Some Girl(s) - Teatro Biblioteca Quarticciolo (Roma)

Scritto da  Martedì, 24 Marzo 2015 

Prosegue la fortunata tournèe di “Some Girl(s)”, commedia brillante e sincera di Neil LaBute, portata in scena dal 2013 da Marcello Cotugno. La storia di un quarantenne che poco prima del matrimonio decide di incontrare le sue ex storiche per chiarire il passato e togliersi un peso dalla coscienza, diventa un racconto di sentimenti, nevrosi e dinamiche interpersonali. Un’analisi ironica e graffiante sul rapporto tra sessi, raccontato con scrittura moderna e personaggi ambigui in cui è incredibilmente facile riconoscersi. Il lodevole cast e la regia sobria e funzionale concretizzano la bella riuscita dello spettacolo.

 

Bellini La casa del teatro presenta
SOME GIRL(S)
di Neil LaBute
con Martina Galletta, Laura Graziosi, Rachele Minelli, Bianca Nappi, Gabriele Russo, Roberta Spagnuolo
traduzione e adattamento Gianluca Ficca e Marcello Cotugno
scene Luigi Ferrigno
costumi Annapaola Brancia D'Apricena
regia Marcello Cotugno

 

Rintracciare gli amori del passato e affrontarli: per chiarire il non-detto, per scusarsi degli errori, per liberarsi la coscienza (e anche per inaspettati fini ben più utilitaristici). Ecco il curioso proposito per cui il protagonista Guy parte per un viaggio a ritroso nella propria vita e attraverso l’America e su cui si fonda “Some Girl(s)”, bel testo di Neil LaBute portato in scena al Teatro Biblioteca Quarticciolo nell’intrigante versione tradotta, adattata e diretta da Marcello Cotugno.

Presenza fissa in scena e unica figura maschile è Gabriele Russo nelle vesti di Guy, il quarantenne prossimo al matrimonio e pronto a percorrere l’America da uno stato all’altro per incontrare le quattro ex che più hanno segnato la sua vita, dalla fidanzatina del liceo all’amore più recente, dall’amante più passionale a quella romantica. Donne diverse per storia e per indole - contraddistinte in scena da una precisa armonia tra abiti, personalità, sfondi e colori - accomunate solo dall’uomo che tutte hanno amato e da una rottura incomprensibile e brutale della storia, sempre subita e mai voluta. Quattro donne messe d’improvviso davanti a vecchie storie per cui il cuore è ancora sensibile, storie finite ma che portano con sé strascichi di dolore o di rabbia, di dubbio o di attrazione, di tenerezza o di vendetta.

“Some Girl(s)”, acuta pièce del 2005 di uno dei più apprezzati drammaturghi statunitensi contemporanei, Neil Labute, è un percorso - un po’ commedia d’amore un po’ studio sociale - nella complessità delle relazioni tra uomo e donna, un quadro ironico e autentico su caratteri e turbamenti della società contemporanea. Da un lato abbiamo l’ambizioso Guy, un bambino di quarant’anni ancora pieno di insicurezze e sensi di colpa, un uomo immaturo ed egoista che ha paura di impegnarsi per costruire qualcosa ma non di giocare superficialmente con le donne amate. Dall’altro lato una galleria di donne che va a tratteggiare precisi modelli femminili (a volte volutamente stereotipati): c’è Sam che si è costruita una famiglia ma che davanti al primo amore lascia riaffiorare insicurezze e ferite, c’è Tyler orgogliosamente indipendente e spregiudicata, c’é Lindsay affamata di vendetta e c’è Bobbi, libera ed energica. Seppur differenti tutte sono comunque in balia del maschio opportunista Guy, vittime dei propri sentimenti e dell’egoismo di lui, scosse dal desiderio di rivalsa ma frenate dall’affetto e, alla fine, disposte a cedere (quasi tutte), in un modo o nell’altro, al vecchio amore. Impossibile non riconoscersi in uno dei personaggi o, almeno per una sfumatura o un atteggiamento, un po’ in ciascuno di loro. Con una narrazione efficace ma lieve, “Some Girl(s)” tratteggia debolezze e sentimenti reali e comuni a tutti, innestando un forte senso di immedesimazione. Il pubblico in sala partecipa e ride delle schermaglie amorose e dei dialoghi sarcastici ma esce dalla sala incuriosito e stimolato dopo questo viaggio nelle sfumature della psicologia umana, quasi una sorta di autoanalisi.

Ottimi gli interpreti: a partire da Bianca Nappi nei panni della seducente Tyler e Roberta Spagnuolo in quelli della vendicativa e divertente Lindsay, tutti tengono la scena con grande naturalezza e spontaneità, risultando sempre credibili e mai sopra le righe.

Convinta approvazione va poi all’intelligente ambientazione: le camere d’hotel in cui Guy incontra le sue donne in giro per gli Stati Uniti sono spazi chiusi, intimi eppure anonimi, sempre diversi ma incredibilmente ripetitivi. Impressione che viene resa efficacemente grazie al semplice cambiamento della disposizione degli impersonali mobili d’arredo, spostati a sipario aperto tra una scena e l’altra da ipotetiche cameriere che rassettando la camera ne vanno a comporre una nuova. Un riuscito gioco di luci e contrasti crea poi l’illusione di un corridoio che corre intorno alla stanza riuscendo perfettamente a separare gli ambienti e ricreando l’atmosfera claustrofobica e silenziosa degli hotel.

Il testo, adattato nel 2013 anche per il grande schermo in un film con Adrian Brody, si presta bene ad un taglio introspettivo che scavi nelle tortuose dinamiche sentimentali ma può anche facilmente virare, in modo più frivolo, verso la classica commedia americana. Ma pur avendone verve e dinamiche, “Some Girl(s)” non è la commedia romantica dal lieto fine e dal protagonista perfetto mosso da buoni sentimenti: qui l’eroe è cinico e superficiale (ma, ahimè, più vero) e il suo unico momento di sincero pentimento dura un breve attimo, le psicologie sono complesse e la realtà non edulcorata.

Marcello Cotugno, esperto conoscitore di LaBute che per primo ha diffuso in Italia rappresentandone le opere già dal 2001 e pubblicandone nel giugno scorso la prima edizione italiana dei testi, dirige con sicurezza e coglie il giusto equilibrio; il risultato è uno spettacolo che non manca di brio e gradevolezza ma che custodisce sfumature ben più profonde.


Teatro Biblioteca Quarticciolo - via Ostuni 8, 00171 Roma
Per informazioni: telefono 06/98951725 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal giovedì al sabato ore 16.00/19.00 – sere di spettacolo ore 20.00/21.30 - domenica ore 17.00/18.30
Orario spettacoli: venerdì 20 e sabato 21 ore 21, domenica 22 marzo ore 18
Biglietti: intero 10 euro - ridotto 8 euro

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Carla Fabi, Ufficio stampa Teatro Biblioteca Quarticciolo; Antonino Pirillo, Ufficio Stampa Compagnia
Sul web: www.teatrobibliotecaquarticciolo.it - www.casadeiteatri.roma.it

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