Sugo finto - Teatro La Cometa (Roma)

Scritto da  Laura Branchini Giovedì, 13 Novembre 2008 

Dall’11 al 30 Novembre. “Sugo finto” è il condimento posticcio che Rosaria, parsimoniosa e oculata all’inverosimile, impone per i suoi pasti e per quelli della sorella Addolorata. Insieme conducono la loro spenta vita da “zitelle” in una casa angusta e senz’aria, fino a quando…

 

 

 

 

 

TEATRO LA COMETA - Roma

11 – 30 novembre

Comune di Roma - Progetto speciale Teatro 2008/09 - Teatro della Cometa

Assessorato alle politiche culturali - Sala Umberto produzioni

Presenta

SUGO FINTO

di Giovanni Clementi

con PAOLA TIZIANA CRUCIANI e ALESSANDRA COSTANZO

Regia

Ennio Coltorti

 

 

Sugo finto” è il condimento posticcio che Rosaria, parsimoniosa e oculata all’inverosimile, impone per i suoi pasti e per quelli della sorella Addolorata. Insieme conducono la loro spenta vita da “zitelle” in una casa angusta e senz’aria. Mentre Rosaria, severa, resta immune ai richiami lusinghieri e ingannevoli della società della tv e della globalizzazione, Addolorata godrebbe volentieri di qualche piccolo piacere della vita. Ma la sua spontaneità è tarpata dall’autoritaria sorella.

Un ictus, però, colpisce Rosaria e, così paralizzata, sarà impedita nel ruolo di colonna portante della casa. La gestione domestica passerà allora nelle mani dell’altra. Succube fino a quel momento, Addolorata inizia a vivere secondo il suo modo e racconta le sue azioni sconsiderate alla sorella. Rosaria assiste a denti stretti, immobile e impotente sulla sua sedia, al disfacimento di tutti i suoi dettami. L’unica arma di ribellione è il rifiuto di cibo e acqua, fino al punto in cui Addolorata dovrà capitolare e Rosaria, trionfante, tornerà a mangiare.

Paola Tiziana Cruciani e Alessandra Costanzo costruiscono con incredibile realismo uno spaccato che in molti potranno dire di riconoscere. Sono le frange più appartate delle nostre famiglie, quelle delle case cupe e stantie, quelle che, a torto o ragione, rifiutano di evolversi e seguire il flusso dei cambiamenti.

Due sorelle e due differenti idee dell’esistenza: da una parte l’integrità che fa vivere tutta una vita sotto il segno delle pure questioni di principio; dall’altra la voglia di lasciarsi andare. A che serve lavorare senza sosta e accumulare se non si può poi esser felici?

Gli applausi sgorgano spontanei ad ogni chiusura di scena, sia essa quella degli incalzanti botta e risposta comici, sia quella commovente  per le silenziose sofferenze di Rosaria e Addolorata.

A ben vedere, il testo di Gianni Clementi apre una finestra su due vite veramente agonizzanti, ma lo spettacolo risulta di una comicità irresistibile e ormai rara. Lo stile è quello della vecchia tradizione italiana dei battibecchi infiniti, dei tempi comici ben calcolati e dei giochetti semplici che, se ben fatti, fanno ridere di gusto.

Le tre chiamate al proscenio (come da prassi) non sono sufficienti ad esaurire gli applausi finali che il pubblico vuol dedicare a queste due attrici che, in questa prova, colgono nel segno tutti gli obbiettivi che uno spettacolo può desiderare: contenuti, risate, bravura, fluidità, commozione, riflessione.

L’atto unico, di circa un’ora e dieci, è la misura ideale per questo delizioso preparato.

Attrici e regia ci porgono, così, un pacchetto perfettamente confezionato e rifinito in tutte le sue parti. Il pubblico si siede e può davvero lasciare che tutto arrivi dal palco.

 

 

Articolo di: Laura Branchini

Grazie a: Ufficio Stampa SVS

Sul web: www.teatrodellacometa.it

 

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