Sogno di una notte di mezza estate - Teatro Ambra Jovinelli (Roma)

Scritto da  Sabato, 01 Dicembre 2012 

Dal 29 novembre al 9 dicembre. Riproporre Shakespeare non solo in chiave umoristica, ma attingendo ad un cast di comici generalmente conosciuti dal pubblico tramite il canale televisivo, è una vera e propria sfida. E Gioele Dix nel “Sogno di una notte di mezza estate” in scena all’Ambra Jovinelli la coglie e la vince, affrontando i pregiudizi sull’incapacità dei comici di allontanarsi dai propri usuali personaggi e dimostrando che non necessariamente un testo messo in scena e diretto da comici debba perdere la sua forma e trasformarsi in una sorta di goliardata.

 

 

 

 

 

 

Bananas srl e Teatro Stabile Verona presentano
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
di William Shakespeare
con
Alessandro Betti - Lisandro e Flute
Gianni Cinelli - Demetrio e Snug
Maria Di Biase - Titania e Ippolita
Katia Follesa - Quince ed Ermia
Corrado Nuzzo - Oberon e Teseo
Marco Silvestri - Bottom ed Egeo
Marta Zoboli - Snout ed Elena
e con
Petra Magoni - Puck
Ferruccio Spinetti - Il Contrabbassista
traduzione e adattamento Gioele Dix e Nicola Fano
regia Gioele Dix
scene Francesca Pedrotti
trucchi e costumi Stefano Anselmo
musiche Petra Magoni e Ferruccio Spinetti
coreografie Marta Ottolenghi
aiuto regista Paola Degiuli

 

 

Il lavoro che Giole Dix compie, grazie anche all’aiuto di Nicola Fano, noto studioso dei testi shakespeariani, è sottilissimo e rigoroso e non stravolge, anzi, amplifica e rende maggiormente fruibile la portata teatrale del testo del letterato inglese. Il ritmo è più accattivante, grazie al linguaggio alleggerito ed attuale, e la trama è più facilmente comprensibile, grazie allo spostamento di un segmento centrale dello spettacolo all’inizio della rappresentazione, ma l’impianto narrativo ed il magico clima del ‘sogno’ rimangono inalterati.
Così l’attore comico, noto ai più per le interpretazioni di Alberto Tomba o dell’automobilista incazzato, si dimostra un più che valido regista, riuscendo a portare sul palco la genialità del testo di Shakespeare, cogliendone tutte le sfumature ed offrendo agli attori della compagnia la possibilità di cimentarsi nell’interpretazione di più ruoli.
E’ così che Corrado Nuzzo e Maria De Biase (del duo di Zelig passato alla storia per il refrain ‘Cos’avrà voluto dire?’) litigheranno tra di loro sia nei ruoli di Ippolita e Teseo, duchi di Atene, lui ingenuotto e compiacente e lei dall’indole dittatoriale fiera indossatrice di un copricapo a forma di testa di cavallo in onore del proprio nome, sia in quelli di Oberon e Titania, il mago dei folletti trafficone e la svampita figlia dei fiori ormai un po’ agée.
I quattro giovani protagonisti dell’intricata e duplice storia d’amore, interpretati da Alessandro Betti, Katia Follesa (del duo Katiana e Valeriana di Zelig), Maurizio Lastrico e Marta Zoboli, sono anche, insieme a Marco Silvestri nei panni del simpaticone che fa da anello di congiunzione tra il mondo del sogno e quello della realtà, i componenti della compagnia teatrale malamente assortita, assoldata dai duchi per allietare la loro festa nuziale. Ed è proprio in questa rappresentazione metateatrale, inscenante il mito di Piramo e Tisbe, i due giovani costretti a parlarsi attraverso una crepa nel muro che li separa, che gli attori si liberano dal legame del copione e lasciano ampio spazio alla loro verve comica, trasformando questo momento in un vero e proprio siparietto esilarante, che appassiona e diverte il pubblico in platea.
Dulcis in fundo, l’accompagnamento musicale, fiore all’occhiello dello spettacolo e notevole addendum di raffinatezza. A fare da legame tra le diverse parti dello narrazione, la presenza, piacevole ed indisponente, dell’elfo Puck, interpretato dalla cantante Petra Magoni (moglie, tra l’altro, di Stefano Bollani), che con la sue incredibili doti vocali e mimiche e con la sua presenza scanzonata e versatile, spazia da musiche appositamente composte per l’occasione a refrain magici e brani attinti dalla musica leggera, come quelli di Harold Arlen (Over the Rainbow), Gloria Gaynor (I will survive), Domenico Modugno (Volare) e Ivano Fossati (La musica che gira intorno). Ad accompagnare la voce della Magoni ci pensano le note di un contrabbasso, animato di nuova vita grazie alle sapienti mani di Ferruccio Spinetti, da tempo partner musicale della cantante, spesso coinvolto sulla scena dagli esuberanti attori.
La scenografia resta fissa per l’intera durata dello spettacolo (quasi tre ore) e riproduce un malandato locale periferico dal nome ‘Dream’, come testimonia l’insegna grigia sul muro, ai confini del quale inizia la fantomatica foresta, appena delineata da una misteriosa crepa tra gli alberi spogli da cui entrano ed escono i personaggi.
Un’occasione per rivivere un classico del teatro, ridendo, almeno per una volta.

 

 

Teatro Ambra Jovinelli – piazza Guglielmo Pepe 43-47, 00185 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/83082620, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica e mercoledì ore 17, lunedì riposo
Biglietti: poltronissima € 31 - poltrona € 26 - I galleria € 22 - II galleria € 17,00

 

 

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Ufficio stampa Maria Letizia Maffei
Sul web: www.ambrajovinelli.org

 

 

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