Sorelle Materassi - Teatro Quirino Vittorio Gassman (Roma)

Scritto da  Martedì, 28 Novembre 2017 

Dal 21 novembre al 3 dicembre. In un affresco di vita di provincia di inizio Novecento, la vita delle "Sorelle Materassi", figure iconiche nate dalla penna di Aldo Palazzeschi, procede tra toni grotteschi e drammatici, nell’adattamento di Ugo Chiti per la regia di Geppy Gleijeses. Uno spettacolo classico e misurato, pervaso da un'amara ironia e retto dalle bravissime protagoniste Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati.

 

Gitiesse Artisti Riuniti presenta
in collaborazione con Festival Teatrale di Borgio Verezzi
SORELLE MATERASSI
libero adattamento di Ugo Chiti
dal romanzo di Aldo Palazzeschi
con Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati
e con Gabriele Anagni, Sandra Garuglieri, Gian Luca Mandarini, Roberta Lucca
scene Roberto Crea
costumi Ilaria Salgarella, Clara Gonzalez, Liz Ccahua coordinate da Andrea Viotti (Accademia Costume&Moda, Roma - 1964)
luci Gigi Ascione
musiche Mario Incudine
una produzione Gitiesse Artisti Riuniti in collaborazione con Festival Teatrale di Borgio Verezzi
regia Geppy Gleijeses

 

Sono le attrici a fare la differenza. Tra ironia e dramma emotivo, le interpretazioni di Lucia Poli, Milena Vukotic, Marilù Prati e Sandra Garuglieri convincono il pubblico, più di una regia fin troppo neutra, più degli accuratissimi costumi, più della scena essenziale, più di un racconto datato eppur contemporaneo. È uno spettacolo corretto ed elegante, il “Sorelle Materassi” al debutto martedì scorso in un gremito Teatro Quirino a Roma, un esempio di buon teatro classico. Uno spettacolo confortante, senza lampi o particolari innovazioni, ben confezionato e ottimamente interpretato - di buona fattura, per restare in argomento. Il famoso romanzo di Aldo Palazzeschi del 1934, da cui nel passato sono stati tratti film e sceneggiati televisivi, è diventato nella riduzione del drammaturgo Ugo Chiti un atto unico di 100 minuti che scorre fluido e piacevole sotto la regia di Geppy Gleijeses.

Siamo nei primi anni '20 e tre sorelle trascorrono una vita tranquilla e appartata nel sobborgo di Firenze chiamato Coverciano. Due di loro, le nubili e diligenti Teresa e Carolina, sono abili sarte e ricamatrici di biancheria di lusso per la borghesia fiorentina, mentre la sorella minore Giselda, accolta in casa dopo un matrimonio fallito, è arrabbiata e delusa dalla vita e dagli uomini. Completa il quadro femminile la fedele domestica Niobe, personaggio colorito di saggezza popolare e vivido ottimismo. Chi interrompe la placida vita domestica e gli equilibri familiari è invece il giovane figlio di una quarta sorella defunta: Remo è affascinante, spregiudicato e pieno di vita e poco gli ci vuole, per soddisfare i propri continui capricci, ad approfittarsi dell'affetto incondizionato delle zie e dei loro risparmi. Così, nonostante gli avvertimenti continui della sorella minore, unica donna in casa non offuscata dal fascino del nipote, zi' Te e zi' Ca si ritrovano piene di debiti e costrette a vendere casa e terreni paterni. Eppure un finale così amaro e drammatico in cui le due sorelle sono ridotte in povertà e abbandonate anche dall'amato nipote, conquistato da una donna e dal sogno americano, viene alleggerito da una nota di colore e di speranza.

In realtà è l'intero spettacolo a muoversi continuamente tra ironia e dramma, tra pathos e grottesco. In una dolorosa parodia della vita borghese, l'autore gioca, acuto, mettendo in ridicolo sia l'egoismo e la sventata leggerezza di Remo che le piatte vite delle sorelle, vittime dell'amore e del dovere. Presenta un nucleo familiare stretto, vicino, amorevole per poi pungerlo con tocchi di cattiveria e battute frizzanti. Ritrae un mondo di donne in cui inevitabilmente l'arrivo di un giovane affascinante non fa che scatenare rivalità e gelosie, desideri nascosti e competizioni. Una commedia dalle tinte amare, intrisa d'amore e odio.

Le sorelle Materassi sono ormai diventate figure iconiche, zitelle di mezza età senza vizi e senza svaghi, instancabili lavoratrici, protettrici del nucleo familiare, rese miti da una vita di rinunce, pie, severe, legatissime una all'altra ma capaci di battute feroci tra un merletto e un punto a croce. Lucia Poli e Milena Vukotic si confermano Signore del Teatro, e grazie alla loro esperienza, a tempi perfetti, all'emotività infusa nei ruoli e alla grande naturalezza sul palco, fanno da sole la differenza. La prima tratteggia con vigore e caparbietà la sorella maggiore mentre la seconda, con eleganza e delicatezza innate, anima una Carolina naif, tenera e irresistibile. Insieme ed affiatate, volitiva una eterea l'altra, intrecciano dialoghi e battibecchi rapidi e incisivi. L'ottima Marilù Prati è invece la sorella fuori dal coro, moderna, acida, arrabbiata ed energica. Riuscitissima anche la quarta interprete che, calcando l'inflessione toscana, con modi spicci e vivaci conquista grandi applausi.

Fatta eccezione per il prologo, in cui le sorelle in udienza papale vengono rappresentate, con un tocco diverso, attraverso un suggestivo e riuscito gioco di ombre cinesi, la scenografia è sempre fissa. Roberto Crea ricostruisce il salone di casa Materassi, austero e freddo, con un grande arco-finestra che lascia intravedere la sagoma di un maestoso albero - evocatore di un rigoglioso giardino. E' un quadro elegante e scarno che però, nella sua delicata essenzialità, appare quasi un'occasione sprecata: una casa di tante donne, un laboratorio di stoffe e pizzi, una vita agiata che scivola verso sempre maggiori ristrettezze sono spunti che avrebbero potuto offrire più possibilità di gioco. Al contrario, sfarzosi e bellissimi sono i costumi realizzati dall'Accademia del Costume e della Moda, forse l'unico elemento davvero di sorpresa dello spettacolo. Quando Poli e Vukotic, smessi i modesti abiti da lavoro e le candide cuffie da notte, riappaiono per una cena mondana con il nipote agghindate di tutto punto e, ancora, al loro arrivo al matrimonio di Remo, coperte come bambole di pizzi, tulle e merletti bianchi, sono irresistibili.

Le musiche delicate sono utilizzate da Mario Incudine per riempire malinconicamente i bui mentre rumori di sottofondo come il chiacchiericcio dei giovani o il rombo di un motore arrivano dall'esterno a richiamare quella vita reale e viva, chiusa fuori dal guscio di casa Materassi.

Si sorride spesso assistendo a "Sorelle Materassi": questo affresco della vita di provincia di inizio Novecento sfiora ma non indugia sugli aspetti tragici, preferendo un'ironia amara e una leggerezza quasi grottesca.

 

Teatro Quirino Vittorio Gassman - via delle Vergini 7, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: botteghino 06/6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, giovedì 23 e giovedì 30 novembre ore 17, mercoledì 29 novembre ore 19, sabato 2 dicembre ore 17 e ore 21
Biglietti: martedì / mercoledì / giovedì / venerdì / sabato pomeriggio platea € 30 (ridotto € 27), prima balconata € 24 (ridotto € 22), seconda balconata € 19 (ridotto € 17), galleria € 13 (ridotto € 12); sabato sera / domenica pomeriggio platea € 34 (ridotto € 31), prima balconata € 28 (ridotto € 25), seconda balconata € 23 (ridotto € 21), galleria € 17 (ridotto € 15)
Durata spettacolo: 1 ora e 40 minuti senza intervallo

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Paola Rotunno, ufficio stampa Teatro Quirino
Sul web: www.teatroquirino.it

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