Shakespeare in love (with Marlowe) - Teatro Stanze Segrete (Roma)

Scritto da  Domenica, 20 Dicembre 2015 

Fino al 23 dicembre la sempre suggestiva sala del Teatro Stanze Segrete ospita uno spaccato avvincente e poetico dell’epoca in cui le vite misteriose di Shakespeare e Marlowe si intrecciarono, sullo sfondo di giochi di potere, intrighi e spionaggio. Due generazioni - il giovane Shakespeare davanti al già affermato poeta Marlowe - restituite oggi dallo stesso parallelismo nell’interpretazione dei Coltorti, Ennio e Jesus Emiliano, padre e figlio (non solo d’arte).

 

Produzione A.C. Diritto e Rovescio - A.C. Logos presenta
SHAKESPEARE IN LOVE (WITH MARLOWE)
di Vittorio Cielo
con Ennio e Jesus Emiliano Coltorti
regia Ennio Coltorti
aiuto regia Matteo Fasanella
luci e fonica Francesco Meliciani
costumi Rita Forzano - sartoria L S Costumi
assistente costumi Costanza Boncompagni
grafica Marco Animobono

 

Il fascino dei personaggi immortali si annida anche nei dettagli irrisolti delle loro vite, in ciò che la ricerca storica e biografica riporta alla luce solo per interrogativi, squarci di vite segrete e insondabili. Dal doppiofondo di queste suggestioni la penna di Vittorio Cielo elabora un racconto a due voci che intrecciandosi, confrontandosi e sovrapponendosi si fondono per svelare gli umori di un’epoca eclissata dalle immortali opere del Bardo. Sono le due voci di un padre e un figlio d’arte, confuse nei fumi della leggenda, nello stratificarsi del mito che si fa storia.

Un giovane ed entusiasta William Shakespeare (Jesus Emiliano Coltorti, voce limpida e potente, ricca di sfumature, come molto più spesso abbiamo potuto ascoltarla nei suoi numerosi doppiaggi, accompagnata ad un’espressività sottile, delicata, accurata) bussa alla porta del già affermato e ben più oscuro Christopher Kit Marlowe (Ennio Coltorti, abile trasformista di se stesso, interprete corposo dell’anima di Marlowe, del suo mistero, ma pronto a servire il racconto mutandosi in continuazione). È l’incontro e lo scambio di due spiriti geniali, il cinismo del maestro, il disincanto dell’allievo.

L’aura di mistero e fascino che aleggia attorno alla figura di Marlowe è alimentata dai suoi allusivi discorsi, dal suo provocante ingegno, che lo porta a confondersi con il Faust che ne segnò il successo; ma soprattutto dall’affermazione che riecheggia più e più volte: era una spia. Le circostanze misteriose in cui Marlowe morì sembrano confermarlo, pugnalato all’occhio in una bettola. Realtà storica e mito si confondono, ma la verità è poco importante.

Salti temporali descrivono l’eredità non solo artistica di Marlowe: anche Shakespeare sarà coinvolto in un gioco di spionaggio, il suo teatro non sarà soltanto l’intrattenimento geniale per sudditi e sovrani, ma il luogo in cui si può scuotere l’anima di un popolo, assecondando o contraddicendo il potere, in un’epoca di rivolgimenti, lo spettro della peste sull’Europa, la minaccia dell’impero spagnolo alle porte, la pressione sotterranea dei papisti cattolici sulla protestante Inghilterra.

La sala metamorfica di Stanze Segrete, ma soprattutto l’uso intelligente che ne fa di volta in volta la regia di Ennio Coltorti, immerge lo spettatore in un gioco di riflessi, di visione totale, di scene e controscene, riportandoci nella circolarità del Globe; lo spettatore ha una possibilità di visione che riproduce in maniera sorprendente quella del montaggio cinematografico, perché gli specchi che incorniciano la sala offrono più punti di vista successivi e sovrapposti. Con il vantaggio di poter scegliere ognuno il proprio.

Come non citare poi lo straordinario sfoggio degli splendidi costumi di Rita Forzano: giustacuori, gorgiere, parrucche ed il mefistofelico mantello di Marlowe, preziosi tasselli di un mosaico di suggestioni che lo spettatore, data la sua vicinanza con gli interpreti può - quasi letteralmente - toccare con mano, osservarne i più piccoli dettagli - altra caratteristica che rende Stanze Segrete uno spazio teatrale unico. Indossare questi abiti diventa il rituale che accompagna l’uscita di un personaggio e accoglie l’entrata dell’altro. Ma non sono certo la parrucca né lo splendido abito a trasformare Ennio Coltorti nella regina Elisabetta, in uno dei momenti più suggestivi dello spettacolo: piuttosto il suo uso trasfigurante della voce e dell’espressività mimica e gestuale, sempre essenziale, compressa e perciò potente. E l’inganno teatrale è fatto, con tutto lo stupore magico che ne deriva e che rinnova la potenza e la bellezza del Teatro.

 

Teatro Stanze Segrete - via della Penitenza 3, Roma (zona Trastevere)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6872690 - 388/9246033, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dalle 18.30 alle 21.00 (prenotazione consigliata)
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 19
Biglietti: intero 15 euro, ridotto 10 euro (tessera associativa semestrale 3 euro)

Articolo di: Sabrina Fasanella
Sul web: www.stanzesegrete.it

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