Still Life (2013) - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Sabato, 13 Dicembre 2014 

Dal 9 al 14 dicembre al Teatro Elfo Puccini di Milano va in scena "Still Life (2013)" di ricci/forte nato in occasione del ventennale del festival "Garofano Verde, scenari di Teatro omosessuale". Lo spettacolo rappresenta una denuncia contro il bullismo omofobico; in particolare desidera ricordare il suicidio di un adolescente romano impiccatosi con una sciarpa rosa. Ma diventa anche una promessa: quella di spezzare l’illusione che rimanere immobili ad aspettare, in fondo, possa servire a qualcosa. "Still Life (2013)" porta via il silenzio, senza accontentarsi neppure della parola, fino a rifiutare con rabbia l’opprimente attesa di chissà quale sfolgorante deus ex machina che compia la rivoluzione. “Siamo qui stasera a seppellire la dignità dell’uomo”. O forse siamo qui a richiamarla la dignità umana (?).

 

STILL LIFE (2013)
drammaturgia ricci/forte
regia Stefano Ricci
con Anna Gualdo, Giuseppe Sartori, Fabio Gomiero, Liliana Laera, Francesco Scolletta
movimenti Marco Angelilli

 

A differenza del mondo animale, nel mondo umano l’individuo conta più del genere”.

Progettare significa muoversi tra il desiderio e il possibile, e "Still Life (2013)" è un progetto che diventa possibile grazie ad una performance rumorosa - matura - nuda - oscena - dolorosa - potente - colorata - sorprendente - amara. Costruito con cura da chi l’esibizione, nel senso più vasto del termine, è in grado di non abbandonarla a se stessa. Viene messa in scena l’insopprimibile esigenza di comunicare una storia crudele, la nostra, quella di un Paese che ha paura di crescere, che non sa ascoltare, che “non protegge i propri figli”.

Le voci sono cinque, ma sembrano infinite. Appartengono ad artisti coraggiosi e bravissimi: Anna Gualdo, Giuseppe Sartori, Fabio Gomiero, Liliana Laera, Francesco Scolletta. Gridano, piangono, ridono volgarmente, riportano fatti, pronunciano nomi e raccontano. Ci presentano tutto questo tra una conferenza, un’intervista, una lettera, una rissa, il caos. “Mi voglio svegliare nel futuro e non in un perenne passato” dice una di queste cinque/infinite voci. I loro volti diventano volti qualsiasi, uguali, ad un certo punto nascosti dietro ad un cuscino che non riesce a contenere più nulla, tanto che arriva insofferente ad esplodere delegando al vento la custodia delle sue piume. Un momento di magica e, solo apparente, confusione.

Il palco si fa contenitore spazioso di grandi desideri, pronto ad ospitare qualsiasi modalità espressiva che sia intermediaria tra il significato profondo di ogni “cosa” e la luce che c’è fuori da quelle “cose”; la stessa luce che per recuperare forza deve sbarazzarsi brutalmente delle parole che tentano invano di descriverla. Anche l’amore trova una confortevole sistemazione, tanto da prolungarsi oltre lo spazio scenico. Baciarsi, anche tra sconosciuti, perché il bacio è un gesto d’affetto. “Un bacio non si vende mai, l’anima si regala”. Vedersi anche in questo gesto che dilaga nella sala Fassbinder dell’Elfo Puccini. Riconoscersi, ritrovarsi nell’altro, incontrarsi in qualcuno che è lontano da noi; farlo grazie ad una dura ma consapevole accettazione di noi stessi e di conseguenza (meglio fosse sincronizzata) dell’altro. “Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi”.

Musica pop, sangue, piccoli ceri cimiteriali aggiungono folclore mentre insegnano, anch’essi, a scrivere una nuova storia. “Ti insegnerò che si può anche piangere”, dice una madre ad un figlio immaginario. “Capirò la tua paura del buio”. “Ti insegnerò a non vergognarti se ad agosto non potrai partire”. Insegnare a sbarazzarsi della vergogna, ad accogliere le differenze, a vestirsi di rispetto, a non pretendere l’amore. Un testo fantastico.

Una corsa “con le scarpe slacciate” dove si richiamano nomi di chi ormai non c’è più; dove si chiede il nome a chi, dopo lo spettacolo, si alzerà dalla propria poltrona per tornare alla vita. Eppure anche questa è vita, ci sono le storie che ne hanno costruite tante di vite, alcune diventate poi labirinti senza uscita. Ecco, forse, "Still Life (2013)" di ricci/forte ci trasporta lì, in quei labirinti che diventano uno soltanto, ma lo fa con l’intenzione, questa volta, di trovarla un’uscita, o almeno di continuare a cercarla.

 

Teatro Elfo Puccini (Sala Fassbinder) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 22.30, domenica ore 18.30
Biglietti: intero € 30.50 / martedì posto unico € 20 / ridotto <25 anni - >65 anni € 16 / scuole € 12 / sostenitore € 40.50

Articolo di: Alessandra Quintavalla
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

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