Sogno di una notte di mezza estate - Teatro Nuovo (Milano)

Scritto da  Daniela Cohen Mercoledì, 28 Marzo 2012 
Sogno di una notte di mezza estate

Dal 20 marzo al 1° aprile. Fuori dal palco, su un palchetto a parte, di lato, un contrabbassista suona musica jazz: è il bravissimo Ferruccio Spinetti a cui s’accompagnano uno dopo l’altro, con l’apertura del sipario, altri personaggi della serata offerta dal Teatro Nuovo di Milano fino a domenica 1° aprile. Una serata che si rivelerà assolutamente fuori dall’ordinario e non certo perché siamo tutti qui per vedere una riscrittura del mitico “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, su cui hanno lavorato il regista Gioele Dix, sempre più poliedrico nel suo spessore artistico, e Nicola Fano, esperto di testi shakespeariani.

 

Bananas e Fondazione Atlantide Teatro Stabile Verona presentano

in collaborazione con Estate Teatrale Veronese

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

di William Shakespeare

con Alessandro Betti (Flute – Demetrio), Maria Di Biase (Titania – Ippolita), Katia Follesa (Quince – Ermia), Maurizio Lastrico (Snug – Lisandro), Corrado Nuzzo (Oberon – Teseo), Marco Silvestri (Bottom – Egeo), Marta Zoboli (Snout – Elena)

e con Petra Magoni (Puck), Ferruccio Spinetti (Il Contrabbassista)

traduzione e adattamento Gioele Dix e Nicola Fano

regia Gioele Dix

 

Ancora nessuno sospetta cosa sta per vedere quando entra in scena una magica Petra Magoni nel ruolo di Puk: inizia con una scopa in mano come dovesse spazzare tutto il palcoscenico, che appare come una strada di ‘periferia post industriale contemporanea’, spiega il regista. La scenografia mostra un palazzotto diroccato con la scritta ‘Dream’, come fosse il nome di un locale e difatti c’è, un locale, lì dentro. Ma soprattutto Petra inizia a cantare col sottofondo del contrabbasso e la sua voce si solleva, volteggia, risuona come ruscello di montagna sgorgato da sorgente colpita da mille raggi di sole…magica!

Gioele Dix ha voluto affrontare Shakespeare non certo con leggerezza, basti ricordare che lui è stato uno dei primissimi personaggi a contribuire a una delle rappresentazioni più fortunate di questo testo: la versione offerta come musical dall’allora regista teatrale Gabriele Salvatores per il Teatro dell’Elfo, tutti giovanissimi a creare un incanto a cui parteciparono personaggi che nei decenni seguenti sono diventati tutti grandissimi artisti. Salvatores volle anche farne un film (il suo primo!), e il ruolo di Titania fu dato allora a una giovane Gianna Nannini. Era il 1982 e quel lungometraggio vincerà un premio a Venezia, mentre la versione teatrale originale è del 1977. Perché ricordo questi fatti? Perché anche Gioele è stato giovanissimo, pieno di speranze e di sogni ed ha vinto le sue innumerevoli battaglie. Così ha voluto lanciare una sfida a tutti quanti e invece di un musical o di uno spettacolo tradizionale o post-moderno, ha voluto imitare in pieno quello che tutti ritengono fosse la vita di Shakespeare: un commediante, un buffone, un attore…

Raccoglie per l’occasione alcuni tra i migliori e più noti comici di Zelig, li riunisce e dà loro i diversi ruoli che pure nel “Sogno di una notte…” appaiono stranissimi: tra la voce straordinaria di Petra Magoni e le note di Spinetti, si srotola piano piano la vera storia. Troviamo una piccola compagnia teatrale che si prepara a uno spettacolo in onore di una festa di matrimonio, ci si dovrebbe trovare in Grecia ma non è detto e siccome si è a metà maggio, tutti vogliono celebrare a dovere la festa di mezza estate. Ci sono Oberon e la regina Titania, i giovani Lisandro innamorato di Ermia e Demetrio che pure ama la stessa donna, ma è amato da Elena, che gli corre dietro pietosamente. Titania ha provocato il re a causa delle sue attenzioni per un giovinetto, figlio di una donna che le fu amica e ora scomparsa, ma Oberon non ci crede e vuole vendicarsi. Alla festa manderà Puk, suo servo folletto, a stendere un filtro magico sugli occhi della regina come pure della coppia che deve a suo parere riunirsi. Puk però fa confusione coi giovani e succedono innumerevoli, divertenti malintesi.

Nel frattempo la scalcinata compagnia di attori cerca di prepararsi per la serata e mette in scena il suo testo. Nel secondo tempo questa parte sarà quella che trascinerà il pubblico in un delirio di risate per la bravura di tutti gli interpreti e la perfetta direzione a cui hanno risposto. Un ottimo e divertente Marco Silvestri è Bottom, Marta Zoboli è Snout e interpreta pure il ruolo di Elena, Maurizio Lastrico è Snug come pure Lisandro, Corrado Nuzzo è Oberon ma anche Teseo, la bravissima Katia Follesa è Quince come pure Ermia e Maria Di Biase è Titania ma anche Ippolita. Infine, Alessandro Betti è Flute. Il testo originale non è stato tradito ma arricchito dalla simpatica confusione di comici e musicisti, improvvisatori ma attenti nell’aderire al grande Bardo, davvero in gamba nel realizzare un “Sogno” che alla fine tutti gli spettatori hanno imparato a conoscere col sorriso sulle labbra, in maniera contemporanea e col linguaggio antico ma sempre godibile ci ricorda che ‘la notte serve per sognare e all’alba ci si sveglia senza stupirsi di quanto accaduto, come a teatro…’

 

Teatro Nuovo - Piazza San Babila, Milano

Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/794026 dal lunedì al sabato dalle 10 alle 19, domenica dalle 11 alle 17; rivendite on-line (anche per gli abbonamenti)

Orari spettacolo: da martedì a sabato ore 20.45, domenica 25 marzo ore 16, domenica 1 aprile ore 20.45

Biglietti: da martedì a venerdì Poltronissima € 36, Poltrona € 30;                 

sabato sera e domenica pomeriggio Poltronissima € 40,  Poltrona € 34    

        

Articolo di: Daniela Cohen

Grazie a: Ufficio Stampa Lia Chirici – VerbaVolant

Sul web: www.teatronuovo.it

 

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