Tanti lati - Latitanti - Teatro Nuovo (Milano)

Scritto da  Mercoledì, 01 Novembre 2017 

Il teatro più centrale di Milano è senza dubbio il Teatro Nuovo di piazza San Babila, in verità uno dei più vecchi, con una storia di spettacoli che ha sentito le bombe della seconda guerra mondiale. Grande, comodo e in queste serate pieno di gente accorsa a vedere l'ultimo show di Ale e Franz intitolato 'Tanti lati - Latitanti'; quando cala il buio, una fioca luce illumina una grossa luna piena che si staglia nella notte e, sulla destra, un tronco d'albero secco, con un'unica foglia attaccata in alto. Franz è appoggiato al tronco, seduto a terra e borbotta, mentre Ale canta una canzone in milanese che parla appunto della luna. Franz si tira su, si gira e grida: “Voglio la luna!” e Ale si mette a saltellare dicendo “Te la prendo io, te la compro!”, ma non si può…

 

ITC 2000 presenta
Ale e Franz in
TANTI LATI - LATITANTI
scritto da Alessandro Besentini, Francesco Villa, Antonio De Santis e Alberto Ferrari
regia Alberto Ferrari

 

Subentra la voce inconfondibile e profonda di Jimi Hendrix con un brano antico ma eterno e sullo sfondo appaiono immagini proiettate su un telone, finché il palco resta vuoto, con solo un tavolino tondo e due sedie. La nuova scenetta mostra che Ale ha ordinato una cenetta afrodisiaca, con tanto di ostriche e champagne, ha perfino ingoiato la pillolina blu… ma la sua Maria, che non vedeva da vent'anni e ha ritrovato sui social, è un po' in ritardo. Il cameriere appare e scompare sempre meno a proposito, specie quando a sedersi al tavolo sarà Franz, che Ale tenta di cacciar via perché aspetta una donna. Il cameriere in questione è interpretato da Antonio De Santis, che ha contribuito alla scrittura del testo con Alessandro Besentini e Francesco Villa, i veri nomi del duo comico, assieme ad Alberto Ferrari, che è pure il regista.

Questo è solo l'inizio di un qualcosa che andrà molto oltre la gag, anche se il pubblico ride di gusto: diciamo che si comincia a capire che i due simpatici amici stavolta hanno deciso di offrire uno spettacolo dai contenuti più intensi, su cui meditare, insomma, oltre che ridere. E ci sono riusciti eccome! Ovviamente è opportuno non svelare la storia di Maria e di Enrico, l'uomo che pensava di ritrovare l'antico amore, perché chi andrà poi a teatro ha diritto alla sorpresa. La serie di personaggi che si susseguirà sul palcoscenico ci mostrerà tra gli altri un tipo che entra in chiesa per rubare le offerte ma poi resta fulminato dal fatto che la statua di Sant’ Antonio da Padova si muove e gli parla. Lo sketch si fa surreale quando pure la testa del bambinetto che il Santo tiene in braccio si muove e gli si accendono pure gli occhi, manco fosse un robot!

Le risate si sprecano anche se si percepisce la sensazione che, sotto ai sorrisi, serpeggi una vaga inquietudine provocata da cose decisamente fuori posto. Il ladro rinuncia ai soldi delle offerte ma vuole la grazia, ovvero ricevere una valigia piena di soldi, e si ritrova invece in una conversazione che porta lui e il Santo a curiose confidenze, tipo chi sono e da dove vengono. Sant’Antonio confessa che lui viene sì da Padova ma in realtà è originario del Portogallo e quando la conversazione si sposta su San Nicola da Bari, la statua gli confida che pure quel Santo non era proprio pugliese bensì proveniva dalla Turchia. “Tu sei portoghese e quello era turco?” dice allibito Ale. “Ma ci sono pure i santi extracomunitari? E quelli nostrani dove stanno? Gli avete portato via il lavoro!”.

Anche qui lascio agli spettatori la possibilità di assaporare le divertenti battute che seguono ricordando che, dopo le repliche milanesi al Teatro Nuovo, ne seguiranno numerosissime altre in tutta Italia sino a metà dicembre. Di scenette esilaranti ce ne saranno tante, anche quella dei due vecchietti che fa sempre molto ridere, con Franz descritto da Ale come “Il terrore degli autovelox... Muoviti, prima che i tarli ti mangino tutto il bastone!”. E fa sempre spanciare dalle risate sentire Franz dire, quando finalmente si è seduto: “Ah... si è fatto tardi, è ora di andare a casa”. La musica di sottofondo regala un bel brano di Jannacci mentre i nostri due protagonisti parlano di voler trovare Dio, che pare sia ovunque, quindi forse anche a Milano. Una canzone brasiliana riporta a un'allegria meno pensierosa. Spassosa pure la storiella di Ale, padrone di un cane terranova, grande e grosso, e di Franz, che lo rimprovera perché lo tiene in città, in appartamento, finché lui decide di liberarsene.

Abituati agli show televisivi o a Zelig, con il duo che interpretava buffi banditi da strapazzo o due sconosciuti che si incontrano sempre al parco sulla stessa panchina, qui si ritroveranno anche l'omino che gioca alle bocce o un becchino che pretende di vendere la tomba subito perché adesso c'è lo sconto del 10%, un'occasione da non farsi scappare... Verso la fine sentiamo la voce intensa e roca di Alda Merini che recita una delle sue stupende poesie di disperazione e amore infinito, mentre il suo volto appare in bianco e nero sul fondo assieme ad altre immagini.

Decisamente insolito l’epilogo di questo spettacolo, comico ma non solo, ed il duo viene a prendersi gli applausi, che sono stati tanti anche a scena aperta, andando finalmente a svelare l'arcano. Gli autori hanno voluto coniugare le battute puramente allegre con brani tratti da un libro in cui sono stati pubblicati tantissimi foglietti coi pensieri degli ospiti dell'ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini. Quando quel manicomio fu chiuso anni fa, nel fare pulizie sono stati trovati centinaia di bigliettini nel parco, nascosti un po' ovunque, una donna ha raccolta il tutto e ne ha stampato un volume. I loro pensieri sono piaciuti tanto, forse siamo tutti un po' matti ma la profondità e la semplicità di molte battute provengono da lì. Inoltre Ale e Franz chiedono di sostenere una campagna, 'Non toccatemi la mamma', promossa dall’associazione Amici dei Bambini (www.aibi.it) il cui banchetto si trova nel foyer del teatro, che aiuta le donne maltrattate e i loro figli, il che sottolinea come i nostri due artisti siano proprio brave persone, non solo portentosi comici.

 

Teatro Nuovo - piazza San Babila, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/794026, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal 24 al 29 ottobre; ore 20.45, domenica ore 15.30
Biglietti: settore giallo 39.50€, settore blu 34.50€, settore verde 29.50€

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Rocchina Ceglia, Ufficio stampa Teatro Nuovo di Milano
Sul web: www.teatronuovo.it

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