Supermarket, a modern musical tragedy - Teatro Fontana (Milano)

Scritto da  Sabato, 26 Gennaio 2019 

Dal 15 al 27 gennaio. Ha debuttato al Teatro Fontana di Milano il nuovo spettacolo del regista e musicista Gipo Gurrado, prodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale. “Supermarket - A modern musical tragedy” è uno spettacolo fuori dal comune, pieno di situazioni surreali, di risate tragicomiche e di poesia. A tratti senza parole. Perché quello che succede dentro a un supermercato lascia proprio così. Supermarket è un “non-musical” costruito con nove attori e una partitura sonora fatta di canzoni originali, a cui si aggiunge sia un sound design costruito con suoni e rumori ripresi in un vero supermercato, sia una serie di annunci ad hoc con una drammaturgia originale.

 

Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale presenta
SUPERMARKET - A MODERN MUSICAL TRAGEDY
libretto, testi, musiche, regia Gipo Gurrado
coreografie e movimenti scenici Maja Delak
drammaturgia Gipo Gurrado, Livia Castiglioni
disegno luci Rossano Siragusano
con Federica Bognetti, Francesco Errico, Andrea Lietti, Roberto Marinelli, Isabella Perego, Elena Scalet, Andrea Tibaldi, Cecilia Vecchio, Carlo Zerulo


C’è una fotografia lucida, vivida ma impietosa e graffiante dell’Italia contemporanea nel tempio degli acquisti dell’economia post-moderna immaginato da Gipo Gurrado in “Supermarket - A modern musical tragedy”. Un musical politicamente molto più impegnato di quanto non passa apparire ad una prima lettura. Non mancano, infatti, virate contro il populismo e il qualunquismo dominanti, contro le mode alimentari improntate ad uno stile di vita salutista che si prende molto cura del corpo ma poco della mente e per nulla dell’anima.

E se il mondo contemporaneo viene passato sotto la lente d’ingrandimento per essere scandagliato nei suoi molti vizi e nelle poche virtù, non vengono risparmiate allo spettatore le debolezze dell’Italia tradizionale: quella delle mamme iperprotettive, infinitamente desiderose di sfamare i loro figli e poco inclini ad accettare l’indipendenza e l’autonomia della prole e quella dei seduttori incalliti e dei pierrot innamorati. È una fauna che si aggira tra scaffali di prodotti per lo più inutili, vittima di tecniche di marketing sempre più assurde ed aggressive, priva di punti di riferimento culturali, ancorata a mode passeggere e a desideri effimeri.

Emerge tanta insofferenza da parte di questa umanità materialista, consumista, abituata ad avere tutto e subito ma per breve tempo. Un’umanità che ha perso la capacità di adattamento e di relazione e che di conseguenza percepisce con angoscia la presenza dell’altro; uno dei motivi più efficaci del musical tuona proprio contro la disturbante presenza della folla, della massa percepita unicamente come ostacolo alla propria vita, anche semplicemente per aver provocato qualche minuto di coda in più.

Il desiderio e l’attesa sono concetti estranei alla società sempre più liquida che affolla il supermarket e che viene messa in difficoltà da una semplice attesa alla cassa. È la dittatura del desiderio indotto e subito soddisfatto ma rigorosamente low cost ed effimero che ha forgiato questa nuova umanità che ipocritamente esibisce modi politicamente corretti, celando aggressività, insofferenza e intolleranza.

La costruzione delle canzoni e delle brevi coreografie traccia il profilo aguzzo di una società sacrificata sull’altare dei consumi. Canzoni brevi, dal ritmo dolce e rassicurante, farcite con sorprendenti insulti volgari e feroci confessioni di istinti violenti. È l’immagine dell’Italia di oggi, in cui si scorgono appena elementi vagamente retrò, rappresentati dai personaggi della cassiera (Cecilia Vecchio), di stampo felliniano, grottesca, ironica ma profondamente sincera nella denuncia della propria condizione sociale e lavorativa, e del Pierrot innamorato (Francesco Errico), uomo d’altri tempi capace di un lungo, silenzioso e delicato corteggiamento che invita, infatti, l’amata a fuggire dalla “follia” del luogo.

Un lavoro drammaturgico chiaro, rigoroso e privo di sbavature, sorretto da una regia solida che mantiene serrato il ritmo dell’azione alternando canzoni e coreografie a brevi gag. In scena un gruppo di attori eterogenei e versatili: Federica Bognetti, Francesco Errico, Andrea Lietti, Roberto Marinelli,Isabella Perego, Elena Scalet, Andrea Tibaldi, Cecilia Vecchio, Carlo Zerulo.

Se la scenografia è minimal, lasciando intuire anche la dimensione di non luogo dei centri commerciali, i costumi disegnano il quadro di un’Italia retrò, in cui si indossavano ancora impermeabili lunghi ed eleganti, ma dal volto grottesco - gli abiti eccessivi della cassiera ne sono un’immagine eloquente; anche la moda di uno stile di vita sportivo e salutista passa attraverso i costumi, in particolare quelli di Andrea Tibaldi in tenuta assolutamente sportiva.

 

Teatro Sala Fontana - via Gian Antonio Boltraffio 21, 20159 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/69015733, mail
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Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 16
Biglietti: intero 19€, ridotto over 65/under 14 9.50€, convenzionati e studenti universitari 14€ (prevendita 1€)
Durata spettacolo: 75 minuti

Articolo di: Laura Timpanaro
Grazie a: Martina Parenti, Ufficio stampa Teatro Sala Fontana
Sul web: www.teatrosalafontana.it

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