Taddrarite - Teatro Villa Pamphilj (Roma)

Scritto da  Martedì, 03 Giugno 2014 

Il 31 maggio per la rassegna Spettacoli al Tramonto è andato in scena al Teatro di Villa Pamphilj: "Taddrarite". Storia di tre sorelle che si raccontano durante la veglia funebre del marito di una di loro. Il velo del silenzio, del pudore, delle bugie verrà squarciato da un vortice di confessioni e dall’esplosione di emozioni, in un chiacchiericcio di musicalità e pungente ironia.

Accurateatro presenta
TADDRARITE
regia di Luana Rondinelli
con Luana Rondinelli, Claudia Gusmano, Anna Clara Giampino
aiuto regia Silvia Bello
foto di scena Giuditta Zampiero
musiche Roberta Prestigiacomo

Luana Rondinelli viene dalla scuola di teatro Teatès di Palermo. E' stata allieva di Michele Perreira fondatore del Gruppo '63 e figura storica della scena teatrale siciliana. Il grande drammaturgo, scomparso qualche anno fa, ha sempre lottato per un teatro antipopulista, privo di declamazioni retoriche che potessero accattivarsi facilmente il pubblico. A Perreira interessava che la gente si scrutasse nelle proprie zone d'ombra e ci si perdesse. Il suo teatro non proponeva soluzioni a buon mercato, ma enigmi sulla vita e sull'uomo, spesso indecifrabili, pervasi dal dubbio.

E' da questo presupposto che parte la nostra recensione. Luana Rondinelli, col suo "Taddrarite" (significa Pipistrelli) ci porta, come il suo maestro Perreira, a guardare volenti o nolenti in quelle zone d'ombra dell'universo femminile a cui molti non vogliono guardare (gli uomini soprattutto). Utilizza, come Perreira, il linguaggio siciliano e la Sicilia come metafora universale della natura umana e dell'uomo. C'è un motivo in questo, al di là della provenienza geografica: la Sicilia e le sue storie forse più di qualsiasi altro luogo a questo mondo, sono saldamente ancorate a qualcosa di lontano, arcaico, che ci fa pensare all'antica Grecia. Il teatro siciliano è teatro greco più di ogni altro teatro.


Dunque è una tragedia greca "tragicomica" quella di "Taddrarite", in cui tre sorelle si ritrovano al funerale del marito della più piccola, e a poco poco vincendo il muro d'omertà che le separa da anni si rivelano i propri fallimenti coniugali ma soprattutto le violenze subite dai rispettivi compagni. Il tutto attraverso una recitazione selvaggia, istintiva, vera che solo il dialetto siciliano può rendere tale. Anzi, è come se certe verità potessero essere espresse solo attraverso il dialetto. Per assurdo quando le tre protagoniste parlano in italiano i personaggi sembra che non esprimano la loro essenza. Non riescono a comunicare come col dialetto.

Nella messa in scena la regista siciliana si è servita di tre semplici sedie e di una tomba al centro del palco. Tutto ruota attorno a questi pochi elementi e a un gioco di luci che spesso si sofferma sui volti dei personaggi o di un personaggio (strepitosa e goliardica la Rondinelli quando mima il pasticciere piacione con la luce sparata su di un volto caricaturale). E' così via via vengono gettate le maschere e si assiste a picchi di grande intensità. Commovente il monologo di donna frustrata di Anna Clara Giampino che deve fare i conti con un marito padrone che la maltratta e che per assurdo venera invece la sua amante. Claudia Gusmano sorprende per la grande freschezza e malizia del suo personaggio. Quando fa la fruttarola di mercato è irrefrenabile, davvero molto divertente. Non si può non parteggiare per il suo cinismo verso la morte di un marito poco esemplare. Il suo personaggio è il deus ex machina di questa tragedia tragicomica. Colei che vuole ribellarsi. Colei che ha una soluzione: il cambiamento.

E qui ritorniamo a Perreira. E qui l'allieva si differenzia dal maestro. C'è una soluzione alla fine dello spettacolo e non un'enigma. E non è una soluzione a buon mercato. E' un'autodeterminazione: quella di poter/dover fare a meno degli uomini in un paese come la Sicilia dove gli uomini debbono esserci, sempre. Un grido di protesta già sentito tante volte, eppure sempre nuovo, sempre attuale, sempre rabbioso, disperato, bellissimo. La Rondinelli ci incanta come regista, come attrice e come autrice. Perreira se fosse vivo ne sarebbe orgoglioso.

Scuderie Villino Corsini - Teatro Villa Pamphili
Largo 3 giugno 1849 (entrata Via di S. Pancrazio, 10 - angolo Via Aurelia antica)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5814176, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacolo: sabato 31 maggio ore 18,30
Biglietti: 10 euro

Articolo di: Giuseppe Sciarra
Grazie a: Ufficio stampa Fabiana Manuelli
Sul web: http://www.casadeiteatri.roma.it/events/taddrarite-accurateatro - www.teatroscuderievillinocorsini.it

TOP