Sweet Home Europa - Teatro India (Roma)

Scritto da  Martedì, 14 Aprile 2015 

Dall’8 al 26 aprile al Teatro India Fabrizio Arcuri porta in scena l’Occidente, la sua storia e la sua crisi, le sue repressioni e le sue esplosioni, con "Sweet Home Europa. Una genesi. Un esodo. Generazioni" di Davide Carnevali. Con questo spettacolo, una produzione del Teatro di Roma, ritorna a vivere la Sala A del Teatro India, alzando il sipario su un potente affresco politico e umano che si dipana sotto i nostri occhi. Padri, madri, figli, mogli, mariti, compagni, estranei, esuli, uomini politici e d’affari si passano la staffetta per raccontare patti e compromessi, differenze ideologiche e religiose, che hanno fatto dell’Occidente un’idea dominante e insieme l’idea del suo stesso fallimento. Ad accompagnare il fluire delle scene, le musiche composte ed eseguite dal vivo da Davide Arneodo e Luca Bergia dei Marlene Kuntz e da NicoNote, mentre il progetto scenico è realizzato da Andrea Simonetti con sculture sceniche esplosive di Enrico Gaido e Riccardo Dondana.

 

Produzione Teatro di Roma presenta
SWEET HOME EUROPA
Una genesi. Un esodo. Generazioni
di Davide Carnevali
regia Fabrizio Arcuri
con Matteo Angius, Francesca Mazza e Michele di Mauro
musiche composte e eseguite dal vivo da Davide Arneodo, Luca Bergia (Marlene Kuntz) + Nico Note
ideazione progetto scenico Andrea Simonetti
sculture sceniche esplosive di Riccardo Dondana (3tolo) e Enrico Gaido
assistente alla regia Francesca Zerilli


“La storia universale tende a ripetersi, sovrapponendosi alle storie personali, che si tramandano di generazione in generazione. Per sempre. Oppure fino alla loro scomparsa.”

Fabrizio Arcuri mette in scena, al Teatro India, il testo di Davide Carnevali “Sweet home Europa”, un testo sul problema dell’integrazione. Sulla possibilità e la capacità di accettare l’estraneo, lo straniero, l’altro. Uomini, donne ed altri da sè sono i protagonisti di differenti storie particolari e allo stesso tempo di una stessa storia collettiva - quella di una famiglia, di un popolo, dell’umanità intera - che, nel continuo incontro e scontro tra civiltà, sembra ripetersi in eterno.

Da quando gli esseri umani si sono fusi in società l'un con l'altro, non hanno fatto altro, a volte in modo più sincero e sbrigativo, altre in modo più subdolo e raffinato, che tentar di prevaricare i propri simili. Sebbene la natura stessa della “societas” presupporrebbe l'esatto opposto. L'Europa, per il suo retaggio storico e culturale, ne rappresenta uno degli esempi più virtuosi e sottili.

Una laboriosa, costante, partita a scacchi che catalizza da sempre l'attenzione... per lasciar scivolare dietro le spalle degli spettatori in modo veloce e feroce la vera storia. Generazioni maledette s'incrociano con le predilette, gli ultimi resteranno gli ultimi, le possibilità di redenzione vengon viste malevolmente, si biasima l'ambizione, si voltan le spalle alla speranza e... pur si vive. Un intreccio di conflitti si soffoca in nome della modernità. Michail Gorbaciov auspicava che l'Europa divenisse “un ampio spazio di cooperazione in cui tutti si sentiranno a proprio agio, come se si trovassero nella propria casa”. Ma il povero, l'emigrante, il socialmente “diverso” continuano a bussare mentre qualcuno davanti ad un camino acceso ed un cognac si interroga su cosa sia quel rumore. La donna quasi non riesce ad emergere dal tinello, lieta che il suo sia comunque più verde di un tinello mediamente orientale, tirando gli scuri su tutti quegli illusi occhi scuri. La civiltà, la democrazia... gliela incarto o me la subisce qui? Naturalmente ci lascerà in cambio le sue risorse naturali, sapreste forse farne delle collane di gas Butano? Nooo! Certo che no! Ora su, raccontateci una storia divertente che ci s'annoia ad esser tristi! Ed il pescatore racconta di come suo nonno avesse modi inconsueti ed un tantino barbari di spiegare la teoria di come sia facile convincer qualcuno a privarsi volontariamente dei propri diritti. People have the power! But just of their cell phone battery!

L'impianto scenico, ospitato per l'occasione dalla rinnovata sala A del Teatro India, risulta molto intrigante e funzionale; gli interpreti riescono a trasmettere con efficacia tutte le sfumature dei piccoli conflitti, destinati, come nella teoria del piano inclinato, a trasformarsi in grandi disastri.

La splendida voce di Nico Note illumina il retrogusto amaro di quelle anime, le nostre, destinate a perdersi per sempre o a ritrovarsi, scelta che appare perlopiù rimessa al buon cuore individuale.

Un lavoro intelligente, realizzato da artisti intelligenti.

Gioia figlia della luce, Dea dei carmi, Dea dei fior! Il tuo genio ci conduce per sentieri di splendor. Il tuo raggio asciuga il pianto, sperde l'ira e fugge il duol! Vien! sorridi a noi d'accanto Primogenita del Sol!

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684.000.346
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 18.00, lunedì riposo
Durata: 130 minuti senza intervallo

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP