Singolo - Roma Fringe Festival 2014, Villa Mercede (Roma)

Scritto da  Sabato, 14 Giugno 2014 

Il 9, 10 e 13 giugno al Roma Fringe Festival 2014 è andato in scena "Singolo". Singolo è uno dei tanti individui che si aggirano in questo mondo alla ricerca di una vera identità. Perché il mondo gliene ha data una falsa. Singolo prima di un essere umano è un principio studiato dalla New-economy per andare avanti senza guardarsi intorno, per creare reddito a qualsiasi costo, uno stile di vita senza intoppi finché tutto funziona, finché servi alla macchina per correre sempre più veloce, ma un giorno qualcosa si rompe.

  

SINGOLO
di e con Daniele Coscarella
regia di Pascal La Delfa

 

Ad un primo acchito il linguaggio di Daniele Coscarella ricorda vagamente quello delle favole di Gianni Rodari. "Singolo" utilizza a tratti un linguaggio fiabesco, fatto di metafore semplici, che vogliono raccontare attraverso la loro genuinità una vita falsa, votata a regole ferree dettate dalla nostra società odierna; man mano che procede, però, tende a banalizzare tale messaggio con una retorica spicciola ben lontana dalla saggezza puerile di Rodari (ovviamente).

Il problema è che un linguaggio bambinesco o nonsense, va utilizzato in un certo modo. Per esempio con una lenta autodeterminazione del protagonista (più che repentina e meccanica) dove la parola evolve col cambiamento interiore del personaggio o in cui le frasi abbiano maggiore consistenza. Nella drammaturgia di questo testo si tende a propinare un pensiero che alterna alcuni momenti gradevoli ad altri, troppi, assai scontati.

Singolo è per l'appunto solo. La perdita della memoria lo porterà a rendersi conto maggiormente di questa solitudine e a capire chi ne sia la causa: un mondo schiavo della New-economy, che etichetta la gente con superficialità e meccanizza l'essere umano. Un regime vero e proprio. Sottrarsi ad esso vuol dire essere emarginati, morire lentamente. Tutto molto bello se non fosse che il testo non appassiona lo spettatore, nè tantomeno fa riflettere. Il discorso sui cani e sul fatto che un milione di bestie hanno un trattamento migliore degli uomini, potrebbe prestarsi a fraintendimenti su cui qualche animalista avrebbe da obiettare, il coming out del protagonista sembra messo lì a casaccio per sensazionalizzare la storia - il che non è bello. La panchina come luogo dei ricordi e della scoperta dell'identità è una metafora abusata che sinceramente ha stancato. Le foto finali mostrate nel videoproiettore sono brutte e da social network.

Buoni invece alcuni elementi della messa in scena - al di là della panchina. L'attore Daniele Coscarella si muove con un carrello e delle buste della spesa, che rimarcano l'appartenenza del personaggio a un sistema che tende a globalizzare e inglobare le coscienze. Il cuore che capeggia all'estremità del palco e sembra una specie di segnale stradale è simpatica come trovata. Il caos generato dagli oggetti presenti in scena e dallo spazio limitato del parco genera ansia e sorrisi. Il delimitare con dello scotch il proprio limbo per difendersi dagli attacchi frontali e ossessivi del mondo del consumismo funziona. Così come strappare una busta di verdura e ribellarsi alle etichette del sistema.

L'interpretazione dell'attore è buona. Certo un po' di emotività in più, soprattutto nella discutibile scena del coming out, non avrebbe guastato. A tratti sembra che Coscarella sia lontano dal suo personaggio, che di per sè non aiuta. E' difficile prendere sul serio un uomo adulto che parla di massimi sistemi o di vita con il linguaggio di un adolescente di un certo tipo.

Dispiace constatarlo ma "Singolo" è ancora troppo invischiato nella società in cui vive per criticarla e ribellarsi. Per assurdo, le sue invettive di protesta sono il contentino che la New-economy offre ad ognuno di noi per fingere di lamentarsi (un linguaggio da spot pubblicitario, da sms). 

 

Roma Fringe Festival 2014 - Villa Mercede, via Tiburtina 113 (Zona San Lorenzo)
Orario spettacoli : PALCO B - 9 giugno, ore 20.30; 10 giugno, ore 22.00; 13 giugno, ore 23.30 

Articolo di: Giuseppe Sciarra
Grazie a: Marta Volterra, Ufficio stampa Roma Fringe Festival 2014
Sul web: http://romafringefestival.net

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