Taxi a due piazze - Teatro Marconi (Roma)

Scritto da  Lunedì, 16 Maggio 2016 

Equivoci, bugie, sospetti. Ma, soprattutto, tantissime risate. Sono sostanzialmente questi gli ingredienti di «Taxi a due piazze», la brillante farsa firmata da Ray Cooney andata in scena al Teatro Marconi fino al 15 maggio. A valorizzare la velocità del testo, elemento imprescindibile del successo di qualunque commedia degli equivoci, è la firma registica di Gianluca Guidi, sul palco assieme a Giampiero Ingrassia.

 

Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro presenta
TAXI A DUE PIAZZE
di Ray Cooney
versione italiana di Jaja Fiastri
con Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia
con la partecipazione di Renato Cortesi
e con Silvia Delfino, Francesca Nerozzi, Piero Di Blasio e Riccardo Bocci
scene di Nicola Cattaneo
costumi di Lisa Gastoni
luci di Stefano Lattavo
regia di Gianluca Guidi

 

Due ore di sano divertimento, di quello svago intelligente che il teatro riesce a regalare quando lo spettacolo scelto è ben presentato, fluidamente interpretato e, cosa non secondaria, rispettosamente proposto al pubblico presente in sala. È il caso di «Taxi a due piazze», la piacevolissima farsa in due tempi scritta da Ray Cooney andata in scena fino al 15 maggio nella nuova struttura del Marconi di Roma. Il lavoro si presenta come una miscela esplosiva di equivoci, scariche di battute, educati doppi sensi, ilarità semplici ma estremamente efficaci e, di quanto in quando, di piccoli siparietti improvvisati, il cui effetto dirompente è diretta conseguenza dell’intenso affiatamento fra gli artisti.

Il buon esito di questa pièce deve molto al ritmo serrato dei dialoghi, sostenuto con la naturalezza che è possibile attendersi solo da due fuoriclasse come Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia. E, indiscutibilmente, parte del successo deve essere attribuito anche alla traduzione, nonché all’adattamento del testo al quadro linguistico e culturale italiano, frutto della competenza dell’espertissima Jaja Fiastri, storica collaboratrice della ditta «Garinei & Giovanni».

Ha una vita coniugale decisamente complicata il personaggio principale della storia, un tassista il cui nome così ordinario, Mario Rossi (Gianluca Guidi), evoca erroneamente una convenzionale normalità, che invece è inversamente proporzionale alla complicatezza della condotta familiare architettata. L’uomo risiede in piazza Risorgimento 25 con Carla (Silvia Delfino), sposata in chiesa ma, allo stesso tempo, è domiciliato al numero cento di piazza Irnerio, dove condivide l’appartamento con l’affascinante Barbara (Bianca Maria Lelli), presa in moglie con rito civile a pochi mesi di distanza dal primo matrimonio. Questa condizione è forse un po’ faticosa, ma con tutta evidenza appagante se è vero, com’è vero, che l’esuberante autista riesce a gestire il ménage in modo impeccabile schivando intoppi, rispettando orari, evitando gaffe e ricordando perfettamente l’impronta data alla quotidianità fissata con le due donne, ciascuna delle quali, com’è prevedibile, è ignara dell’esistenza dell’altra.

La meticolosa organizzazione dell’impegnatissimo signor Rossi è destinata a saltare in aria quando lo stato confusionale in cui si trova per via di una “borsettata” in testa, guadagnata nel maldestro tentativo di impedire uno scippo nei pressi di piazza Barberini, porta il malcapitato a dare indirizzi diversi a chi si è preso cura di lui. L’effetto prodotto è quello di attivare così un duplice meccanismo d’indagine, condotto da un lato dall’ispettore Basaglia (Riccardo Bocci) del Commissariato Prati e, dall’altro, dal brigadiere Laurinchia (Renato Cortesi) del quartiere Aurelio. Un contesto particolarmente confuso, in cui arriva ad inserirsi lo scombinato amico Walter Fattore (Giampiero Ingrassia) che, trascinato suo malgrado nel turbinio degli eventi, cercherà come può di dare una mano, senza riuscire a produrre grandi risultati.

Lo spettacolo, nel suo genere, è una piccola perla di scrittura, valorizzata dalla firma registica di Gianluca Guidi che, ancora una volta, è in grado di esprimersi al meglio nella prova in cui ha scelto di misurarsi. Un vero e proprio professionista del palcoscenico è il bravissimo Giampiero Ingrassia che, se mai ce ne fosse bisogno, conferma di essere un artista capace di cimentarsi nei testi più disparati ottenendo sempre risultati di grande livello. Molto brava anche Silvia Delfino, affiancata da Francesca Nerozzi, Pietro Di Blasio, Riccardo Bocci e, dulcis in fundo, dallo spassoso Renato Cortesi.

È impossibile non lasciarsi travolgere dalla comicità impetuosa della rappresentazione, dal vortice delle battute, dalla simpatica confusione architettata da questi due incredibili interpreti. In sintesi, si tratta di un prodotto vincente, in cui l’azione dinamica sfruttata al meglio da una direzione scrupolosa, incontra l’umorismo pungente potenziato dall’evidente armonia creatasi fra i membri di questa vivace ensemble attoriale.

 

Teatro Marconi - viale Guglielmo Marconi 698e, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06 5943554, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal 3 al 15 maggio, venerdì e sabato ore 21 domenica ore 17,30
Biglietti: intero €24, ridotto €20

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Ufficio stampa Rocchina Ceglia
sul web: www.teatromarconi.it

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