Elisabetta Ventura, oggi assente) e Carlo Greco (assente anche Gianluigi Pizzetti, l’altro protagonista maschile). Quattro attori che portano in scena dieci personaggi. E’ la storia del compositore russo e del suo travaglio esistenziale vissuto in una realtà storica dove l’omosessualità era motivo di illegalità (in alcuni paesi della Russia lo è ancora oggi) e di persecuzione.

Ancora un ritorno sul palco per Nadia Baldi, protagonista e regista della pièce “La morte della bellezza”. Tratto dal romanzo di Giuseppe Patroni Griffi, lo spettacolo ne ha certamente decretato il successo editoriale. E’ la storia romantica, tenera, e crudele al tempo stesso, di due giovani omosessuali, ambientata nello scenario della città di Napoli ai tempi della seconda guerra mondiale.

Sempre per la regia di Nadia Baldi andrà in scena in primavera “Aspettando Medea”, una rivisitazione ironica, e al contempo drammatica, di un personaggio della letteratura classica ad opera di due donne molto diverse tra loro che ne affronteranno, fino anche a confondersi nel personaggio, i sentimenti più profondi e più viscerali.

E’ la volta di Edoardo Andreani della Compagnia Full HP presente in cartellone con tre spettacoli: “That’s amori” è un testo che affronta il sentimento universale dell’amore realizzato attraverso una messa in scena che attinge da testi di vari autori, canzoni memorabili, immagini storiche; “Coma profondo” è la storia di un uomo che, in questa delicata condizione, ripercorre, con il naturale e imprescindibile istinto di conservazione, gli ultimi anni della sua vita. Un percorso psicoanalitico in cui protagonisti diventano l’Io e il Super-io di freudiana memoria; “Ossigeno”, una parabola sulla fragilità umana che da sintomo di debolezza può diventare un punto di forza e opportunità di rinascita.

Si chiude in bellezza ricordando lo spettacolo che tornerà in marzo su questo palco dopo i successi riscossi in quattro anni di repliche in giro per l’Italia: “Sono diventato Etero”. E’ la storia del rapporto tra una madre e un figlio omosessuale, con i suoi risvolti di egoismo, ribellione e passione.

Si arriva ai saluti con un simpatico intervento canoro, molto ironico e caratterizzato, di una giovane cantante, Emma, già apprezzata in apertura con la non casuale “Millelire al mese”. Nel finale allieta i presenti proponendo una canzone degli anni Cinquanta, a cui fa riferimento anche il suo stravagante look, “Marilù”.

Applausi e appuntamento all’11 settembre, data scelta non casualmente per iniziare la stagione, perché, conclude De Feo, “dopo una tragedia c’è sempre una rinascita”.

 

Articolo di: Isabella Polimanti

Grazie a: Ufficio stampa Carla Fabi & Barbara Ghinfanti Comunicazioni;

Ufficio stampa Rocchina Ceglia

Sul web: www.millelire.org

 

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