Storie bastarde - Teatro Ghione (Roma)

Scritto da  Martedì, 14 Maggio 2019 

In scena al Teatro Ghione di Roma, con “Storie Bastarde” di Ariele Vincenti e Fabio Avaro, il racconto della difficile vita, tra gli anni ‘70 e gli anni ‘90, di un gruppo di ragazzini in un'estrema periferia di Roma.

 

STORIE BASTARDE
di Ariele Vincenti e Fabio Avaro
con Fabio Avaro
e la partecipazione straordinaria de “La Zanzara”
tratto dall'omonimo libro di Davide Desario
disegno luci Maximiliano Lumachi
foto Fabrizio D'Orazio
grafica Danilo Giovannangeli
regia Ariele Vincenti

 

In ognuno di noi sono custoditi, più nitidi di quanto noi stessi non crediamo, i ricordi della nostra fanciullezza e degli anni dell'adolescenza: in qualsiasi maniera siano stati vissuti, si tratta degli anni più importanti, capaci, nel bene e nel male, di forgiare la nostra personalità e il nostro carattere, nonché di condizionare ed influenzare gli accadimenti e il destino di tutti.

A volte bastano un profumo, un odore, un nome, a riportare alla mente luoghi, fatti ed episodi che, sia pur lontani nel tempo, fanno parte di noi e della nostra storia. Ed è quantoStorie Bastarde”, spettacolo diretto da Ariele Vincenti, tratto da un romanzo di Davide Desario, si propone di fare, offrendo al pubblico un momento di riflessione e raccontando, ora con ironia graffiante e tipicamente romana, ora con struggente amarezza, quelle storie che solo apparentemente appartengono al passato, ma che in realtà non sono altro che la radice di quello che siamo oggi.

In scena il bravissimo Fabio Avaro ci guida, con grande partecipazione emotiva, in un complicato viaggio nell'estrema periferia di Roma degli anni ‘70 e, prendendo il via dalla morte di Pier Paolo Pasolini, ci racconta - con grande capacità evocativa - le dinamiche di un gruppo di ragazzini nati e cresciuti proprio là, dove la vita non è tutta rosa e fiori, dove ogni giorno si lotta per la sopravvivenza, dove si fa parte di un gruppo che vive per strada, in quella "comitiva" che negli anni adolescenziali è più importante della famiglia, che anzi diventa essa stessa famiglia.

Ed ecco che Gigi, il protagonista, tra battute ed amarezza, ripercorre gli anni della sua ingenua adolescenza, trascorsi a giocare a calcio per la strada, con un'anima sempre in bilico, divisa tra quello che i suoi genitori cercano di insegnargli e quello che di diverso e di più crudo la strada stessa gli sta insegnando. La passione per il calcio, che spesso può portare a situazioni esasperate, i rimproveri della mamma e del papà, che stancamente devono adempiere al loro ruolo genitoriale, la scoperta improvvisa dell'esistenza dell'altro sesso e gli sforzi "per capirne di più", diventano un colorito affresco di quel "mondo-quartiere" in cui le leggi della strada vincono su tutto, dove per esistere devi necessariamente essere parte di un branco che ti faccia sentire più grande e, di conseguenza, più forte.

Avaro è da solo sulla scena, ma la sua poliedricità, il suo calarsi non soltanto nei panni di Gigi, ma di volta in volta di tutti gli altri personaggi con cui interagisce, ci danno quasi la sensazione che in scena non sia realmente da solo: è come se riuscissimo anche noi a "vedere" i suoi amici del pallone, il simpatico portiere abruzzese, lo strambo professore siculo, il delinquentello spavaldo, la mamma rassegnata, il tossicodipendente senza speranza. E sì, perchè il viaggio attraversa inevitabilmente quel mondo di malavita, disperazione e degrado che porta alla droga, vissuta da molti come unica via per colmare quel vuoto esistenziale e spirituale che le partite a pallone sull'asfalto bruciante ormai non possono più riempire.

Qui la comicità verace e spontanea lascia il posto al rimpianto e alla drammaticità, ed è sorprendente come riescano ad accavallarsi e ad intrecciarsi sul palco tante differenti sensazioni: merito sia dell'interprete, la cui vena drammatica è notevole ma sempre ben modulata ed equilibrata, sia di una impeccabile regia, che ha reso fruibile, nella narrazione, nei ritmi e nei tempi, il racconto di un universo difficile e bastardo.

 

Teatro Ghione - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6372294, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: tutti i giorni dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30
Biglietti: a partire da € 23
Orari spettacolo: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17

Articolo di: Stefania Ninetti
Grazie a: Maurizio Quattrini, Ufficio stampa Teatro Ghione
Sul web: www.teatroghione.it

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