Shakespeare e l’immaginario di Roma - Fori imperiali (Roma)

Scritto da  Sabato, 17 Settembre 2016 

A 400 anni dalla morte di William Shakespeare (1616 - 2016), Roma si veste di ricordi e di poesia intraprendendo un coinvolgente viaggio con uno dei suoi più noti protagonisti: Giulio Cesare, al centro di una svolta della storia romana e dell’omonima tragedia del drammaturgo inglese. Una “visita” originale nei luoghi che ospitarono i fatti storici, nell’immaginario shakespeariano di Roma, in una formula sperimentale di teatro itinerante che coinvolge ed avvolge lo spettatore. Un vero e proprio esperimento scenico nei luoghi archeologici di Roma.

 

SHAKESPEARE E L’IMMAGINARIO DI ROMA
In viaggio con Giulio Cesare, dai Fori Imperiali ai Musei Capitolini
frammenti dai primi tre atti del "Julius Caesar" di Shakespeare
direzione artistica Marcello Cava
consulenza scientifica Rosy Colombo e Daniela Guardamagna
con Flavio Capuzzo Dolcetta, Massimo Guarascio, Daniela Guardamagna, Piero Marietti, Claudio Molinari, Nicola Pecora, Antonella Sbrocchi, Enrico Vampa e, tra gli altri, Margherita Arioli, Gabriele Baldo, Giorgio Maria Capone, Marco Cianella, Martina Gatti, Giorgio Quarzo Guarascio, Anna Dall’Olio, Isabella Picchi, Letizia Russo, Lorenzo Tozzi
colonna sonora Zydrico



Suggestiva messa in scena dei frammenti dai primi tre atti del “Julius Caesar”, di William Shakespeare (secondo la traduzione di Agostino Lombardo), fra le strade della Roma antica, laddove tutto è avvenuto e tutto avviene di nuovo, come fosse un viaggio nel tempo.

Il pubblico viene accolto nella pancia dell’impero, viene avvolto nelle spire dei sotterfugi dei cospiratori… ci si sporca con la loro congiura, si viene sfiorati dall’astuzia di Casca, dalla falsità di Trebonio. I Fori Imperiali sono uno scenario eccellente, si respira la nostra storia, quei capitelli a terra sembrano volerci prendere da parte e fornirci la loro versione dei fatti.

L’inevitabile progressione di Cesare verso la morte ci trascina con sè, ci fa calpestare i luoghi. Vien naturale voler sussurrare a Cesare, insieme ad Artemidoro: “Cesare, guardati da Bruto; sta' attento a Cassio; non avvicinarti a Casca; tieni d'occhio Cinna; non fidarti di Trebonio”.

Ma il piano inclinato scorre inesorabile… attraversiamo il suggestivo sottopasso dai Fori Imperiali al mercato di Traiano, e già quello da solo sarebbe sufficiente allo stupore. Proprio lì, nel mercato, si compie l’assassinio, cade Cesare ed Antonio srotola il suo splendido discorso… sempre più attuale… quanti sedicenti uomini d’onore si nascondono dietro ragioni irragionevoli…

Gli interpreti, in abiti attuali, riescono a restituire la congiunzione fra storia antica e ragioni contemporanee, sembrano dirci…badate romani, le menzogne sono destinate a ripetersi!

 

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Marika Polidori, Ufficio Stampa HF4
Sul web: www.teatromobile.eu

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