Sogno di una notte di mezza estate - Teatro Manzoni (Milano)

Scritto da  Domenica, 17 Marzo 2019 

Un vero e proprio teorema sull’amore ma anche sul nonsense della vita degli uomini che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni. Mito, fiaba e quotidianità si intersecano continuamente senza soluzione di continuità all’interno di questa inedita versione del noto testo shakespeariano, con adattamento e regia di Massimiliano Bruno e protagonisti Stefano Fresi, Violante Placido, Paolo Ruffini e Augusto Fornari.

 

Francesco e Virginia Bellomo presentano
Stefano Fresi, Violante Placido, Paolo Ruffini, Augusto Fornari in
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
di William Shakespeare
adattamento di Massimiliano Bruno
con Maurizio Lops, Rosario Petix, Dario Tacconelli, Zep Ragone, Sara Baccarini, Alessandra Ferrara, Antonio Gargiulo, Tiziano Scrocca, Daniele Coscarella e Maria Vittoria Argenti
regia Massimiliano Bruno
scene e costumi Carlo De Marino
musiche Roberto Procaccini
light designer Marco Palmieri
coreografie Annalisa Aglioti
produzione esecutiva Fabrizio Iorio
prodotto da Corte Arcana Isola Trovata


“Sogno di una Notte di Mezza Estate*” è probabilmente la più famosa commedia di William Shakespeare e nel tempo è stata rappresentata, editata e trasposta numerosissime volte. Come da tradizione per la commedia rinascimentale inglese, la trama è complessa.

Ad Atene fervono i preparativi per il matrimonio di re Teseo con Ippolita, regina delle Amazzoni, quando Egeo, un nobile della città, si reca dai due sovrani per ottenere che sua figlia Ermia sia costretta a sposare Demetrio. Ermia è però innamorata del giovane Lisandro, che la ricambia, e i due decidono di fuggire, di notte, passando per il bosco; Elena, amica di Ermia e innamorata perdutamente di Demetrio, avverte il giovane e lo segue nel bosco. I destini di questi quattro amanti s’intrecciano così con quelli di una compagnia di attori dilettanti, che si è recata nella foresta per provare in gran segreto un’opera che sarà rappresentata al banchetto di nozze di Teseo e Ippolita, e con la disputa tra la regina delle fate Titania e il suo consorte Oberon. È proprio quest’ultimo che ordina al suo servo Puck di versare negli occhi di Demetrio il succo della viola del pensiero cosicché egli s’innamori di Elena, ma il folletto si sbaglia e incanta Lisandro. Nel frattempo anche Titania, stregata da Oberon, cade preda della passione per uno dei teatranti, che Puck ha trasformato in asino. Solo alla fine della notte tutto tornerà come prima, il matrimonio di Lisandro ed Ermia verrà celebrato con quello di Demetrio ed Elena e quello regale tra Teseo e Ippolita e i teatranti potranno finalmente mettere in scena il loro spettacolo prima che Puck saluti il pubblico con i famosi versi dell’epilogo: Se noi ombre vi abbiamo irritato non prendetela a male, ma pensate di aver dormito, e che questa sia una visione della fantasia…noi altro non v’offrimmo che un sogno.

L’adattamento di Massimiliano Bruno mira essenzialmente ad avvicinare il testo shakespeariano al pubblico moderno non semplificandone la trama, bensì il suo linguaggio, cucendo e modificando i personaggi perché si adattino perfettamente agli attori che li interpretano.

In una scena onirica, illuminata da luci al neon e ravvivata da cromature musicali che pescano tanto nel mondo della disco dance quanto della ballata si aggirano fate, domatrici un po’ sadomaso, viveur, elfi circensi e personaggi che potrebbero appartenere a un circo in decadenza e che solo nel bosco fatato di Oberon e Titania sembrano trovare la loro realtà. Tra tutti loro vaga il Puck di Paolo Ruffini, un folletto un po’ troppo disilluso per i canoni standard, che preferisce giocare sull’ironia cinica piuttosto che sull’umorismo.

La commistione tra battute originali, aggiunte estemporanee e brani musicali è apprezzabile e si accorda con i costumi di stampo bohémienne dei teatranti e dei personaggi della foresta, mentre spicca il biancore candido di quelli dei giovani amanti, che li rende immediatamente riconoscibili come non pienamente appartenenti al mondo di sogno, finzione e illusione proprio, appunto, di elfi, fate e, perché no?, anche attori.

La versione del Sogno di Bruno non risulta originale come da promessa - compito peraltro difficile, considerando sia l’impostazione scelta sia le numerose rivisitazioni di cui si è già parlato e che ormai costituiscono una tradizione - e si crogiola un po’ troppo nelle gag e nella goliardia, che rischiano di appiattire la potenza narrativa di Shakespeare. Ciononostante, lo spettacolo non presenta grossi scivoloni e gli interpreti sono autori di una performance più che dignitosa, rendendo il “Sogno di Una Notte di Mezza Estate” andato in scena al Teatro Manzoni una commedia piacevole quanto un film per la tv.

Note:
Sogno di una Notte di Mezza Estate: Commedia tra le più famose di Shakespeare, scritta probabilmente nel 1595 e rappresentata per la prima volta nel 1596, ha radici in scritti classici, come le Metamorfosi di Ovidio. Numerose sono le trasposizioni cinematografiche - si ricordano quella con Judi Dench nel ruolo di Titania (1968) e quella fortunatissima del 1999, con un cast hollywoodiano che comprendeva Michelle Pfeiffer, Rupert Everett e Kevin Kline. "Sogno di Una Notte di Mezza Estate" è stato più volte ripreso anche nei fumetti e nei libri (ricordiamo le opere di Neil Gaiman, ad esempio), e ne esistono anche versioni musicali e balletti.

 

Teatro Manzoni - Via Alessandro Manzoni 42, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni : telefono 800914350, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: feriali ore 20.45, domenica ore 15.30
Biglietti: poltronissima Prestige €35, poltronissima €32, poltrona €23, poltronissima under 26 €15.50
Durata spettacolo: 135 minuti + intervallo

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Manola Sansalone, Ufficio stampa Teatro Manzoni
Sul web: www.teatromanzoni.it

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