Sogno di una notte di mezza estate - Silvano Toti Globe Theatre (Roma)

Scritto da  Martedì, 14 Settembre 2010 
Sogno di una notte di mezza estate

Dall’8 al 19 settembre. Gran finale di stagione con “Sogno di una notte di mezza estate”, una commedia molto amata dal pubblico del Silvano Toti Globe Theatre e che viene riproposta per il quarto anno consecutivo dopo ben trentaquattro repliche e circa 25.500 spettatori dal 2007 al 2009.

 

 

 

 

 

 

 

Produzione Politeama Srl presenta

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

Di William Shakespeare

Regia di Riccardo Cavallo

Traduzione di Simonetta Traversetti

Interpreti

Nick, Bottom: Gerolamo Alchieri

Maestro di cerimonie: Fabrizio Amicucci

Titania, regina delle fate: Claudia Balboni

Elena: Federica Bern

Egeo, padre di Ermia: Alessio Caruso

Snug: Roberto Della Casa

Teseo, duca d’Atene: Nicola d’Eramo

Lisandro, innamorato di Ermia: Daniele Grassetti

Puck: Fabio Grossi

Ippolita, Regina delle Amazzoni: Alessandra Korompai

Ermia: Valentina Marziali

Fairy: Cristina Noci

Tom, Snaout: Claudio Pallottini

Demetrio: Marco Paparella

Oberon, Re degli Elfi: Carlo Ragone

Peter Quince: Marco Simeoli

Francis, Flut: Roberto Stocchi

Costumi: Manuela Romagnoli

Scene: Silvia Caringi e Omar Toni

Assistenti alla regia: Francesca de Berardis e Mario Shittzer

 

Sogno di una notte di mezza estateUn racconto, una scatola cinese, un’unica notte magica in cui si intessono tre differenti storie, tre mondi diversi che interagiscono nello stesso spazio, quello di un bosco incantato: il mondo della commedia, con l’apparizione sulla scena di una scalcagnata compagnia teatrale, il mondo della realtà, ossia l’amore tra Lisandro ed Ermia, e quello della fantasia, gli elfi e le fate che popolano il bosco.

Sogno di una notte di mezza estateTre linguaggi differenti fanno da padrone nelle tre diverse storie, a rimarcare l’appartenenza dei personaggi al proprio mondo: quello delle fate quasi cantilenato, spesso in rima a volte sciolto, quello degli amanti dominato da liriche d’amore e quello dei commedianti, quotidiano e forzato quando condito da qualche verso aulico.

Tra gli attori, spicca l’interpretazione di Cristina Noci, che tinge di mille colori e sfumature il personaggio della Fatina del bosco, trasformandola in un personaggio esplosivo e conquistando l’attenzione e la simpatia del pubblico in sala.

La scenografia  è quanto mai flessibile e dinamica, riuscendo a trasformarsi facilmente da bosco incantato a palazzo ducale, essenziale ma esplicativa. Punto debole della rappresentazione la performance dei comici, i commedianti, voluti da Shakespeare in ogni commedia per alleggerire lo spessore del testo: scontata la comicità, troppo insistente il dialetto napoletano e spesso sbagliati i tempi teatrali.

Molte, in ogni caso, le risate del pubblico, anche se il finale solenne della commedia viene oscurato dalla comicità degli ultimi sketch farseschi, nella parodia metateatrale di Piramo e Tisbe.

Sogno di una notte di mezza estate

Articolo di: Serena Lena

Fotografie di: Mauro Fagiani (www.maurofagiani.it)

Grazie a: Fabiana Magrì, Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura

Sul web: www.globetheatreroma.com

 

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