Speciale SaltinAria.it al M.E.I. di Faenza 2009 - Diario di viaggio

Scritto da  Simone Vairo Lunedì, 07 Dicembre 2009 

Cinque giovani ragazzi in procinto di battersi perché la buona musica emergente possa essere diffusa: è tempo di andare al M.E.I. (Meeting delle Etichette Indipendenti) che, ogni anno, si tiene a Faenza (città delle ceramiche) e ospita migliaia di artisti/etichette che si radunano per farsi conoscere, per avere un palco su cui suonare o, magari, proporre una demo per una “collaborazione” discografica o, ancora meglio, per una recensione.

 

Diario del redattore. Data stellare: 28 Novembre 2009.

Fuori è ancora buio. Non si muove nulla lungo le strade della capitale: una nuova giornata inizia nella maniera più silenziosa possibile. Gli occhi difficilmente tendono a restare aperti, ma con una buona doccia passa la paura di addormentasi e di non essere attivo per quello che verrà dopo; un percorso noto e nuovo allo stesso tempo attende cinque giovani ragazzi in procinto di battersi perché la buona musica emergente possa essere diffusa: è tempo di andare al M.E.I. (Meeting delle Etichette Indipendenti) che, ogni anno, si tiene a Faenza (città delle ceramiche) e ospita migliaia di artisti che si radunano per farsi conoscere, per avere un palco su cui suonare o, magari, proporre una demo per una “collaborazione” discografica o, ancora meglio, per una recensione.

Tutto è pronto. Già da vari mesi ci si era messi d’accordo su chi andare e cosa fare; l’insieme sembrava essere così lontano, ma il 28 Novembre è arrivato prima del previsto ed è già ora di muoversi per andare, con la macchina, sotto casa del “Grande Capo”. Presenti all’appello: Fabrizio Allegrini (noto sostenitore della causa “Gino Vannelli torna a cantare!”), Eugenio “I’m Still Alive!” Iannetta e Ilario “Bloodflowers” Pisanu, il quale aveva dimenticato una piccola spillatrice “malfunzionante” che costituiva un elemento essenziale per unire i fogli del Brain Storming che sarebbe seguito una volta che anche Caterina Iannandrea si fosse aggiunta al gruppo. Ovviamente c’ero anche io: Simone Vairo. Precisamente alle 8:45 la macchina di Fabrizio ha spiccato il volo accompagnata da quello che sarebbe stato il nemico pubblico del viaggio: un gorilla, ovvero il navigatore satellitare.

A ritmo di crostate al cioccolato e con una “vagonata” di biscotti al cioccolato da far invidia al Mulino Bianco, ci siamo trovati sull’autostrada in un momento, ma la fame “mordeva” e, quindi, ci siamo fermati per fare colazione senza, però, sfuggire a confusionarie scelte di bibite e di menù proposte dalle cassiere dell’Autogrill; non si dovrebbero fare dei quiz a chi non si è ancora svegliato completamente! Dopo aver preso anche un’abbondante diluvio universale ci siamo ri-diretti verso la nostra destinazione cercando, stavolta, di formulare delle ipotesi su come sarebbe stato meglio muoversi al M.E.I. Finito il Brain Storming si passa a discussioni più filosofiche sulla musica anni ‘70, iniziate da Fabrizio, fino ad arrivare all’ultimo di Tiziano Ferro o dei Cd che hanno cambiato la nostra vita. Seconda sosta: stavolta nessun cassiere c’ha rivolto la parola. Ormai manca poco all’arrivo così, tra una dormita e teste che “penzolano” avanti e indietro, arriviamo a Forlì per cercare la casa di un altro collaboratore della “famiglia SaltinAria”, ovvero Alberto Naldini che, insieme alla sua consorte Terry, ci ha ospitato gentilmente a casa non facendoci mancare niente. Due persone veramente squisite che, al giorno d’oggi sono rare da trovare (non mi hanno ammazzato quando ho fatto saltare la luce mentre tutti erano in procinto di addormentarsi!). L’unico problema era che la casa sembrava non apparire mai. Solo allora ci siamo accorti di aver fatto il nostro primo errore: mai sottovalutare un gorilla poiché, ovviamente, ci aveva portati prima al “Bed & Breakfast” dove avrebbero alloggiato Fabrizio e Caterina; siamo riusciti, grazie a Fabrizio, a trovare facilmente la strada. Posati i bagagli a casa di Alberto e Terry, ci riposiamo per qualche minuto per poi rimetterci subito in marcia verso Faenza. Però, prima di partire, mettiamo in atto uno stratagemma di Ilario rivelatosi vincente anche l’anno scorso: metterci dei cartelli sugli zaini con scritto il nome della webzine e una freccia indicante il luogo in cui inserire i demo da recensire; in più, stabiliamo che il primo “fortunato” a ricevere qualcosa avrebbe pagato la cena a tutti (indovinate chi fu il malcapitato? Per fortuna se ne sono accorti tutti dopo!).

Arriviamo al M.E.I., ovviamente non in maniera diretta (altra burla del gorilla! In più, possiamo giurarlo, abbiamo visto una balena e tante sezioni di arte moderna sulle rotonde stradali), e ci dirigiamo verso la sezione “Accrediti”. L’ingresso trionfale dei redattori di SaltinAria, anticipato quasi da una gaffe di Ilario con un ragazzo che incontrava sempre al quale aveva detto (più volte) che aveva fame, è stato sancito da alcune foto, sfilatini, piadine con salsicce, birre gelate e rutto Libero! Scherzi a parte, subito dopo, ci siamo “messi in marcia” per farci notare distribuendo volantini e ricevendo demo/Cd da recensire.

L’organizzazione del M.E.I. è impostata attraverso una regolare simmetria di padiglioni dedicati alla musica dal vivo e alla presentazione delle etichette discografiche indipendenti o di mercati di cd per collezionisti. Quando ci siamo resi conto di come andava la situazione decidiamo di sparpagliarci tra il fuori e il dentro del festival per avere maggiori possibilità di ottenere un risultato. Tra incontri esaltanti (batterista degli Osanna), riprese e lavoro senza tregua per il sito, la serata si conclude con una bottiglia di vino rosso e una fuga verso il ristorante/pizzeria “Il Sagittario” di Forlì, un ottimo posto dove rifocillarsi (ottima la pizza alla nutella!) e dove poter “godere” degli ottimi risultati ottenuti durante la giornata. A cena ancora chiacchiere su dialetti, “faide” tra città dell’Emilia Romagna, Nanni Moretti, il progressive (che secondo me e Alberto ha influenzato molto la follia di Fabrizio) fino ad arrivare al letto di casa, in cui la distribuzione dei posti è stata dettata sia da “minacce” a causa di movimenti bruschi sia da delle imposizioni a livello sonoro che avrebbero disturbato il sonno di chi dormiva accanto: vado quindi in camera, isolato, mentre Eugenio e Ilario hanno suonato un duetto di Do bemolle per tutta la notte.

 

Diario del redattore. Data stellare: 29 Novembre 2009-12-04

La realtà riprende la sua forma intorno alle 10 di mattina. Il tutto aiutato da una tavola imbandita di ogni ben di Dio per la colazione a casa Naldini (ottimo risveglio, meglio da voi che a casa mia!). Eugenio è l’ultimo a svegliarsi. Mangiamo almeno metà della roba che c’era, sorseggiando anche la meravigliosa aranciata di Teresa e poi, tra discorsi che riguardano la realtà nuda e cruda (dai quali, però, ho imparato molto), ci siamo distribuiti i Cd da recensire. Così, senza perdere altro tempo, ringraziamo tantissimo Alberto e la moglie (se venite a Roma sapete dove andare a dormire!) e ci dirigiamo, per l’ultima volta, verso il M.E.I.; stavolta il gorilla non è riuscito a ingannarci! C’è ancora moltissima gente al festival. Ancora una volta ci sparpagliamo per avere più visibilità, ma, dopo pranzo, ci dirigiamo verso la macchina per tornare a Roma contenti di come è andato il tutto. Sulla strada del ritorno la stanchezza regna sovrana insieme alla radio, sintonizzata sul canale del calcio.

Il ritorno è stato senza problemi! Niente scherzi del navigatore, niente traffico, tutto perfetto… tranne per la sosta dell’Autogrill dove, probabilmente, ci attendevano per riempirci di ulteriori domande sulla quantità e la dimensione delle bibite e dei caffè! Intorno alle 20, dopo aver abbondantemente sostenuto un’importante discussione sui cartoni animati (per l’ultima volta: Lady Oscar non è stata violentata!), siamo tornati a Roma e siamo andati a casa di Ilario per metterci nuovamente d’accordo su chi dovrà recensire i Cd che c’avevano gentilmente offerto.

Cosa posso dire di quest’esperienza? Il viaggio attraverso la musica è complicato e tortuoso, ma la cosa bella è che non si smette mai di scoprire cose nuove e meravigliose grazie anche a persone di uguale stampo. La musica emergente si è dimostrata essere una realtà forte e decisa e che solo grazie a SaltinAria è possibile averne la reale percezione. Abbiamo avuto molto successo quest’anno… speriamo di replicare sempre!

 

 

 

 

 

In questo viaggio abbiamo incontrato e salutato:

Il nostro redattore di Cuneo Carlo Raviola.

Gli amici Donato Zoppo e Francesca Grispello (Synpress44), Antonia Peressoni, Sabrina di Vantura, Carla Martelli e Aldo Foschi (La musica nelle aie), Silvia Iaboni (Blond Records), Elisa Orlandotti (Glitter&Soul), Luca (Alkemist Fanatix), Pietro Giannetta (P&G Promotion), David Bonato (Davvero Comunicazione), Fabio Gallo (L’altoparlante), Gianluca Perdicaro e Serena Ottaviani (Roma Rock School), Francesco (One Step Records) e agli amici di Canebagnato Records, CinicoDisincanto, Arè Rock Festival, Altipiani e Gun Club Management.

Gli artisti: RHumornero, Giuseppe Palazzo, Two Left Shoes, Luca Bussoletti, Gardenya, The Feet&Tones, Maxi B, Enrico Capuano, Serpenti, Massimo Di Cataldo.

 

Articolo di: Simone Vairo

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