SS - Teatro dell'Orologio (Roma)

Scritto da  Giovedì, 07 Febbraio 2013 

Dal 4 al 10 febbraio è in scena nella Sala Grande del Teatro dell’Orologio "SS", uno spettacolo sul fenomeno della Sindrome di Stoccolma nel contesto dei campi di concentramento nazisti, ossia gli inspiegabili sentimenti positivi che le vittime possono provare verso il proprio aguzzino, nella maggior parte dei casi nient’altro che una difesa inconscia messa in atto per sopportare il trauma della violenza subita. Il testo e la regia teatrale sono di Mariaelena Masetti Zannini, mentre le dinamiche performative sono state create e dirette da Sylvia Di Ianni, la protagonista della vicenda.

 

 

 

 

 

 

 

 

SS
uno spettacolo sulla sindrome di Stoccolma nei lager nazisti
scritto e diretto da Mariaelena Masetti Zannini
produzione Mariaelena Masetti Zannini e Sylvia Di Ianni
con Diego Bottiglieri, Giulia Morgani, Laura Gigante, Flaviano Fiocchi, Enza Li Gioi, Fabio Pinna, Simonetta Lein, Illebas Olrac, Sylvia Di Ianni, Mariaelena Masetti Zannini
interventi circensi Fabio Pinna
musiche originali Enrico Fabio Cortese
scenografie Silvia Lucarelli
direzione artistica e ideazione delle installazioni viventi a cura di Sylvia Di Ianni

 

 

Quando facciamo ingresso nell'accogliente Sala Grande del Teatro dell’Orologio, lì troviamo tutti lì i protagonisti della storia che andremo a vedere, ad ascoltare, a sentire e ad interpretare questa sera. Sono sulla scena, immobili, già visibile la disperazione e la rabbia dipinte sui loro volti; in sottofondo, la voce di Marlene Dietrich intona Lili Marlene, canzone che verrà ripresa più avanti dal coro straziante dei personaggi. Sono tutti lì: sulla sinistra del palco, Settimia (Mariaelena Masetti Zannini) è vestita con la sua uniforme a righe, appena fuori dalla propria cella fatta di rami spinati, con le braccia al collo e le labbra unite a quelle del suo Ottavio (Flaviano Fiocchi), il marito che, sebbene non abbia ancora terminato i propri studi, è costretto ad operare nelle sezioni del lager destinate agli esperimenti umani; un generale delle SS (Diego Bottiglieri) brandisce le catene con cui sono legati al collo il giovane medico e Giulia Spizzichino (Giulia Morgani), la sensuale donna assegnata, grazie al proprio rossetto rosso, alle Joy Division, il reparto in cui il compito delle prigioniere era quello di soddisfare le richieste sessuali degli ufficiali tedeschi; sul corpo di Giulia opera la kapò Judith (Laura Gigante) con strani esperimenti, mentre sullo sfondo la speranza viene personificata da Simonetta Lein, attrice, scrittrice e performer.
Due sono le figure femminili sul proscenio, ma si tratta della stessa persona: Luce Calò (Sylvia Di Ianni) è la bambina che con la sua fantasia riesce a trasformare la tragedia umana e spirituale che si dipana sotto i propri occhi in una realtà parallela fatta di colori e di visioni oniriche, in cui il proprio autismo passa in secondo piano rispetto ad una scenografia di tableaux vivants e visioni circensi; ma Luce Calò è anche l’anziana signora (Enza Li Gioi) seduta malinconicamente ad un lato del palco, che, sopravvissuta ad Auschwitz, rammenta gli orrori e le follie di quel tempo, nel proprio ricordo alterato e deformato, in cui volano farfalle gialle a colorare il cielo pieno di fumo funesto.
Sicuramente originale l’interpretazione di uno dei momenti più tragici della storia italiana e mondiale, anche grazie all’ausilio delle performance circensi di Fabio Pinna, nel ruolo di amico immaginario di Luce, un folletto che, con la sua allegria, la protegge dalla visione di quelle atrocità.

 

 

Teatro dell’Orologio (Sala Grande) - via dei Filippini 17/a, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6875550 - 06/68308735, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: ore 21.00, domenica ore 17.30
Biglietti: 13 euro intero, 10 euro ridotto

 

 

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Ufficio stampa Teatro dell'Orologio
Sul web: www.teatrorologio.it

 

 

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