Teatro Delusio - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Sabato, 30 Novembre 2019 

Al termine di una lunga tournée italiana, dal 5 al 17 novembre il Teatro Sala Umberto ha ospitato lo spettacolo “Teatro Delusio”, creato dalla compagnia Familie Flöz nel 2004. Giocando tra scena e retroscena, i tre interpreti presentano una sequela di personaggi in maschera che racchiudono un universo teatrale completo e in larga parte onirico.

 

Familie Flöz, Arena Berlin e Theaterhaus Stuttgart presentano
Familie Flöz in
TEATRO DELUSIO
di Paco González, Björn Leese, Hajo Schüler e Michael Vogel
con Andres Angulo, Johannes Stubenvoll, Thomas van Ouwerkerk
musica Dirk Schröder
maschere Hajo Schüler
costumi Eliseu R. Weide
disegno luci Reinhard Hubert
direttore di produzione Gianni Bettucci
assistente di produzione Dana Schmidt

 

Entrando in sala, il pubblico trova il sipario aperto. Quelli che di primo acchito si direbbero tre giovani tecnici sono alle prese con gli ultimi ritocchi prima che lo spettacolo effettivo abbia inizio: spostano praticabili, sistemano elementi scenografici, si affaccendano di qua e di là per poi sparire. Una figura minuta, vestita di bianco, entra in scena fluttuando sulle assi di legno del palcoscenico. I tre tecnici, ora manovratori, la animano con grazia e maestria. Chi è? Da dove viene? Impaurita, velata di stupore e mistero, fragile e lirica come il teatro, dopo una breve apparizione lascia spazio al trambusto magico del dietro le quinte.

“Teatro Delusio”, infatti, porta in scena quanto solitamente rimane celato agli spettatori. È il logorante ed entusiasmante lavorio che avviene all’ombra della ribalta a costituire la cornice drammaturgica di quadri, numeri e vicende disparate create dagli autori Paco González, Björn Leese, Hajo Schüler e Michael Vogel. Al centro del teatro nel teatro, tre tecnici di scena: Bob, Bernd e Ivan. Solo un fondale separa il palco che abitano, sotto agli occhi della platea astante, dal palco immaginario per cui si affaticano. Un palco che appena intuiamo, in cui vediamo entrare ballerine e cantanti d’opera, personaggi ornati di parrucche e in abiti barocchi, ma che tuttavia ci rimane ignoto. Dall’altro lato di quella fila di quinte, un altro pubblico gode le meraviglie di uno spettacolo per noi inaccessibile, che ci sembra più vero di quello a cui stiamo assistendo; al di là, un altro pubblico applaude e ride. A noi, il raro privilegio di spiare i rumori fuori scena.

Per un’ora e trenta, gli attori sfilano con fluidità estrema da un personaggio all’altro, fino a presentare quasi trenta caratteri: inservienti, attori, registi, coreografi, musicisti e direttori d’orchestra, addetti alle pulizie, vecchi e giovani, uomini e donne, grassi e magri, addirittura un fantasma dell’opera. Tanto che a tratti appare faticosissimo credere che gli interpreti in scena siano solo tre, per quanto eccellenti: Andres Angulo, Johannes Stubenvoll e Thomas van Ouwerkerk.

Lo spettacolo racchiude i linguaggi propri della compagnia internazionale con sede a Berlino: sin dalla fondazione, i Familie Flöz si dedicano alla sperimentazione con le maschere, con il teatro di figura, con il teatro fisico, con la clownerie, con l’improvvisazione. Si tratta di codici poco frequentati dal teatro contemporaneo, che spesso cede il passo a sterili intellettualismi, talvolta illeggibili, imperscrutabili, talaltra semplicemente noiosi o propinati con arroganza.

Solo di rado creazioni del genere trovano spazio nella stagione romana, riscuotendo generalmente una sorprendente partecipazione da parte del pubblico, che sfiora - come nel caso di “Teatro Delusio” dei Familie Flöz - il tutto esaurito quasi ogni sera. Occorrerebbe dunque interrogarsi sul perché il circuito istituzionale non integra simili operazioni nella propria programmazione, prediligendo troppo spesso i soliti noti di un teatro esangue.

 

Teatro Sala Umberto - Via della Mercede 50, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari botteghino: lunedì chiuso, martedì-venerdì 11-19, sabato 12-19, domenica 12-18
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, sabato 5 ore 17 e ore 21
Biglietti: da 19 a 34 euro

Articolo di: Cecilia Carponi
Grazie a: Silvia Signorelli e Monica Menna, Ufficio stampa Teatro Sala Umberto
Sul web: www.salaumberto.com

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