Straccioni - Teatro Litta (Milano)

Scritto da  Domenica, 06 Aprile 2014 

Dall' 1 al 13 aprile, al Teatro Litta di Milano, va in scena Straccioni, una produzione LITTAproduzioni e Accademia dei Folli, con il contributo di Città di Torino e Provincia di Torino e il sostegno di Sistema Teatro Torino e Provincia. Il testo è di Tiziano Scarpa e la regia di Carlo Roncaglia. Lo spettacolo è vitale e “musicato”. La musica, come in molti spettacoli di questo giovane gruppo di artisti diplomati alla Scuola del Teatro Stabile di Torino nel 1997, è elemento integrante. Alice Baccalini accompagnerà infatti al piano i diversi attori.

 

 

 

 

 

Litta_produzioni e Accademia dei Folli presentano
STRACCIONI - Una storia recitata e cantata per tirare su due soldi
di Tiziano Scarpa
regia Carlo Roncaglia
con Gaetano Callegaro, Enrico Dusio, Gianluca Gambino, Giovanna Rossi
pianoforte Alice Baccalini
musiche originali e arrangiamenti Enrico De Lotto, Carlo Roncaglia
testi delle canzoni Tiziano Scarpa
scene Guido Buganza
costumi Carola Fenocchio
disegno luci Fulvio Melli
staff tecnico Alessandro Barbieri, Ahmad Shalabi
foto di scena Valentina Bianchi
con il contributo di Città di Torino, Provincia di Torino
con il sostegno di Sistema Teatro Torino e Provincia

 

 

Il tema della contrapposizione tra ricchezza e povertà e della loro arbitraria distribuzione ha interessato da sempre l’uomo. Aristofane, nel 388 a.C., ne parlava ai Greci nella commedia che portava il nome di Pluto, il dio cieco della ricchezza. Zeus lo aveva fatto non vedente appositamente, cosicché, impossibilitato a distribuire equamente per meriti e onestà la ricchezza, non facesse la gioia degli uomini. In una visione un po’ utopica del mondo, Aristofane nella sua commedia rende il dio vedente e quindi equo. L’Accademia dei Folli dopo aver ripreso il lavoro di Pluto in stagioni teatrali precedenti, presenta al Teatro Litta, un lavoro con temi simili, ma di un drammaturgo contemporaneo, Tiziano Scarpa. Il testo è del 2007.

 

Si tratta di un affresco urbano, che ritrae un angolo di città o meglio di marciapiede, dove passanti frettolosi sembrano scivolare accanto a vite stanziali. C’è infatti un vecchio barbone. E’ lì da anni, proprio davanti ad una filiale di una banca. Disturba l’arredo urbano, più volte la guardia giurata ha provato a cacciarlo senza successo ed ora si fanno quasi compagnia, raccontandosi pezzi di vita. I tempi però cambiano per tutti: la concorrenza è forte anche per i barboni e la comunicazione impone nuove regole. Il cartello con scritto “Ho fame” è stato ormai modificato più volte, per renderlo più credibile, più di impatto. Ragazzo padre, vedovo, figli a carico, mantenuto, niente attira più l’attenzione dei passanti. O forse sì: è un nuovo mendicante, signorile, in abito chiaro, camicia e cravatta. Il suo aspetto elegante fa sì che si integri nel paesaggio urbano. E’ anche dotato di apparecchiatura per farsi dare l’elemosina con carta di credito.

 

Nel 2007 era stato pensato dall’autore come una caricatura provocatoria per i leghisti, così ostili agli straccioni per strada; ora si è trasformato in un imprenditore fallito e prossimo al suicidio. Poi ci sono mendicanti che ballano e cantano, con colorati sombreros. Anche una netturbina entra a far parte di questa comunità “toponomastica”. Racconta di essere una principessa di una regione del Caucaso sfuggita ad una congiura. Tutti cercano di sopravvivere, illudendo e illudendosi, ma il fallimento avvolge tutti. Il prete della comunità dopo che un altro dei suoi fedeli si è suicidato per debiti, non trova nella parola delle sacre scritture, una risposta. Ed urla dal pulpito che è venuto il tempo di battersi, di rubare ai ricchi. Anche il presidente della Repubblica fa una fugace apparizione da una finestra squallida. Parla non con parole politicamente corrette, ma miste a rabbia, delusione di fronte a cittadini che si meriterebbero solo di essere destituiti dallo stato di cittadini.


L’Accademia dei Folli è una Compagnia Convenzionata con il Sistema Teatro Torino dal 2002: nella prima triennalità presso il Teatro Baretti di Torino, e dal 2006 presso il Teatro Stabile. Nel 2006 ha ottenuto la Residenza Multidisciplinare presso il Teatro Municipale della Città di Casale Monferrato.


Lo spettacolo mantiene una vena surreale, una grande energia vitale e un linguaggio musicale che accanto a parola e fisicità dà vita ad un linguaggio teatrale empatico. Non mancano, però, momenti di perplessità da parte del pubblico.

 

Le prossime date dello spettacolo dopo il debutto al Teatro Litta sono in programma a Torino (Teatro Gobetti, 16-17 aprile) e ad Avigliana (Teatro Comunale Fassino, 18 aprile).

 

 


Teatro Litta - corso Magenta 24, 20123 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/86454545, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì al sabato ore 20:30, domenica ore 16:30, lunedì riposo
Biglietti: intero € 19, under 18 € 10, under 25 € 13, over 60 € 9

 

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Matteo Torterolo, Ufficio stampa Teatro Litta
Sul web: www.teatrolitta.it

 

 

 

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