Sogno di una notte di mezza estate - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Domenica, 26 Febbraio 2017 

Dal 21 febbraio al 5 marzo. Nel perimetro simbolico della sala di un antico palazzo napoletano, Titania e Oberon attivano una drammaturgia di capricci e smanie riducendo le sorti degli uomini a fragili trame da vecchi teatri dei burattini. I due, come schegge di dei precipitati in terra, continuamente sospesi fra sonno e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono, con estro malaccorto, una regia dei sentimenti umani. Ruggero Cappuccio rilegge il Sogno shakespeariano, con la regia di Claudio Di Palma e due protagonisti d’eccezione come Isa Danieli e Lello Arena.

 

Isa Danieli e Lello Arena in
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
di Ruggero Cappuccio
liberamente ispirato all’opera di William Shakespeare
con Fabrizio Vona, Renato De Simone, Enzo Mirone, Rossella Pugliese e Antonella Romano
costumi Annamaria Morelli
scene Luigi Ferrigno
musiche Massimiliano Sacchi
burattini Selvaggia Filippini
regia Claudio Di Palma
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
in collaborazione con Officine Culturali della Regione Lazio Bon Voyage, Festival Teatrale di Borgio Verezzi e Civit’Arte 2015

 

Anche Shakespeare si sarebbe divertito un mondo per questa geniale parodia, che parodia non è, del suo Sogno. Probabilmente si sarebbe perfino calato la maschera per ammettere: va bene, facciamola finita, mi avete beccato, “scuotilancia“ ovvero shake-speare è solo un nome d’arte, perché io non sono bardo, nè tantomeno british. La verità è che, nato in Italia, in Sicilia per la precisione, il mio vero nome è Giovanni Florio della famiglia Florio dei liquori serviti alla marina inglese, così ho imparato la lingua e sono stato spedito in Inghilterra per affari, ma mi porto dietro tradizioni letterarie e spirito del mio popolo originario.

Magari fosse vero, magari potessimo annoverare Shakespeare tra i geni della nostra letteratura, tra i quali del resto si troverebbe perfettamente a suo agio, visto che non ha certo fatto complimenti nel prendere dalla nostra cultura plot, temi, argomenti, novelle e qualche ispirazione. Concludo il preambolo con la riflessione che la scrittura o riscrittura del Sogno di Ruggero Cappuccio si spinge ben oltre la parodia, ma rappresenta una prova riuscita di come stili e modi della Commedia all’italiana rappresentino il sottotesto, la filigrana dell’opera di Shakespeare.

Entrano così in gioco, come se fossero ad essa connaturate, le forme della commedia dell’arte, della fiaba folk italiana (che confluirà nel Seicento nella raccolta del Cunto dei Cunti del Basile), il gioco finzione-realtà della Mandragola, Il gran teatro del mondo anticipato dalla Cortigiana, il tema del sogno e del doppio del Candelaio, il teatro dei pupi siciliani e dei burattini partenopei, Pulcinella in primis che viene partorito in sogno da Titania (incarnata da una Isa Danieli di sfolgorante, accecante bravura), fino ad arrivare alla farsa dell’antica tradizione partenopea che ha nell’Oberon di Lello Arena un colossale - in tutti i sensi -interprete.

Le allusioni a Scampia e a Gomorra del testo di Cappuccio vengono riprese dalla scenografia di Luigi Ferrigno sospesa tra l’onirico, il surreale e il metafisico, elementi stilizzati che si fondono nelle grate metalliche di un sotterraneo abbandonato. L’atmosfera è di un’ambientazione che richiama spunti letterari del realismo magico e del materialismo metafisico (splendidi i costumi di Annamaria Morelli) ma con un quid di neorealistico come se il sogno fosse alla fine una via di fuga dalla realtà e dalle angosce del quotidiano. Le musiche di Massimiliano Sacchi restano sospese come le note di un incantesimo che si dissolve appena stropicciando gli occhi, ma poi ritorna a riempire l’aria, il cielo di folletti e di magie. E di burattini parlanti come nelle filastrocche antiche recitate dai carrozzoni dei comici viandanti (figure di Selvaggia Filippini).

La regia di Claudio Di Palma sottolinea con chirurgica precisione la materia oscura di Shakespere-Cappuccio e dipana la matassa dei vari intrecci, delle sovrastrutture e dei rimandi con lucidità e leggerezza. E sembra voler seguire l’indicazione di Jung secondo la quale le invenzioni letterarie sono soprattutto invenzioni oniriche.

Come si fa a non citare i coprotagonisti di questo spettacolo tutto da vedere, ma anche tutto da sognare? Divertenti col giusto velo di tristezza, come bambini che dubitano di Babbo Natale, sono Fabrizio Vona, Renato De Simone, Enzo Mirone, Rossella Pugliese e Antonella Romano.

 

Teatro Sala Umberto - via della Mercede 50, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Biglietti: da 32€ a 23€

Articolo di: Enrico Bernard
Grazie a: Silvia Signorelli e Monica Menna, Ufficio stampa Teatro Sala Umberto
Sul web: www.salaumberto.com

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP