Storie di Claudia - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da  Martedì, 29 Dicembre 2015 

Grande attesa e molta curiosità per il ritorno in scena, dopo tredici anni, di Claudia Gerini. Lo spettacolo, che ha debuttato al Teatro Quirino nella serata del giorno di S. Stefano, non delude le aspettative. Scritto dalla stessa Gerini insieme a Giampiero Solari (che ne cura anche la regia), a Paola Galassi e a Michela Andreozzi, “Storie di Claudia” - che, nonostante il titolo, non è uno spettacolo strettamente autobiografico - è un racconto delicato, appassionato, un mix elegantemente composto tra ricordi, desideri, sogni e racconti di vita vera. Resterà in scena al Teatro Quirino di Roma fino al 17 gennaio.

 

Enfi Teatro presenta
Claudia Gerini in
STORIE DI CLAUDIA
di Giampiero Solari, Claudia Gerini, Paola Galassi e Michela Andreozzi
arrangiamento e direzione musicale Leonardo De Amicis
musicista in scena Davide Pistoni
video scene Giuseppe Ragazzini
coreografie Roberta Mastromichele
costumi Nicoletta Ercole
scene Patrizia Bocconi
luci Gigi Saccomandi
con un corpo di ballo composto da 6 ballerini e musica dal vivo
regia Giampiero Solari

 

Protagonista assente in scena è la signorina Maria, vicina di casa di Claudia bambina, una donna amante dell’arte, del cinema, del teatro. Claudia, bambina sognatrice e fantasiosa, viene rapita dal fascino e dalla passione artistica di questa donna ormai anziana, ma ancora fortemente energica, brillante, e desiderosa di trasmettere la sua passione per l’arte alla promettente bambina.

Claudia ne è istintivamente attratta con la purezza e l’incanto che le sono proprie, affascinata dai racconti, dalle immagini, dalle locandine e dalle musiche che di tanto in tanto, spinta dalla complicità della mamma, osserva e ascolta in casa dell’anziana signora.

Nascono da questo spunto drammaturgico le suggestioni e le atmosfere d’altri tempi che la Gerini, bravissima, porta in scena in questo singolare one woman show. Coadiuvata sul palco dalla presenza di un solo musicista, Davide Pistoni, dalle bellissime video-scene di Giuseppe Ragazzini che riproducono coreografie e disegni raffinati, e dall’efficace disegno luci di Gigi Saccomandi, prende il via un viaggio poetico e visionario partendo dalle immagini di una bambina che si dondola in controluce nei due quadrilateri delle scene ideate da Patrizia Bocconi.

Carmen Miranda, Marlene Dietrich, Frida Khalo, Monica Vitti sono i personaggi evocati dai racconti della signorina Maria che forniscono lo spunto per rappresentare in scena le atmosfere del kabarett e del samba, in un sottile gioco di suggestioni impreziosite dai costumi di Nicoletta Ercole e dalle coreografie di Roberta Mastromichele.

Claudia Gerini è in grandissima forma, sul palco è un’esplosione di bravura ed eleganza, la giusta misura (non cade mai nella tentazione di voler strafare) di un concentrato perfetto tra presenza scenica e talento. Disinvolta e appassionata nei racconti, ironica e padrona del personaggio nelle esilaranti gags che la vedono ora al provino per le selezioni di “Non è la Rai”, ora ospite in un set televisivo per un’intervista, mentre riceve continue telefonate dalla figlia che reclama attenzione al suo mal di pancia.

Bravissima nei cambi di registro, nei dialoghi che interpreta dando voce ad entrambi i personaggi spaziando tra gli accenti romagnoli della signorina Maria a quelli notissimi al grande pubblico della “coatta” romana.

Dai racconti di fantasia si arriva ai cenni autobiografici (non tralascia un sincero messaggio di stima e ammirazione per Gianni Boncompagni), ma il segno distintivo di questo spettacolo gradevolissimo è proprio in quel meccanismo invisibile che sfuma i contorni tra il reale e l’irreale, tra sogni e vita vissuta e - come in un magico gioco di dissolvenze - non si avvertono più i contorni tra ciò che è fantasia e ciò che è realtà.

Tutto può essere vero, tutto può essere sogno. Ed è su questa fusione concettuale che la mamma sprona la bambina Claudia a perseguire i suoi desideri, esortandola prendendo a prestito la famosa frase di Walt Disney, “Se puoi sognarlo, puoi farlo”.

Nessuna netta distinzione tra sogno e vita vissuta neppure per il regista e co-autore Giampiero Solari che, alla conferenza stampa per la presentazione della stagione del Quirino, nel descrivere lo spettacolo come un racconto non strettamente autobiografico ma una storia fantastica raccontata da un’attrice di grande sensibilità coinvolta emotivamente, ebbe a dire che “tutto questo così come accade nella vita, proprio perché non ci è mai accaduto, ha molto a che fare con noi”.

“Storie di Claudia” è il racconto di un sogno che si realizza giorno dopo giorno, cominciato nel dondolio di una bambina sull’altalena, e mai finito. Claudia continua a dondolare, nel segmento scenico finale lo fa realmente dopo una performance acrobatica davvero emozionante. In un momento di grande pathos, annoda due teli di tessuto rosso scesi dall’alto e dà il via ad un numero circense che lascia davvero con il fiato sospeso tutto il pubblico in sala. Conclude l’esibizione in un dondolio che si fa metafora di vita: “dondolando tra slanci, paure, vertigini, emozioni, sogni mi accorgo che non c’è fortuna più grande di quella di poter raccontare storie” e raccoglie l’applauso caloroso di tutto il pubblico, con l’auspicio e il desiderio di poter lei stessa diventare “la signorina Maria” di qualcuno.

Questo il nobile e significativo messaggio, tramandare di generazione in generazione la passione per l’arte, trasmetterla e moltiplicarla.

Un messaggio che Claudia Gerini esprime con convinzione, restituendo al pubblico in sala l’immagine di donna ironica, soprattutto autoironica, dotata di quella pregevole leggerezza che le consente di non prendersi mai troppo sul serio, e di quella consapevolezza di sé che la consacra attrice completa e versatile.

“Storie di Claudia” è uno spettacolo godibile, che trova indubbiamente il suo punto di forza nell’espressione artistica della Gerini, unica protagonista in scena. Talmente brava, appassionata e appassionante, da far soprassedere ad alcuni momenti di pausa ‘comprensibilmente’ lunghi (necessari per i cambi d’abito). I tempi scenici, si sa, sono lo scheletro delle performance teatrali, l’ossatura che ne sostiene il ritmo, e quando si dilatano in modo eccessivo cedono inevitabilmente il passo al calare del pathos. Spiace constatare che non si sia pensato ad una trovata registica che potesse colmare il vuoto scenico, un vuoto peraltro messo in risalto da troppi momenti di buio. Peccato, ma niente paura. Non appena riappare in scena lei, protagonista assoluta, disinvolta e carismatica, l’energia coinvolgente e la sinergia tra palco e platea sono nuovamente assicurate. Nessun colpo di tosse, né rumore di carta di caramelle. A teatro, indicatori significativi.

 

Teatro Quirino - via delle Vergini 7, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: botteghino 06/6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, giovedì 31 dicembre SPECIALE CAPODANNO ore 20, venerdì 1 e mercoledì 6 gennaio ore 18, giovedì 7 e mercoledì 13 gennaio ore 17, sabato 9 gennaio ore 17 e ore 21
Orario botteghino: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19
Biglietti: martedì-mercoledì-giovedì-venerdì-sabato pomeriggio platea € 40 (ridotto € 36), I balconata € 34 (ridotto € 31), II balconata € 25 (ridotto € 23), galleria € 20 (ridotto € 18); sabato sera-domenica platea € 44 (ridotto € 40), I balconata € 38 (ridotto € 34), II balconata € 30 (ridotto € 27), galleria € 24 (ridotto € 22); 31 dicembre platea € 80, I balconata € 70, II balconata € 62, galleria € 38
Durata: 90 minuti senza intervallo

Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Paola Rotunno, Ufficio stampa Teatro Quirino
Sul web: www.teatroquirino.it

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