Taxi a due piazze - Teatro Sette (Roma)

Scritto da  Giovedì, 22 Marzo 2018 

Metti un tassista romano che, grazie ad un’invidiabile capacità organizzativa, si destreggia in una quotidianità abbastanza complicata fra il matrimonio con Carla e quello con Barbara. Aggiungi poi un incidente destinato a scardinare un impianto logistico ben congegnato, un amico fanfarone pronto a dare una mano, due agenti di polizia alquanto pittoreschi e un vicino di casa omosessuale piuttosto sopra le righe. Completa con una compagine attoriale ben affiatata ed ecco che la brillante commedia degli equivoci di Ray Cooney, «Taxi a due piazze», è pronta ad andare in scena per regalare due ore di divertimento leggero, elegante, senza sbavature. Lo spettacolo, diretto ed interpretato da Matteo Vacca, sarà in scena al Teatro Sette fino al 25 marzo.

 

Politeama Srl presenta
TAXI A DUE PIAZZE
di Ray Cooney
traduzione e adattamento Maria Teresa Petruzzi
con Matteo Vacca, Marco Morandi, Alessandro Tirocchi, Morgana Giovannetti, Maurizio Di Carmine, Ludovica Di Donato, Gabriele Carbotti
luci Gianmarco Cacciani
foto Lorenzo De Francesco
scenografie Claudio Petrucci e Daniele Iraci
grafica Marco Animobono
aiuto regia Francesca Milani
regia Matteo Vacca

 

Adattata quel tanto che basta alla società italiana e all’evolvere dei tempi, la dirompente macchina teatrale di «Taxi a due piazze», farsa in due atti del drammaturgo britannico Ray Cooney, approda sul palco del Sette, dove un collaudato gruppo attoriale - composto da Matteo Vacca (anche regista), Marco Morandi, Alessandro Tirocchi, Morgana Giovanetti, Maurizio Di Carmine, Ludovica Di Donato e Gabriele Carbotti - si esprime al meglio nell’ambito di un testo incastonato su una carrellata di equivoci, menzogne, mezze verità e garbati doppi sensi.

C’è da dire che la sfida è stata vinta, soprattutto se si premette che proporre in scena una pièce di tale portata è tutt’altro che facile. Il divertimento è assicurato, infatti, solo a patto che il congegno sia frutto di un rodaggio maniacale, sottoposto ad un lavoro di limatura e perfezionamento. Il rimpallo continuo di battute deflagra se c’è una cadenza ben definita, in grado di arrivare con i tempi giusti al pubblico. I ritmi comici sono strettissimi e richiedono una concentrazione che non lascia spazio alla distrazione. Se si aggiunge che in passato lo spettacolo è stato portato al successo dal grande Johnny Dorelli e in tempi più recenti da un artista del livello di Gianluca Guidi - accompagnato nella felice avventura dall’eclettico Giampiero Ingrassia -, si può arrivare alla conclusione che Matteo Vacca ha scelto di cimentarsi in un lavoro il cui connotato principale non è la semplicità, né tantomeno la possibilità di contare su un esito più o meno scontato. Il risultato è ottimo: gli artisti hanno dato il meglio, la firma registica ha ben tracciato i contorni della rappresentazione e il prodotto finale ha sinceramente convinto.

La storia è nota. Mario Rossi (Matteo Vacca), un individuo apparentemente ordinario, se non addirittura anonimo per aspetto e stile di vita, si rivela ben diverso da quello che sembra. Si potrebbe dire che si barcamena, o forse più appropriatamente, si muove con dimestichezza nel turbinio di una doppia vita coniugale: quella con Carla (Morgana Giovannetti), che si volge nell’appartamento di piazza Risorgimento 35, e quella con Barbara (Ludovica Di Donato) nella casa a piazza Irnerio 100. Del resto, guidando il taxi e curando meticolosamente l’agenda stilata a suon di insospettabili acronimi, l’uomo dice di poter gestire il tutto al meglio, perché in soli quattro minuti e mezzo riesce a muoversi da un quartiere all’altro senza problemi. Già, peccato che l’imprevisto sia dietro l’angolo ed un piccolo incidente costringerà il povero Rossi ad un pit stop al Pronto Soccorso dell’ospedale Santo Spirito dove, in evidente stato confusionale, dichiarerà due diversi indirizzi di residenza per una sola generalità, attivando così un doppio meccanismo di indagine. Una di queste verrà condotta dall’agente Percuoco, affetto da una miriade di piccoli e grandi tic nervosi (Marco Morandi), l’altra invece sarà seguita dal poliziotto Ferroni del Commissariato Aurelio (un simpaticissimo Maurizio Di Carmine), sempre pronto a dispensare pillole di saggezza provenienti, almeno così sembrerebbe dall’intercalare costituito dai continui “frechete”, dal litorale abruzzese. Si inserirà in questo quadro particolarmente caotico Walter Fattore (davvero spassosa la versione proposta da Alessandro Tirocchi), amico disoccupato del protagonista con l’ambizione di rimanere tale, che cercherà di dare una mano senza grande successo. L’escalation di confusione sarà ulteriormente alimentata dall’arrivo di un inquilino ostentatamente gay (interpretato da Gabriele Carbotti che, con poche pennellate, conferma di possedere una felice padronanza dello spazio scenico), artefice di uscite del tutto decontestualizzate.

L’allestimento di Claudio Petrucci e Daniele Iraci riproduce l’ambientazione classica in cui si svolge la commedia, con l’unica differenza di aver spostato specularmente le entrate e le uscite rispetto alla versione originale.

Insomma, lo spettacolo è davvero ben strutturato e raggiunge l’obiettivo di conquistare il pubblico offrendo una serata all’insegna del divertimento e della leggerezza.

 

Teatro Sette - Via Benevento 23, 00161 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.44236382, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal lunedì al sabato 10.30-21, domenica 16-18
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18, lunedì riposo
Biglietti: intero € 24, ridotto € 18 (prevendita compresa)

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Andrea Martella, Ufficio stampa Teatro Sette
Sul web: www.teatro7.it

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