Shakespeare, streghe, ribelli e altre passioni - Piccolo Teatro Studio Melato (Milano)

Scritto da  Daniela Cohen Venerdì, 22 Novembre 2013 

Dal 19 novembre all’1 dicembre 2013 e dal 2 al 13 aprile 2014. Per Laura Curino il Piccolo Teatro Studio ha sgomberato le file di poltroncine in altri casi poste al centro della platea per lasciare lo spazio vuoto e tutto il pubblico seduto come in un’arena sulle lunghe panche coperte di cuscini e disposte a forma di cavallo di fronte al palco. Palco drappeggiato da una lunga stoffa rossa poggiata su una scalinata corta, illuminato da immagini proiettate su un alto pannello di fondo, osservato da spettatori situati sui palchetti dei tre piani, a diverse altezze. Come nei teatri antichi, proprio alla Shakespeare, e con uno dei testi più preziosi del celebre autore inglese del Cinquecento, il Macbeth, viene proposto uno spettacolo del tutto diverso da quanto ci si potrebbe aspettare, partendo dal titolo: Shakespeare, streghe, ribelli e altre passioni. E’ la versione della Curino che esprime il punto di vista del trio femminile, meglio conosciuto nella versione originale come le ‘tre streghe’. Laura, attrice e drammaturga, ha fondato nel 1974 col regista Gabriele Vacis ed altri il rinomato Laboratorio Teatro Settimo, mentre qui ha lavorato assieme a Lucio Diana su una traduzione del testo fatta da lei oltre dieci anni fa e che l’ha convinta di dover proporre uno spettacolo diverso.

  

 

Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa presenta
SHAKESPEARE, STREGHE, RIBELLI E ALTRE PASSIONI
uno spettacolo di Laura Curino e Lucio Diana
con Laura Curino
e (in ordine alfabetico) Maria Maddalena Gessi, Matthieu Pastore
luci Claudio De Pace
assistente alla drammaturgia Beatrice Marzorati

 

 

Fin da subito le contraddizioni: entrano tre figure coperte da mantelli bruni con tanto di cappuccio e maschera dal lungo becco e iniziano il racconto. Davanti a loro un grosso volume poggiato su di un leggo metallico si apre e si illumina. Le parole pronunciate sono tra le altre: “Dicono di noi che siamo donnacce, brutte… che possiamo renderci invisibili… che con una parola possiamo ammazzare un agnello… dicono…” e via con i tanti luoghi comuni delle paure di un villaggio rurale in tempi in cui molte donne giudicate streghe finivano al rogo. Però quando le tre figure sollevano la maschera e fanno scivolare il cappuccio del mantello vediamo due donne e un maschio, con tanto di capelli ricci e baffi, un bel faccione paffuto. Ma si sa, chi recita interpreta qualsiasi ruolo! Continua così la litania: “In verità noi siamo malvagie solo se sentiamo di avere a che fare con chi non è sincero. Non siamo nè maschi nè femmine, diciamo sempre la verità… Arrivederci a guerra vinta e persa”.

 

Si entra così nel vivo del Macbeth. Laura Curino, fiancheggiata in scena da Maria Maddalena Gessi e da Matthieu Pastore, è da sempre una geniale monologhista, capace di interpretare tutti i personaggi di una vicenda, come ha dimostrato in una vita di piccoli e grandi successi artistici. Il teatro è tutto esaurito, la folla di spettatori ben si adatta ai discorsi di volta in volta presentati dai tre attori in scena che interpretano con chiarezza i vari personaggi del dramma shakespeariano, in cui l’avidità e la furia di salire al culmine del potere portano a delitti orribili. Il Re viene ucciso facendo credere che il colpevole sia il giovane figlio, in modo da sostituirlo subito ed esaudire le proprie ambizioni. Nello spazio nudo del palco nascono emozioni, si susseguono eventi, si combattono sentimenti in contrasto, la verità sfugge grazie ai vari tradimenti e le menzogne si allargano, mentre i racconti fanno scorrere immagini nella mente di ciascuno.

 

Il titolo ben rappresenta le questioni che scorrono dalle bocche dei nostri tre cantastorie, capaci di ammaliare l’intero pubblico che assiste in silenzio. “Macbeth, tu non vuoi barare ma vuoi vincere…” lo accusano le streghe. “Ma non hai il cinismo necessario per diventare Re”. E difatti il Re Duncan donerà il proprio regno al giovane figlio e non al migliore dei suoi guerrieri, Macbeth, segnandone il destino, mentre Lady Macbeth… Sangue chiama sangue e si scopre il Re, morto con le sue guardie: “Tutti gridano, solo Macbeth tace… I cavalli di Duncan sono corsi via impazziti”. Macbeth è stato incoronato ma vive nel terrore di subire un attentato, lui omicida teme tutto e tutti, vede complotti ovunque. “Corona sterile e scettro secco. Quello che nasce dal male, al male ritorna”.

 

Il fantasma del morto appare al banchetto ma può essere visto solo dal suo assassino e dai malvagi. Macbeth l’assassino lo vede, come le tre streghe che, stando in cucina, si dicono: “La cucina, nei secoli, serve a fare sì che gli uomini si stordiscano cucinando”. Tante sono le battute che si potrebbero usare in altre occasioni, dense di significato, come “Le coscienze infette confidano segreti ai cuscini che vogliono sentire…” oppure “Quale purgante può liberarci da questi inglesi?”. Il grande Bardo colma la mente di poesia e battute letterarie fantastiche, ci fa volteggiare l’anima in allegria anche se tratta argomenti sordidi, finché le streghe, dal palco, affermano: “Ringraziamo il poeta che ci ha fatte d’aria così che possiamo dissolverci e svanire…".

 

 

 

Piccolo Teatro Studio Melato - largo Greppi 2, Milano (M2 Lanza)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 848800304
Orario spettacoli: martedì e sabato 19.30 (salvo martedì 8 aprile ore 15 e 19.30); mercoledì, giovedì e venerdì 20.30 (salvo mercoledì 27 novembre e giovedì 10 aprile ore 15 e 20.30); domenica 16; lunedì riposo
Durata: un’ora e 20 minuti circa
Prezzi: platea 25 euro, balconata 22 euro

 

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Valentina Cravino, Ufficio stampa Piccolo Teatro
Sul web: www.piccoloteatro.org

 

 

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