Svolta Pericolosa (Dangerous Corner) - Teatro dell'Orologio (Roma)

Scritto da  Mario Fazio Mercoledì, 07 Maggio 2008 

Teatro Dell’Orologio (Sala Grande), Roma. Dal 26 Marzo al 13 Aprile 2008. La verità è come un cane che dorme, bisogna stare attenti a svegliarlo. Una verità scomoda, sporca e pericolosa racchiusa in una bella scatola da fumo, che aperta comincia a suonare. Una scatola che a sua volta racchiude i protagonisti della vicenda in una scena di specchi scuri e distorti, come un riflesso che può essere interpretato a piacere e che quindi non può essere una verità assoluta.

 

 

 

 

Di John Boynton Priestley

traduzione di Maddalena Fallucchi e Maria Teresa Petruzzi

TEATRO DELL’OROLOGIO – SALA GRANDE

via dei Filippini 17 - Roma

Dal 26 Marzo al 13 Aprile 2008

 

Regia di Maddalena Fallucchi

Con Cinzia Villari, Laura Colombo, Patrizia Barbieri, Alessandra Fallucchi, Massimiliano Mecca, Giovanni Carta, Roberto Baldassari.

 

Torna in scena ad un anno di distanza “Svolta Pericolosa”, con lo stesso precedente allestimento sempre a cura di Maddalena Fallucchi. Compagnia quasi completamente riconfermata per questo testo sottile e tagliente. Una commedia agrodolce, quasi un noir, che non mancherà di sorprendere lo spettatore.

“La verità è come un cane che dorme, bisogna stare attenti a svegliarlo. La verità è qualcosa di così profondo che non si può raggiungere così. Non è civile”.

Questa battuta meglio di altre riesce a racchiudere felicemente il concetto principale che è alla base di “Svolta Pericolosa”, di J.B. Priestley in scena al Teatro Due di Roma.

Una verità scomoda, sporca e pericolosa racchiusa in una bella scatola da fumo, che aperta comincia a suonare. Una scatola che a sua volta racchiude i protagonisti della vicenda in una scena di specchi scuri e distorti come un riflesso che può essere interpretato a piacere e che quindi non può essere una verità assoluta.

Il tema della famiglia apparentemente perfetta e solidale, pulita e onesta, ma nelle viscere corrotta e falsa, ipocrita e fragile è un tema caro al teatro moderno. E il testo di Priestley va ad inserirsi in quel filone di commedia giallo-thriller che ritrova in altri esponenti più famosi come “otto donne e un mistero” di Robert Thomas, tematiche e svolgimento narrativo simile.

Anche qui il protagonista assoluto, Martin, è morto.

Si è suicidato, così pare. Il suo nome, appena pronunciato va ad incrinare una bella serata tra amici e parenti, fatta di grasse risate su barzellette sconce per i maschi e frizzanti pettegolezzi per le donne. Il suo nome, crea il silenzio, il non detto emerge forte e violento, la verità rompe qualsiasi equilibrio creato fino a quel momento.

Tutti i protagonisti nascondono qualcosa, nessuno si salva dalla verità. Lo stesso Martin, da vittima diventa carnefice, attraverso i riferimenti di tutti i personaggi che finalmente trovano la strada per esprimere le proprie frustrazioni, ire e umiliazioni.

Alla fine però al pubblico viene data la possibilità di decidere quale verità scegliere, se quella rigorosa degli eventi o quella più comoda e confortante del lasciare gli equilibri come sono: “credo che se avessimo continuato a fingere, forse avremmo potuto essere felici a insieme. Succede, a volte.” suggerisce uno dei protagonisti.

La messi in scena della commedia è molto piacevole e ben fatta. I movimenti degli attori, quasi tutti sempre sul palco, anche quando dovrebbero essere fuori scena, sono sempre puliti e attinenti ai personaggi. Tra gli altri da segnalare l’interpretazione di Cinzia Villari nel ruolo di Freda e Giovanni Carta in quello di Gordon.

La regia di Maddalena Fallucchi è forte e molto femminile, come ben si confà ad una testo di questo tipo: è bello osservare le reazioni anche minime degli attori, sottolineare quello sguardo di traverso o l’inclinazione della voce in quella battuta. Niente è lasciato al caso in questa regia e il testo si dimostra adattissimo ad un allestimento attento ai particolari. Un testo interessante per quanto riguarda l’introspezione psicologia dei caratteri ma piuttosto surreale sul versante della trama ed eventi.

Sebbene ancora uno spettacolo bello e interessante, questa nuova edizione perde un po’ di forza scenica rispetto alla precedente messa in scena forse a causa di uno spazio scenico, quello dell’Orologio di Roma, troppo a contatto con il pubblico.

E’ un testo intimista, è vero, ma soprattutto i personaggi sono quasi completamente sopra le righe, bigotti, e snob e poco si adattano loro a stare in mezzo ad un pubblico.

“Svolta Pericolosa” è un piccolo gioiellino, interpretato molto bene e con una regia ben curata. Da non perdere per gli appassionati di gialli e thriller ma anche per tutti coloro, pirandelliani in testa, che ricercano sempre le una, dieci, centomila facce della verità.

 

 

 

 

 

Articolo di: Mario Fazio

Sul web: www.teatrodellorologio.it

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