Sister, Cousin, Ant - Teatro Due (Roma)

Scritto da  Ilaria Guidantoni Domenica, 20 Novembre 2011 
Sister, Cousin, Ant

Dal 18 al 20 novembre. La pièce si iscrive nella rassegna al femminile “Sguardi S-velati” – una donna può farcela a superare tutto - con una declinazione che ha il sapore della vita familiare della provincia americana: il gusto edulcorato, quella facile comicità sorridente e un po’ goffa che cela in realtà e disvela gradualmente l’inferno familiare. Si fronteggiano due modelli femminili, quello dell’attesa dell’uomo come unico completamento della propria esistenza e l’altro che preferisce la tranquillità al rischio. Sullo sfondo L’Ars amatoria di Ovidio, riletta come un prontuario americano per l’amore, illumina il terzo personaggio femminile tinteggiato da un dolce e ingenuo romanticismo.

 

 

KIT presenta la prima europea di

SISTER, COUSIN, ANT

(Sorella, Cugina, Zia)

di Dave Johnson

con Lydia Biondi, Laura Caparrotti, Giulia Adami

tradotto e adattato da Laura Caparrotti e Dave Johnson

regia di Laura Caparrotti

nell’ambito della Rassegna Sguardi S-velati: punti di vista al femminile II edizione

 

La rassegna “Sguardi S-velati: punti di vista al femminile” ospita la prima europea dello spettacolo “Sister, Cousin, Ant”, già messo in scena con successo nel 1997, quando il New Theatre Festival presso la Wake Forest University nella Carolina del Nord lo scelse come testo centrale del Festival stesso. Nello stesso anno ha vinto il premio come miglior testo dell’anno al Samuel French Award a NY, dove nel 1998 è stato presentato al Samuel Beckett Theatre. Il testo, opera dell’attore, autore e poeta statunitense Dave Johnson, che ne ha curato accanto alla regista Laura Caparrotti traduzione e adattamento, è ambientato in un’anonima località del South Carolina. Il lavoro tra testo e regia è molto armonico e lo si avverte nell’accompagnamento che il regista fa al testo, dando spazio alla voce più che alla gestualità, per risaltare il testo nell’interpretazione, senza prevaricare. Una recitazione composta che riesce a rendere con grande attenzione lo stile americano, perfino gli atteggiamenti, quell’inclinazione pronta alla risata facile, al cantare e ballare insieme per esorcizzare e dribblare le difficoltà e le tristezze del momento.

Il tempo vola all’interno della storia che si snoda in un modesto e decoroso interno della classica casetta americana. Un ambiente sociale che può apparire desolante ma anche molto consolatorio perché, come dice la zia, la cosa importante è che la famiglia resti unita e si stringa intorno al più debole. Ma pian piano ci si accorge che la famiglia è un nucleo tutto al femminile che attende il maschile, di ritorno, dalla guerra – che nella società statunitense diventa un modo di vivere e una presenza-assenza metabolizzata – o da qualche deragliamento e vizio. Nel salotto di una vecchia casa si ritrovano per la cena tre donne che convivono, tre età diverse e tre stili: legate da parentela, affetto, dolore, una perdita e un’attesa. Dalle chiacchiere, solo apparentemente banali, si ricostruisce la storia fino alla rivelazione atroce finale, che però è una confessione che Jakie fa a se stessa mentre le altre due si sono addormentate. La storia che si delinea ruota attorno a due uomini, entrambi marines: Jimmy, rispettivamente fratello, cugino e nipote delle tre e Roman, fidanzato di zia Louise. Attraverso i discorsi delle donne, che vanno di pari passo con la lettura dell’Ars Amatoria di Ovidio (I secolo a.C.), emergono le storie personali e i diversi punti di vista femminili rispetto alla visione della figura maschile. E’ Marta, la più giovane, figlia di un pastore virtuoso, rimasta orfana piccola, coccolata dalle altre due donne, malata, che affida la propria malinconia alla poesia di Ovidio. Il libro, in una versione moderna e americanizzata, le è stato regalato dal fratello che lei cerca di vedere a tutti i costi migliore di quel che si scopre essere in realtà. Louise è appesa al filo della rinnovata speranza – e rinnovata delusione che la vita procura perché l’incidente e la fatalità non si possono mai escludere – e cerca di consolare ed essere il perno tra le due nipoti, che si trovano a vivere nella stessa casa per la perdita dei rispettivi genitori.

Jakie, che Marta accusa di essere pessimista, è invece la più realista, figlia della sorella di Louise e di un padre alcolista e violento. E’ lei che rifiuta la femminilità e dice di preferire una casa senza uomini perché solo così può esserci pace...e solo alla fine si capirà perché. Gli uomini fanno da sfondo e sono presenti solo per quello che hanno provocato e che promettono alle tre donne, perché autore e regista sono interamente concentrati sul punto di vista femminile. C’è nell’insieme un’atmosfera che ricorda tanti testi teatrali, che rinviano ad esempio a Tennesse Williams e soggetti cinematografici. L’ambientazione la si conosce ma in fondo la storia potrebbe svolgersi ovunque e l’azione sembra temporalmente sospesa nel tempo. Il testo diventa, così, anche un manifesto della forza interiore delle donne che hanno una maggiore capacità di sopportazione del dolore rispetto all’uomo, soffrono in silenzio e per questo spesso non esistono: semplicemente perché non danno voce alla propria rabbia se non contro se stesse, annullandosi come Jakie.

 

Dave Johnson (testo, traduzione ed adattamento) - Osannato dal New York Times a dal The Village Voice per la sua carriera di attore negli anni ’90, Dave Johnson è oggi principalmente noto come poeta ed autore di testi teatrali, fra i quali si annovera “Sister, Cousin and Aunt” e “Baptized To The Bone”, messo in scena con successo nel 2009 al New Conservatory Theatre in San Francisco e presso il The Water Tower Theatre di Dallas; per quest’ultimo allestimento lo spettacolo ha conseguito il premio per il miglior attore e per miglior testo inedito presso il Dallas/Fort Worth Critics Forum. Come poeta è apparso nel CNN International News e, in veste di guest artist, all’inaugurazione del Presidente del Distretto di Manhattan presso il Metropolitan Museum of Art (2006).  Le sue poesie più recenti sono raccolte in un CD, “Dead Heat” (Champion Records), in cui è lui stesso a recitare le sue composizioni. Attualmente Dave insegna scrittura creativa e poesia presso varie prestigiose università americane fra cui la Yale University, The Cooper Union e The New School.

Laura Caparrotti (Jackie, regia, traduzione e adattamento) - Laureata in Discipline dello Spettacolo presso l’Università della Sapienza di Roma, si è formata con insegnanti del calibro di Annie Girardot, Dario Fo, Elsa Walliaston, Peter Brook, Jerzey Grotowsky, Peter Stein, Daniele Formica ed ha conseguito un’esperienza teatrale di oltre vent’anni fra Italia e Stati Uniti, dove oggi in parte risiede, facendo la spola fra i due continenti. Laura ha lavorato con artisti quali Mario Carotenuto, Giancarlo Cobelli, Roman Paska, Walter Pagliaro, John Turturro, Lucilla Morlacchi, Valerio Mastandrea, Roberto Gatto, Danilo Rea e con istituzioni come il Teatro Stabile di Torino e, a New York, il Duke on 42nd Street, il Walter Reade Theater al Lincoln Center, il The Kitchen, il Dizzy’s Club at Jazz at Lincoln Center, il Flea Theatre, solo per citarne alcuni. Nel 2005 ha partecipato come assistente alla regia alla produzione Off Broadway del testo di Eduardo De Filippo “Souls of Naples” - arrivata anche a Napoli al Teatro Mercadante. Attraverso la Kairos Italy Theater, è inoltre rappresentante al di fuori dell’Italia dell’Archivio Antonio De Curtis, e curatrice della mostra Excerpts of a Prince Named Totò, che circuita da 11 anni nel mondo dopo la prima assoluta presso il Lincoln Center di New York nel 2000. Nel 1996, Laura ha contribuito a fondare la KIT-Kairos Italy Theater (www.kitheater.com) in Italia, quindi nel 2000 è stata la creatrice unica della KIT americana. Oltre a proporre teatro in Italiano e in Inglese e ad insegnare corsi di Italiano&Teatro a grandi e piccini, Laura è corrispondente di varie pubblicazioni in Italia e negli Stati Uniti, viene spesso invitata a tenere conferenze sul cinema e il teatro in Italia ed e’ membro della commissione selezionatrice del  NYSCA (New York State Council for the Arts). Nel 2008, Laura ha dato vita a KIT IN THE CITY (www.kitinthecity.com), una rivista online bilingue dedicata ad eventi culturali e notizie utili su Roma e New York. Laura Caparrotti è inoltre membro del Director’s Lab del Lincoln Center e della Stage Directors and Coreographers Society a New York. 

 

Teatro Due teatro d’essai - vicolo due Macelli 37, Roma

Per informazioni: telefono 06/6788259, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 18

Biglietti: intero 12€, ridotto 10€

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni

Grazie a: Donatella Codonesu, Ufficio Stampa KIT Kairos Italy Theater

Sul web: www.kitheater.com - www.teatrodueroma.it

 

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