Tante facce nella memoria - Teatro India (Roma)

Scritto da  Domenica, 25 Marzo 2018 

Ritornano sul palcoscenico del Teatro India le sei protagoniste di “Tante facce nella memoria”, l’atto civile di sei interpreti donne nei panni di altrettante donne legate in modi diversi agli uomini innocenti trucidati nell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Regia di Francesca Comencini, con Mia Benedetta, Bianca Nappi, Carlotta Natoli, Lunetta Savino, Simonetta Solder e Chiara Tomarelli.

 

Produzione Teatro Stabile d’Abruzzo
in collaborazione con Associazione InArte presenta
TANTE FACCE NELLA MEMORIA
liberamente tratto dalle registrazioni raccolte da Alessandro Portelli
drammaturgia a cura di Mia Benedetta e Francesca Comencini
regia Francesca Comencini
con Mia Benedetta, Bianca Nappi, Carlotta Natoli, Lunetta Savino, Simonetta Solder, Chiara Tomarelli
luci Gianni Staropoli
costumi Paola Comencini

Il progetto fa parte di “MEMORIA genera FUTURO”, programma di appuntamenti coordinato da Roma Capitale in occasione del Giorno della Memoria 2018

 

Il palcoscenico del Teatro India è spoglio questa sera: sullo sfondo, dei vecchi abiti sdruciti, al centro sei spartane sedie in legno. E’ questa la scenografia essenziale utilizzata per mettere in scena le crude vicende di un fatto storico per troppo tempo tenuto sotto silenzio, la strage oggi conosciuta come l’eccidio delle Fosse Ardeatine in cui, in risposta all’attentato di via Rasella in cui morirono 33 soldati tedeschi, vennero per rappresaglia massacrati 335 uomini, 10 per ogni soldato ammazzato. Queste vittime, i cui abiti restano appesi sul proscenio, erano tutte estranee ai fatti e vennero scelte tra i civili trovati in prossimità dell’evento, tra gli ebrei, tra i detenuti politici imprigionati nelle carceri romane.

Si è poco parlato di questa strage, per troppo tempo passata sotto silenzio negli annali storici, ma ancora di meno si è parlato delle 335 donne rimaste vedove, sole, senza il diritto di far sentire la propria voce, stremate dal dolore ed affaticate dalla necessità di dover continuare a vivere, nonostante tutto, da sole.

Il dramma di queste “vedove assenti” viene portato alla ribalta, affinché non continui a passare inosservato, da sei bravissime attrici sotto la sapiente guida di Francesca Comencini, da sempre impegnata in ambito politico e di denuncia sociale, che reinterpreta e drammatizza le testimonianze raccolte da Alessandro Portelli nel libro “L’ordine è già stato eseguito”. Mia Benedetta (co-autrice), Bianca Nappi, Chiara Tomarelli, Carlotta Natoli, Lunetta Savino e Simonetta Solder si siederanno su quelle sedie per raccontare rispettivamente le dolorose esperienze biografiche delle tre partigiane Lucia Ottobrini, Marisa Musu e Carla Capponi, e di tre “vedove silenti”, Gabriella Polli - figlia di Domenico Polli, Ada Pignotti - vedova di Umberto Pignotti e Vera Simoni - figlia di Simone Simoni.

La Storia, ricostruita attraverso le voci delle donne, che si accavallano in monologhi appassionati, viene resa nei suoi aspetti più raccapriccianti e meno istituzionali: i corpi senza vita accatastati gli uni sugli altri, l’identità persa dei defunti riconoscibili solo dai dettagli (il ponte dei denti, le scarpe lucide), la speranza e l’ammissione del lutto, la necessità di andare avanti e l’incapacità di piangere il proprio dolore.

Un monumento al ricordo, per rimanere nella memoria collettiva, ma anche e soprattutto un inno alla forza delle donne, capaci di donarsi, di appassionarsi, ma anche di mettere da parte se stesse per ricostruire, senza mai arrendersi.

Perché non accada mai più.

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.684.000.311/314, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 14 marzo ore 21; 15, 16 e 17 marzo ore 19; 18 marzo ore 17
Prezzi: posto unico intero € 20, under 35 e over 65 €18, convenzioni €16, scuole e studenti €14
Durata spettacolo: 1 ora e 10 minuti

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP