Tacchi misti - Teatro Belli (Roma)

Scritto da  Gianluigi Cacciotti Mercoledì, 20 Novembre 2013 

Dal 12 novembre al 1 dicembre. 16 paia di scarpe, 4 attrici, 16 personaggi femminili creati dalla penna di Gloria Calderòn Kellett, questo è “Tacchi misti”, una divertentissima e irriverente galleria di donne, diametralmente opposte agli stereotipi delle serie tv, che chiedono solo di essere ascoltate. Un’ampia carrellata di esperienze, ironiche, graffianti, audaci, raccontate, cantate e ballate in una sequenza rapidissima di ritratti, cercando nel pubblico una spalla, un complice, un antagonista!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Albero Teatro Canzone e Onni ExNovo presentano
TACCHI MISTI
di Gloria Calderòn Kellett
con Carla Ferraro, Corinna Lo Castro, Valentina Martino Ghiglia, Silvia Siravo
regia di Ferdinando Ceriani
musiche di Benedetto Ghiglia
voce off Alexia Murray
assistente alla regia Alice Guidi
luci Giovanna Venzi

 

 

Tacchi misti perché le stesse scarpe non calzano mai in maniera identica a due persone. Tacchi misti perché nel lungo cammino che porta la donna ad emanciparsi e riscattare la propria identità vi è la necessità di immedesimarsi nelle altre donne, la ricerca di una complicità di genere, l'inevitabile comune sentire che vince ogni superficiale differenza. Tacchi misti perché il colpo di tacco è quell'acrobazia che non ti aspetti mentre la tensione è soffocante e la posta in gioco è alta, il gesto che sorprende su un campo di battaglia in cui ognuno cerca di non scoprirsi troppo.

 

Trovare un uomo che vale è impresa difficile. Trovare un buon monologo, ancora di più. Specialmente se sei una ragazza. Così ho deciso di mettermi a scrivere monologhi per donne… ed è così che sono nati i miei spettacoli teatrali. Ho avuto la fortuna, nella mia vita, di incontrare molte donne interessanti e questi monologhi sono una dichiarazione d’amore verso di loro”.

 

Così la scrittrice americana Gloria Calderòn Kellett, autrice della sitcom televisiva How I met your mother oltre che del libro Accessories da cui è tratto lo spettacolo teatrale, ci introduce nella sua più genuina forma di affetto verso il gentil sesso. Ne elenca i turbamenti, si compiace della forza dietro alcuni gesti, culla e sostiene alcune impenitenti ossessioni...donne in quanto donne. Nessun contrappunto al genere maschile, nessuna ironia carezzevole di bassi istinti e primordiali desideri, nessuna comicità dell'alternanza tra un “noi” e un “loro”. Solo donne.

 

Quattro per l'esattezza, le quattro protagoniste Carla Ferraro, Corinna Lo Castro, Valentina Martino Ghiglia e Silvia Siravo, che si destreggiano con abilità nel rappresentare ognuna quattro personaggi femminili più o meno reali, più o meno credibili o fantasiosi. 16 paia di tacchi così riassumibili:

Una dea: ebbene sì...sarà una delusione per alcuni, ma Dio è una donna, con tanto di amorevole fermezza. Che ne sarà di noi poveri stolti peccatori, solerti nel raccomandarsi ai santi solo quando ne abbiamo bisogno?
Una emo: tagliarsi non è una scelta di vita, è solo una necessità impellente. Ma la strada per la redenzione con il proprio corpo potrebbe passare attraverso un incontro con un'altra donna. O no?
Una peccatrice: cosa confesserebbe una donna, se ne avesse l'occasione? E se al pensiero non seguisse alcuna azione fisica, si potrebbe ancora definire un peccato?
Una maitresse teacher: momento pedagogico comunitario, con tanto di slide e spiegazioni. L'interazione con il pubblico passa anche da qui.
Eva: la prima donna senza che ci fossero altre a contenderle il paradiso terrestre, colei che poteva avere tutto ma ha scelto di avere troppo. La storia dell'uomo (e della donna) potrebbe in verità rivelarsi un grosso fraintendimento tra sessi opposti.
Una donna che chiede sempre scusa: alcuni sono convinti che chiedere scusa sia una sottomissione alla dignità dell'altro. È arrivato dunque il momento di riscattarsi.
Una donna cinica in cerca di fidanzato: ottime referenze, ottimo curriculum...nell'era degli stagisti e dei contratti a progetto, perché non far diventare anche le relazioni umane una sfida alla precarietà? Basta selezionare accuratamente il proprio “dipendente”.
Una fidanzata apparentemente perfetta: chi non vorrebbe averne una? Ti sfama, ti offre la sua dimora, ti lascia giocare a calcetto con gli amici, paga le tue spese...che i ruoli si siano invertiti è un'ipotesi tutt'altro che remota

Una vigilessa: donne complici, finché una multa non arriva a ridefinire i rapporti, e risvegliare nostalgie che si credevano ormai sopite.
Una suora: la strada per la salvezza eterna può essere più semplice di quanto si pensi. Scarpette giuste, chiaro di luna e...Gloria Gaynor! I will survive.....
Una donna incinta: quanto può cambiare una vita di vizi se c'è un bambino in arrivo?
Una neosposa: siete di quelle donne che immaginano già da bambine il giorno più importante della propria vita? La chiesa, gli invitati, il ristorante, il menu...a lui rimarrebbe soltanto da decidere l'albergo per il viaggio di nozze.
Una star delle soap: e se una casalinga, d'un tratto guardando la sua soap opera preferita, trovasse il modo di farne parte e diventare una star? Basterebbe un po' di nettare di serpente.
Una casalinga: il decalogo della buona e diligente casalinga...pronto per un rapido apprendimento
Una quasi sposa: racchiudere tutti i pensieri di una donna che ha appena ricevuto una proposta di matrimonio e confessarli all'amico più fidato: lo specchio.
Una donna single: la sorpresa di un incontro fugace in formula speed-date e il tentativo di apparire per ciò che si è veramente, senza maschere o artificio alcuno. Che poi non convenga è altro discorso.

 

La direzione è affidata a Ferdinando Ceriani, che ci fornisce una personalissima chiave di lettura dello spettacolo:
Lo spettacolo è una sorta di roulette russa dove a ogni numero corrispondono un paio di scarpe e un personaggio (la fidanzata, la casalinga, la cinica, la dea, la ladra, la prima donna, ecc…). Ognuna di queste figure femminili investirà il pubblico con la sua storia. Ed è proprio il caso di dire investirà perché queste donne non si limitano a raccontare di sé ma cercano incessantemente nel pubblico una spalla, un complice o un antagonista. Tacchi misti è la celebrazione della donna moderna finalmente libera dalla fobia della padella antiaderente”.

 

Una roulette russa che però ha ben pesato i suoi rischi, permettendosi di spostare il baricentro verso il pubblico, cercando un'interazione con gli spettatori. Inutile ammettere che alcuni monologhi sono più riusciti di altri, così come alcune interpretazioni, ma è il risultato finale che conta. Ciò che ci viene consegnato è una foto panoramica ad alta definizione scattata dall'interno del mondo femminile, e per questo molto più credibile di qualsiasi altra cinica trattazione sull'argomento. Un valido adattamento dal sapore USA, che però trova nei sorrisi compiaciuti del pubblico femminile del Teatro Belli un segno di evidente approvazione, nonché di inconscia auto-commiserazione. Quasi si volesse dire: “eh...lo so bene cosa significa vivere tutto ciò”.

 

"Tacchi misti" è in scena al Teatro Belli fino al 1 dicembre 2013.

 


Teatro Belli - Piazza Sant’Apollonia 11/A, 00153 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti: intero € 18,00 - ridotto € 13,00
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21 , domenica ore 17.30, lunedì riposo



Articolo di: Gianluigi Cacciotti
Grazie a: Ufficio stampa Graziella Travaglini
Sul web: www.teatrobelli.it

 

 

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