Storia nostra all’antica osteria - FontanonEstate (Roma)

Scritto da  Lunedì, 11 Luglio 2011 
Storia nostra all'antica osteria

Dal 29 giugno al 10 luglio. In uno degli angoli più segreti e suggestivi di Roma, nel giardino celato dalla sontuosa Fontana dell’Acqua Paola al Gianicolo, assistiamo ad una appassionante lezione di storia comodamente seduti ai tavoli di un’osteria di fine Ottocento, tra bicchieri di frizzante vinello, gustosi manicaretti e la sferzante ironia tipica del più genuino spirito trasteverino. Un viaggio allegro, spensierato ed originale per rivivere, in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, gli episodi che hanno segnato la storia del nostro paese e in particolare della città eterna, dalla nascita di Romolo e Remo sino ai tumultuosi moti risorgimentali.

 

Produzione Attori & Tecnici presenta

STORIA NOSTRA ALL’ANTICA OSTERIA

di Cesare Pascarella

adattamento teatrale Toni Fornari

con Stefano Messina, Toni Fornari, Emanuela Fresi, Simone Leonardi, Claudia Campagnola, Roberta Albanesi

regia Stefano Messina

musiche Enrico Blatti

testi della canzoni Toni Fornari

luci Marco Zara

coreografie Simone Leonardi

 

In questo periodo l’estate romana fiorisce di innumerevoli proposte teatrali e musicali, capaci di ingolosire e rallegrare i palati più disparati ed esigenti. Incastonato nella ricca e variegata offerta di FontanonEstate, la rassegna giunta ormai alla sedicesima edizione che tradizionalmente accoglie gli spettatori nell’affascinante cornice dei giardini della Fontana dell’Acqua Paola al Gianicolo (quello che i romani sono soliti apostrofare bonariamente come “Fontanone”), è andato in scena uno spettacolo davvero originale e sorprendente, prodotto dalla compagnia Attori&Tecnici. Il musical “Storia nostra all’antica osteria”, tratto dall’omonimo poema in versi dello scrittore romanesco Cesare Pascarella, rappresenta l’ideale prosecuzione del percorso intrapreso con “La Scoperta dell’America”, spettacolo acclamatissimo e replicato numerose volte nato da un’intuizione di Attilio Corsini (fondatore della compagnia) e dedicato alla narrazione del celebre viaggio esplorativo di Cristoforo Colombo.

Lo spettacolo si giova di contingenze spazio-temporali particolarmente felici per la sua messinscena: quale migliore occasione difatti delle celebrazioni in corso per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia e quale location più adatta della magnifica fontana seicentesca adagiata sulle pendici del Gianicolo, colle che nel 1849 fu teatro dell'eroica e sanguinosa difesa della breve Repubblica Romana contro i francesi chiamati da Pio IX a riconquistargli la città e che successivamente all’Unità d’Italia fu trasformato in una sorta di memoriale del Risorgimento erigendovi un monumento ai caduti, le statue equestri di Giuseppe e Anita Garibaldi e una moltitudine di mezzibusti marmorei in onore dei più celebri e valorosi combattenti garibaldini. Il musical, impreziosito da questa ambientazione suggestiva, dal cielo stellato e dalla brezza leggera di una serata inconfondibilmente capitolina, cattura lo spettatore sin dai primi istanti: ci ritroviamo immediatamente catapultati in un’osteria di fine Ottocento, con un bancone imbandito di ogni sorta di prelibatezze e i tavolacci in legno dove gli avventori gusteranno l’ottimo vinello frizzante dei Castelli e qualche squisita pietanza preparata con amore dai padroni di casa, ripercorrendo le gesta dei loro antenati che hanno trasformato Roma nella potenza inarrestabile del periodo imperiale.

Anche lo spettatore assaporerà un bicchiere di vino bianco e dei saporiti tarallucci offerti all’entrata dagli stessi attori della pièce con piacevole spirito di condivisione e accoglienza. In una divertente ora e mezza i sei protagonisti di questa serata all’osteria, tra scaramucce di gelosia ed irriverenti facezie all’insegna del più puro, genuino e verace spirito della romanità ci condurranno per mano dalla nascita di Romolo e Remo sino all’Unità d’Italia, passando in rassegna tutti gli episodi più salienti che hanno costellato la storia della città eterna, dal ratto delle Sabine alle gesta dei sette re di Roma, dai secoli oscuri e violenti del Medioevo e delle invasioni barbariche ai nuovi fasti del Rinascimento papale, sino ai moti insurrezionali che condussero finalmente all’Unità d’Italia e alla liberazione dalle infinite ingerenze esercitate dai sovrani stranieri desiderosi di imporre la propria supremazia sulla penisola.

L’adattamento teatrale di Toni Fornari è decisamente coinvolgente e accattivante, sia nelle parti recitate che nei segmenti musicali, conditi dalle brillanti canzoni con musiche di Enrico Blatti e testi curati dallo stesso Fornari: una pregiata alchimia che prende vita grazie alle vigorose, esilaranti ed impetuose interpretazioni dei sei attori in scena: il sanguigno e cordiale oste (Toni Fornari) con la moglie prorompente ed energica (Emanuela Fresi), l’avventore bellimbusto ed istrionico (Stefano Messina) con la compagna fiera e focosa (Roberta Albanesi), il prete goloso e godereccio (Simone Leonardi) e la primadonna provocante e seduttiva (Claudia Campagnola). Una compagine di personaggi irresistibili plasmati in maniera realistica ed entusiasmante da un gruppo di interpreti di grandissimo valore, tanto talentuosi nella recitazione quanto nel canto; assolutamente piacevole l’alchimia che si respira tra di loro, così come sincera e preziosa è l’empatia che riescono ad instaurare con il pubblico. Un applauso particolarmente caloroso ci sentiamo di riservarlo a Emanuela Fresi per la sua naturale spontaneità che, coniugata a ottime doti vocali e interpretative, rende il suo personaggio simpatico e incisivo e soprattutto all’eccellente Simone Leonardi che, dopo aver conquistato la platea romana nei lunghi mesi di repliche de “La Bella e la Bestia” nel ruolo del maggiordomo Din Don, ci regala in questo nuovo spettacolo una performance vitale, carismatica, generosa, vocalmente ineccepibile ed ironica nei panni del sacerdote sempre pronto a sgraffignare bottiglie di vinello o saporiti caciocavalli.

Una vera e propria festa popolare, colorata e trascinante, quella offerta da questa serata trascorsa all’osteria: per riscoprire, tra poesia, canti e danze il più vero e profondo spirito della romanità, di cui i secoli non hanno neppure lontanamente appannato lo smalto.

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Deborah Turcato, Ufficio Stampa Teatro Vittoria

Sul web: www.fontanonestate.it - www.teatrovittoria.it

 

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