Shakespeare in Love Pop - Giardino Nascosto (Milano)

Scritto da  Sabato, 30 Luglio 2016 

Ecco una novità e capita in luglio, quando piace l’idea di andare a vedere uno spettacolo all’aperto dedicato al grande Shakespeare di cui si celebrano i quattro secoli dalla scomparsa. Considerandolo ancora oggi uno dei più geniali e talentuosi drammaturghi di tutti i tempi, la Produzione LinguaggiCreativi e la Asylum Orchestra propongono “Shakespeare in Love Pop” all’interno del Giardino Nascosto situato vicino a uno dei Navigli, in via Bussola, angolo via Malaga. L’evento è organizzato dal Comitato Ponti che ha ricevuto in donazione questo spazio aperto circa quattro o cinque anni fa dal Comune di Milano, quando era ancora una discarica e da decenni uno spazio per demolitori. Dopo molto lavoro, il Comitato è riuscito a risistemarlo e a sfruttare poco per volta i giardini abbandonati. Negli ultimi due anni ci sono stati concerti di musica classica per Piano City, poi eventi artistici con Green City oltre alla condivisione con associazioni di zona, per gruppi di yoga all’aperto o per portare cani e gatti in un’area a loro dedicata. C’è pure l’orto per i bambini e ci saranno sempre più offerte, ma intanto c’è un tavolo colmo di frutta fresca per un aperitivo destinato al pubblico in arrivo. L’idea del teatro itinerante è venuta a Paolo Trotti, un regista che ha organizzato lo scorso anno qui un campo estivo e ora ha escogitato questa trovata, dove per ‘itinerante’ si intende che il pubblico deve muoversi per seguire le vicende narrate dallo spettacolo.

 

Produzione Linguaggicreativi e Asylum Orchestra presentano
SHAKESPEARE IN LOVE POP
di Paolo Trotti
spettacolo itinerante al Giardino Nascosto
con Filippo Bedeschi, Liliana Benini, Diego Paul Galtieri, Federica Gelosa, Valentina Mandruzzato, Andrea Tonin, Silvia Torri, Giulia Visaggi
assistente alla regia Simona Lenoci
scene e costumi Giada Gentile


Manca ancora la luce elettrica, c’è però una magnifica luna piena stasera e ci sono le torce che ognuno doveva portare con sé, finché si comincia, con un rullo di tamburo… “Accendete le torce e seguite il sogno del poeta” ci dice l’uomo che sarà la nostra guida. Si parte con la più celebre coppia di amanti veronesi “che con la loro morte porranno fine alla lotta delle due famiglie”, i Montecchi e i Capuleti che si sono sempre combattuti. Una dolce musica dà inizio a un ballo antico, interpretato da questi giovanissimi attori e attrici, abbigliati in modo improbabile in plastica e veli, truccati in modo post-moderno ma comunque perfetti nell’utilizzo del gergo originale del grande Bardo, anche se solo a spezzoni. Dopo il lungo bacio la musica che prima proveniva da una piccola pianola elettrica è ora sostituita da un nastro con la voce inconfondibile di Madonna che canta ‘Like a virgin’.

Così cambia la danza, non più nello stile rinascimentale ma decisamente attuale, rendendo Romeo e Giulietta due ragazzi dei nostri giorni mentre il cielo diventa sempre più buio e la luna, poco sopra l’orizzonte, sembra davvero grossa. Dopo la famosa promessa d’amore fra la coppia, tutti si trovano a muoversi alla luce delle torce, per assistere a un’altra scena, quella in cui Giulietta finge di essere spirata grazie a un potente narcotico, Romeo la trova e la crede davvero morta, si dispera e si avvelena. “Oh Giulietta, perché sei ancora così bella?” domanda lui affranto, promettendo di non lasciarla mai. Ma appena lui, al fianco di lei, ha bevuto il veleno, lei si sveglia e grida, tentando di riportare in vita l’amato Romeo. Impossibile, per cui decide di pugnalarsi, creando la più celebre storia drammatica di un amore eterno. Ma, ci dice la nostra guida, anche musico dal vivo, ora con una chitarrina in mano, “Non tutte le storie d’amore finiscono male oppure bene. Ora vi mostrerò un altro sogno…” e il folto gruppo si muove verso un’altra tappa nel verde.

Tra zanzare imbizzarrite e moscerini spietati, vediamo una coppia addormentata su due sedie, formata da giovani e belle attrici che però impersonano Rosencrantz e Guildenstern, i due migliori amici di Amleto. “Ci ha svegliati un messaggero, ha detto che Amleto è impazzito e siamo stati convocati: dobbiamo scoprire cosa lo affligge”. Parlando fra loro e sfoderando ridicole battute, scoprono però che lo zio è un usurpatore e che ha compiuto incesto e adulterio! Logico che il ragazzo sia sconvolto, o meglio ‘afflitto’, senza dubbio. “Divertente vero?” ci chiede ora la guida, a ragione. “E ora passiamo a vedere un altro sogno” mentre ci si trova a camminare ancora un po’ verso un’altra tappa. In mano, seduto a terra, la nostra guida ora suona un mini-xilofono e stiamo a guardare una ragazza, morta, che parla del proprio suicidio. E’ la povera Ofelia, a cui verrà data sepoltura grazie a una speciale concessione. Come è possibile? Pare dimostrato che si sia trattato di legittima difesa, argomentano le tante voci che discutono del fatto tragico. Il giovane fratello Yorick, il buffone, giace morto accanto a lei, Ofelia…

“Tutto è bene quello che non finisce mai… ho l’infinito in cartellone, signori!” grida la guida e con un “Ssshh, signori, seguitemi” ci porta ancora un po’ più in là, sempre e solo alla luce delle piccole torce. Troviamo ora un ragazzo che straparla: “Io sono il Re, non ho tempo per corteggiare uno specchio? Manco della pazienza, io storpio che perfino i cani, quando gli passo vicino, mi abbaiano contro”. Ok, ecco Riccardo III, interpretato però da uno dei due ragazzi, uno più bello dell’altro in verità, come le quattro attrici tutte decisamente molto carine. Però il teatro è finzione… “Non ho altro piacere che camminare sotto la luna con la mia ombra” borbotta il giovane e a ogni scena, va detto, il pubblico applaude con piacere. Il solo ascoltare brani del più grande fra i poetici drammaturghi che ancora, dopo quattrocento anni, fa vibrare il cuore, permette di costruire il percorso immaginario creato da questa coraggiosa compagnia di giovani talentuosissimi.

E la nostra guida, Diego Paul Gualtieri, crea dal vivo una colonna sonora che fa da contrappunto alle belle parole, talora provocanti, talora imbastite di una intricata tessitura di racconto e dialogo. “Cosa ha provocato la morte di vostro padre e vostro marito?” chiede Riccardo alla donna che lo fronteggia. “Voi”. “No” ribatte lui, “è stata la vostra bellezza” che, confessa, lo ha costretto a eliminare i rivali per poterla conquistare. “Se vuoi trafiggere il petto di chi ti ama, usa questa spada” la incita lui. “Ho ucciso perché la tua bellezza mi ha costretto a farlo. Prendi la spada o prendi me!”. La girandola di opere teatrali lascia incantati, in fondo agiscono tutti per passione i grandi personaggi shakespeariani. “Alzati, ipocrita” risponde lei, invitandolo a togliersi la vita da solo. Infine, indovinate che accade… sono sempre dei drammi, in fondo. Cambio di scena e di spazio, ancora più in là.

Una ragazza vergine è condannata dopo la morte di Bassiano a essere violentata, torturata e uccisa. Infilata in una curiosa e candida scena-costume, la ragazza usa due maschere che tiene con le mani per mostrare i due figli di Tamora, gli assassini. Sono dei barbari e lei racconta la sua atroce fine, con lingua e mani mozzate per non raccontare né descrivere quanto le sta accadendo. Dopo un po’, col tamburo di nuovo in mano, la guida se ne va verso un’altra scena dove sei personaggi danzano per una festa in cui si celebra Macbeth, duca di Cawdor, che presto sarà Re. “Il Re è morto” grida una voce, “Ce l’hai fatta, la profezia era vera!” dice un altro, “Ammazzali!” e ne muore un altro, Banqo. Però adesso Macbeth vede il fantasma del morto e viene giudicato pazzo, mentre continua la festa. “Brindiamo a te” si dice al banchetto, continuando a ballare. “Ho scritto troppe tragedie” ci dice ora la guida, che si sente di incarnare l’autore immortale. “Vorrei proporvi un pezzo mio… cos’è l’onore? Chi ce l’ha? Non i vivi ma i morti, loro hanno l’onore…”.

E’ la storia di Falstaff, che gioca a scacchi con la morte finché arriviamo all’ultimo giro. Una storia d’amore e uno spirito, durante La Tempesta… una nave naufraga e va a fondo, ci sono grida e rulli di tamburo. “Fate conto che sia stato un sogno, io sono Shakespeare e, anche se considerato un visionario, amici, battete le mani in questa Notte di Mezza Estate…” chiede la nostra guida, che di applausi ne riceve tantissimi dedicati alla compagnia al completo che ha offerto una serata così insolita e capace di lasciarci tutti col sorriso sulle labbra. Alla prossima!

 

Giardino Nascosto - via Bussola / Via Malaga 10, 20143 Milano, M2 Romolo
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02.39543699; 333.6213155, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì 12 a mercoledì 20 luglio alle ore 20.45, esclusi il sabato e la domenica per consentire al gentile pubblico di trascorrere il weekend fuori porta (in caso di pioggia, lo spettacolo si sposterà a Teatro Linguaggicreativi)
Biglietti: 15 euro (gratuito per i bambini); 10 euro per i tesserati Linguaggicreativi e Comitato Ponti

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Simona Migliori, Ufficio stampa Teatro Linguaggicreativi
Sul web: www.linguaggicreativi.it

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